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Sì, è fatta con il pipistrello: la zuppa paniki è un alimento che devi conoscere

Il paniki è un piatto molto prelibato e costoso, tipico di una zona dell'Indonesia. La sua particolarità? L'ingrediente base è la carne di pipistrello.

Piccante zuppa della Malesia con pomodoro 123rf
Piccante zuppa della Malesia con pomodoro

Sarà colpa del Covid, ma in Italia quando si parla di pipistrello viene subito in mente la pandemia, il periodo più difficile vissuto dalla popolazione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Eppure, in altre zone del mondo basta nominare questo chirottero per far venire l’acquolina in bocca, come nel caso della zuppa paniki.

Paniki, la zuppa a base di pipistrello

Probabilmente, gli italiani, gran cultori della buona cucina, saranno disgustati solo al pensiero della zuppa a base di pipistrello. Eppure, in altre zone, il paniki – questo il nome del piatto – è una prelibatezza piuttosto ambita, tanto che il suo costo non è accessibile a tutti. Un cibo strano, nessuno lo mette in dubbio, ma che merita comunque rispetto perché parte delle tradizioni culinarie di un popolo.

Anche se la carne di pipistrello viene comunemente consumata in tutta l’Asia e la zona del Pacifico, dalla Thailandia al Vietnam, passando per il Guam, il paniki è tipico dell’Indonesia. Nello specifico, a preparare questa particolare zuppa sono i membri del popolo dei Minahasan, che vivono nella parte settentrionale dell’isola di Sulawesi.

Pipistrelli arrostiti in un mercato indonesiano 123rf

Pipistrelli arrostiti in un mercato indonesiano

Ingredienti e preparazione

Secondo la ricetta tradizionale, il paniki si prepara con il pipistrello fritto e viene condito con il curry. Se si preferisce la versione liquida, la carne si può usare come base per la zuppa. In questo caso, il chirottero viene arrostito sulla brace, così da eliminare il pelo, poi si cuoce con latte di cocco e varie spezie. Infine, viene servito a pezzetti, oppure intero.

Bisogna considerare che il pipistrello ha un sapore molto forte, quindi l’uso del latte di cocco e delle erbe aromatiche è importante. Solo in questo modo, infatti, si riesce a mitigare un po’ il gusto. Ovviamente, c’è anche chi lo preferisce più ‘naturale’ possibile, quindi lo condisce il minimo.

In Indonesia, così come nelle altre zone dove il consumo è tipico, può essere fritto o cotto alla brace, alla griglia, in umido o semplicemente saltato in padella. Spesso viene insaporito con il pepe, il peperoncino, o altre spezie di proprio gradimento.

Che sapore ha?

Ricca di proteine e povera di grassi, la carne di pipistrello ha un sapore molto forte, che può essere più o meno intenso anche in base alla ‘razza’. In ogni modo, quanti hanno avuto il coraggio di assaggiarla sostengono che sia simile al manzo o al pollo.

A prescindere dal gusto personale, secondo la The Oxford Companion to Food i pipistrelli da frutta hanno un sapore che ricorda il pollo, al massimo il tacchino. Una precisazione, seppur non vada a influenzare il palato durante il consumo, è d’obbligo: durante la cottura, la carne potrebbe emanare un olezzo sgradevole, simile a quello dell’urina.

Il divieto italiano

Che venga utilizzato per la zuppa o altre preparazioni, non importa: in Italia il suo consumo è vietato. Anche se in passato qualcuno se n’è cibato, specialmente durante la guerra e nel dopoguerra, da tempo la legge parla chiaro: la fauna selvatica, chirotteri compresi, è protetta. Questo significa che non si può catturare, detenere o mangiare la carne di questi animali, azioni punite con multe salate e arresto.

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