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L’origine dei dolci a forma di cuore (e il loro legame con San Valentino)

All'inizio era una foglia di fico, ma i maestri cioccolatieri e i pasticceri hanno saltato un passaggio e si sono ritrovati direttamente a produrre dolci a forma di cuore.

Dolcetti colorati a forma di cuore 123rf
Dolcetti colorati a forma di cuore

Oggi non esiste San Valentino senza dolci a forma di cuore, ma questa usanza affonda le radici in tempi relativamente recenti. Soltanto sul finire del Novecento, e per motivi tutt’altro che romantici, un imprenditore pensò bene di sfruttare questa particolare forma per invogliare i consumatori all’acquisto.

Il simbolo del cuore

Non si può parlare dei dolci a forma di cuore senza soffermarci un attimo sull’origine del simbolo. Oggi lo usiamo ovunque, collegandolo all’amore, ma un tempo non era così. Innanzitutto, non rappresentava un cuoricino, ma una foglia di fico ed è assai probabile che fosse collegato alla sessualità e non ai sentimenti. Ma, procediamo per gradi.

A utilizzare questo simbolo per primi furono gli antichi etruschi e gli abitanti di Cirene, in Africa. Per loro, è bene sottolinearlo, non aveva nulla a che fare con l’amore. La situazione rimase pressoché invariata fino al XIV secolo, quando Geoffrey Chaucer, nel suo poema "Il Parlamento degli Uccelli", collegò il giorno di San Valentino all’amore romantico, celebrando l’idea che le coppie di uccelli si scegliessero proprio in quella data.

Ma, a renderlo simbolo universale d’amore è stata l’arte medievale. Successivamente, è arrivato ovunque: dalle carte da gioco alle campagne pubblicitarie. Oggi, pochi altri segni sono facilmente riconoscibili come il cuore, tanto che è una, se non la prima, emoticon più utilizzata sui social.

Pasticcini a forma di cuore su griglia di raffreddamento 123rf

Pasticcini a forma di cuore su griglia di raffreddamento

L’intuizione dei cioccolatini

Fino a qualche anno fa, a San Valentino era quasi d’obbligo regalare al proprio innamorato una scatola di cioccolatini. Questa tradizione risale al 1861, quando Richard Cadbury dell’omonima azienda cioccolatiera fondata a Birmingham, in Inghilterra, nel 1824 dal padre John, pensò a un modo ‘furbo’ per aumentare le vendite di cioccolato.

L’uomo pensò bene di confezionare i cioccolatini in eleganti scatole regalo, ma solo nel 1961 l’azienda lanciò sul mercato la prima scatola a forma di cuore. Neanche a dirlo, fu un’intuizione geniale. Non dimentichiamo che un tempo, i medici consigliavano il consumo di cioccolato a quanti soffrivano per una storia d’amore finita male. Insomma, i cuori infranti si ‘curavano’ con dolcezza.

Dalla confezione ai cioccolatini il passo è stato breve: anche loro hanno ben presto assunto una forma ad hoc per gli innamorati. Non c’è un inventore preciso, diciamo che i maestri cioccolatieri dell’epoca si sono dati da fare per ‘costruire’ una nuova e redditizia tradizione.

I dolci a forma di cuore

Mettendo per un attimo da parte i cioccolatini, concentriamoci sui dolci a forma di cuore che, soprattutto negli ultimi anni, stanno avendo molto successo. In pasticceria niente è lasciato al caso e quasi sempre le sagome nascondono una simbologia che racconta leggende, tradizioni popolari e valori che si tramandano di generazione in generazione.

Fin dall’antichità, la forma dei dolci non è mai stata casuale. Durante il Medioevo, molte preparazioni venivano modellate per evocare protezione, prosperità o buon auspicio. Con il passare del tempo, questa tradizione non è andata persa.

Pensiamo, ad esempio, alle colombe pasquali simbolo di pace e rinascita, oppure ai cornetti o ai dolci a mezzaluna, che rappresentano la vittoria dei cristiani sui turchi durante l’assedio di Vienna del 1683. Per quanto riguarda le leccornie a cuoricino, non possiamo che avere un solo significato: amore.

Oggi ci sono diversi dolci di questo tipo. Tra i più famosi abbiamo il cuore d’Abruzzo, il pan d’amore, il dolcecuore, il pancuore e i cuori prada.

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