Mangi sempre le solite verdure, anche solo per abitudine? C'è un problema
Consumare sempre le stesse verdure è controproducente: secondo un recente studio, alcune varietà vegetali potrebbero presto scomparire.

- La dieta globale resta concentrata su poche verdure, nonostante esistano oltre 1.480 specie commestibili e molte risultino poco valorizzate.
- Lo studio segnala un calo della biodiversità orticola e un consumo medio inferiore del 40% alle raccomandazioni dell’OMS, soprattutto nei Paesi poveri.
- Diversificare le coltivazioni e salvare le varietà selvatiche appare decisivo per difendere raccolti, redditività agricola e resilienza climatica.
Nel mondo esistono almeno 1.480 specie di ortaggi commestibili, eppure mangiamo sempre le solite verdure. Le nostre scelte alimentari, secondo un recente studio, non fanno altro che indebolire le coltivazioni. Non solo quelle più consumate, ma anche quelle meno gettonate rischiano di scomparire.
Lo studio sulle verdure
Lattuga romana, carote, melanzane, zucchine, cetrioli e via dicendo: in tutto il mondo, Italia compresa, siamo abituati a consumare sempre le solite verdure. A prima vista, tutto questo non sembra un male, ma secondo un recente studio sulla biodiversità degli ortaggi potrebbe diventarlo. La ricerca, conclusasi alla fine di luglio, ha visto collaborare scienziati provenienti da diverse organizzazioni.
Il rapporto, intitolato Reversing vegetable biodiversity loss to diversify diets e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha acceso i riflettori su una problematica che riguarda tutto il globo. Pur avendo a disposizione più di 1.480 specie di ortaggi commestibili, nell’ultimo secolo la varietà di verdure che si portano in tavola ha subito una netta diminuzione.
L’80% degli studi analizzati dal team scientifico (circa 4 su 5) confermano un calo sostanziale. Ma, non è solo una questione di varietà. Oltre a scegliere sempre le solite verdure, le persone ne consumano in media il 40% in meno rispetto alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La percentuale aumenta nei Paesi a basso reddito, dove questa carenza alimentare è tra i cinque principali fattori di rischio per le malattie più diffuse.
Vendita di diversi tipi di vegetali sul banco del mercato
Perché alcune verdure potrebbero scomparire
Lo studio non evidenzia solo un calo delle varietà che si portano in tavola, ma anche dei rischi futuri che non vanno assolutamente sottovalutati. Innanzitutto, la perdita di alcuni ortaggi. Pensiamo, ad esempio, alla zucca amara dell’India o alla pianta ragno dell’Africa (Gynandropsis gynandra), una verdura a foglia tradizionalmente coltivata e consumata in diverse aree dell’Africa: entrambe rischiano di scomparire per sempre.
Neanche a dirlo, questa situazione è data dal ‘dio’ denaro. In sostanza, nella filiera agroalimentare si dà precedenza alle piante più produttive. Non solo, per qualità piante si stanno anche selezionando i geni per renderle sempre più performanti. Qualche esempio? Pomodori e peperoni.
Tutto questo, però, va a discapito di altre piante, che vengono accantonate proprio perché considerate poco redditizie. Procedendo in questa direzione, il futuro è chiaro: alcune varietà finiranno nel dimenticatoio e noi continueremo a mangiare le solite verdure (sempre se non scompariranno anche loro a causa dell’eccessivo sfruttamento e delle conseguenze del cambiamento climatico).
Una possibile soluzione
Uno scenario tutt’altro che roseo, che però potrebbe cambiare diversificando le coltivazioni. Secondo i ricercatori, coltivare diverse tipologie di ortaggi consentirebbe anche di far fronte ai danni causati dal cambiamento climatico. Pensiamo, ad esempio, ai raccolti che sono andati persi nel corso di questa estate bollente a causa della siccità e del caldo estremo: se al loro posto ci fossero state piante resistenti al clima afoso?
Lo studio, però, ha acceso i riflettori anche su un altro aspetto importante: la conservazione delle specie selvatiche. I ricercatori hanno preso in esame 79 varietà ed è risultato che il 24% è a rischio estinzione. Un cambiamento è necessario, impossibile negarlo.
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