Il burro più buono del supermercato costa meno di 2 euro: la classifica
Il burro più costoso è anche il più buono? Il test del Gambero Rosso mette a confronto 30 prodotti e riserva qualche sorpresa tra i premiati

- Un assaggio alla cieca di trenta burri da supermercato ha premiato dodici prodotti, valutati da esperti per profumo, sapore e consistenza.
- Tra i riconosciuti figurano marchi noti e referenze economiche, come Conad e Consilia, mentre prezzi e formati variano sensibilmente.
- Per scegliere contano ingredienti, origine della panna e costo al chilo; il colore non certifica la qualità e la conservazione richiede attenzione.
Sullo scaffale dei latticini i panetti di burro si somigliano tutti: carta argentata o pergamena, qualche sfumatura di colore e prezzi che, a parità di formato, possono quasi triplicare da una confezione all’altra. Il Gambero Rosso ha voluto capire se quella differenza di prezzo si ritrova anche nel sapore, mettendo a confronto trenta referenze tra marchi storici, prodotti a marchio del supermercato e discount in un assaggio alla cieca.
- Come è stato organizzato il test?
- La classifica dei migliori burri del supermercato
- Come scegliere un buon burro al supermercato?
Come è stato organizzato il test?
Come spesso accade nelle classifiche del Gambero Rosso, i burri (precisamente 30) sono stati acquistati nei normali punti vendita e sottoposti a un panel di esperti, che li ha assaggiati senza conoscere marca e prezzo. In questo modo il giudizio si è basato soltanto su ciò che arrivava al naso e al palato: profumo, sapore, equilibrio tra gli aromi e consistenza.
Il colore è rimasto fuori dai criteri decisivi. Un panetto può andare dal bianco al giallo intenso a seconda di come vengono alimentate le vacche e di come viene lavorata la panna, senza che questo dica qualcosa sulla sua qualità. Tra gli assaggiatori c’era anche Beppe Giovale, pastore e casaro, che ha indicato le caratteristiche da cercare in un burro ben fatto.
All’olfatto deve ricordare la panna fresca, senza odori sgradevoli, e nei casi migliori può offrire sfumature di nocciola, erba o frutta secca. In bocca serve una dolcezza equilibrata, una pasta omogenea e la capacità di sciogliersi in fretta: un burro che resta ceroso, gommoso o granuloso perde punti.
Al termine dell’assaggio dodici prodotti hanno ottenuto un riconoscimento, da uno a tre Gamberi secondo il sistema di valutazione della testata.
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La classifica dei migliori burri del supermercato
Tra i dodici premiati compaiono nomi noti del settore lattiero-caseario, ma anche diversi prodotti a marchio delle catene della grande distribuzione. Alcuni costano meno di 2 euro a confezione.
- Coop Fior Fiore Burro dell’Alto Adige
- Beppino Occelli Burro Calco Mucca
- Lurpak Classico
- Carrefour Burro Bio
- Latteria Vipiteno Burro
- Parmareggio Burro Bio
- Latteria Soresina Latte Panna
- Conad Burro
- Todis Colle Maggio Burro
- Bianca Bontà Burro
- Consilia Burro
- Coop Burro Fior Fiore
Coop Fior Fiore Burro dell’Alto Adige (1,98 euro, 125 g). Nasce dalla panna fresca di centrifuga raccolta nei masi della provincia di Bolzano e ha un colore avorio che si fa più intenso verso i bordi. Il profumo parte delicato e si arricchisce di note tostate che richiamano la caramella mou, mentre in bocca arrivano sentori di fieno e qualche lieve accenno floreale. Lungo nel finale, cremoso e pieno, resta sempre garbato.
Beppino Occelli Burro Calco Mucca (3,49 euro, 125 g). I bordi ondulati raccontano la formatura a mano negli stampi di legno, il colore è bianco dalla superficie al cuore. Al naso sorprende per la freschezza, con richiami acidi di yogurt e mozzarella che tornano più morbidi al palato. Dolcezza media, una leggera sapidità e un finale leggero, il tutto sostenuto da una consistenza compatta.
Lurpak Classico (4,19 euro, 200 g). Prodotto con latte intero danese, punta tutto su pienezza e corpo. Al naso ricorda il latte bollito, in bocca aggiunge vaniglia e qualche nota vegetale. La dolcezza è lineare e il panetto si scioglie sulla lingua in modo uniforme.
Carrefour Burro Bio (3,89 euro, 200 g). Biologico, ottenuto per centrifugazione da latte della Val di Non, colpisce per il colore tra il giallo crema e il paglierino carico. Gli aromi lattici e vegetali sono intensi sia al naso sia in bocca, la pasta è compatta e si scioglie bene. Saporito e stratificato, lascia comunque il palato leggero grazie al buon rapporto tra dolcezza e sapidità.
Latteria Vipiteno Burro (3,79 euro, 250 g). L’azienda altoatesina, conosciuta soprattutto per gli yogurt, lo produce con panna di centrifuga. Il panetto è squadrato, giallo paglierino chiaro e quasi friabile, con note di latte fresco ben definite. La dolcezza marcata, ravvivata da un pizzico di sale, si chiude con una lieve punta acidula che dà slancio all’assaggio.
Parmareggio Burro Bio (2,19 euro, 125 g). Arriva dai caseifici emiliani del consorzio Granterre e al naso porta yogurt e sentori vegetali, che in bocca ritornano con qualche cenno minerale e di latte cotto nel finale. Rispetto ad altri campioni ha meno corpo, compensato da una buona scioglievolezza e da un profilo pulito.
Latteria Soresina Latte Panna (3,99 euro, 250 g). Il latte proviene dalla Pianura Padana e il panetto, di un avorio uniforme, richiama soprattutto la panna fresca. Delicato al naso, dolce e cremoso in bocca, si scioglie rapidamente. L’unico limite segnalato è una persistenza aromatica un po’ corta.
Conad Burro (1,49 euro, 125 g). Una delle sorprese del test. Il profumo è un po’ timido, gli aromi di panna fresca sono tenui e ben ordinati e in bocca rotondità, sapidità e acidità trovano un buon incastro. Ha volume e lascia il palato pulito.
Todis Colle Maggio Burro (1,69 euro, 125 g). All’aspetto appare leggermente ossidato e al tatto un po’ ceroso, senza però difetti aromatici. Il naso è pacato, con un tocco vegetale, mentre il gusto risulta più espressivo grazie all’alternanza tra dolce e salato. Struttura sostanziosa e solubile al punto giusto.
Bianca Bontà Burro (2,99 euro, 250 g). Confezionato per il gruppo Sun, ha un colore avorio irregolare e un profumo di carattere, con note di latte fresco che sfumano verso lo yogurt greco. In bocca gli aromi perdono un po’ di intensità e una certa untuosità penalizza il finale.
Consilia Burro (1,29 euro, 125 g). Il più economico tra i premiati è prodotto con crema di latte italiano negli stabilimenti di Latteria Soresina. Bianco e quasi friabile al taglio, ha un profumo neutro e pulito. In bocca emergono note lattiche più evolute, quasi rustiche, che gli danno un’impronta più grassa senza togliere scioglievolezza.
Coop Burro Fior Fiore (3,66 euro, 250 g). Ottenuto da panna fresca, ha forma schiacciata e colore avorio carico. Latte e yogurt attraversano naso e bocca in modo lineare fino a un finale che ricorda il formaggio stagionato: c’è chi può trovarlo poco dinamico. Il morso è sapido, compatto e si scioglie nella giusta misura.
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Come scegliere un buon burro al supermercato?
Il primo controllo da fare riguarda l’etichetta. Un burro dovrebbe contenere soltanto crema di latte, con l’eventuale aggiunta di sale nelle versioni salate, e per legge deve avere almeno l’80% di grassi del latte.
Conta poi l’origine della panna. Il burro di centrifuga si ottiene separando la panna dal latte fresco con una centrifuga e conserva in genere profumi più freschi. Il burro di affioramento nasce invece dalla panna che sale in superficie quando il latte riposa, spesso come passaggio della produzione dei formaggi. Quando la panna è di centrifuga, i produttori tendono a segnalarlo sulla confezione.
Sul colore vale quanto osservato dal panel: un giallo più intenso dipende soprattutto dall’alimentazione delle vacche, ricca di erba fresca nei mesi di pascolo, e da solo non garantisce un prodotto migliore.
Per confrontare i prezzi conviene guardare il costo al chilo, visto che i formati vanno da 125 a 250 grammi. Il primo classificato costa circa 15,80 euro al chilo, il burro Conad meno di 12, mentre il Calco Mucca di Occelli supera i 27. Una forbice ampia, che il test mostra solo in parte legata alla resa nel piatto.
Una volta a casa, il burro va tenuto in frigorifero nella sua carta, ben chiuso e lontano dai cibi dal profumo intenso, perché ne assorbe facilmente gli odori. Se se ne consuma poco, si può congelare in porzioni e tirare fuori solo quello che serve.
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