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Tra gite fuori porta e tavolate: perché la grigliata a Pasquetta è così diffusa?

Se ogni anno, a Pasquetta, mangiamo la grigliata dobbiamo ringraziare i primi cristiani, che festeggiavano con questa preparazione il ritorno alla sazietà.

Bistecche fresche grigliate all'aperto sulla griglia del barbecue 123rf
Bistecche fresche grigliate all'aperto sulla griglia del barbecue

Anche se il meteo non sempre è clemente, a Pasquetta è d’obbligo un bella gita fuori porta, ovviamente attrezzati per una gustosa e succulenta grigliata. Il Lunedì dell’Angelo, come se nei giorni trascorsi nessuno avesse mangiato abbastanza, è ricco di ogni ben di Dio, ma vi siete mai chiesti perché la carne alla griglia è la protagonista indiscussa?

L’origine della Pasquetta

Forse resterete stupiti, ma fino a qualche anno fa, precisamente al 1949, la Pasquetta non esisteva. Si festeggiava la Pasqua e poi, il giorno dopo, tutti tornavano al lavoro e alla solita routine. Ed è proprio per questo che durante la Prima Repubblica, come accaduto per la festività di Santo Stefano dopo Natale, si pensò bene di allungare un po’ il riposo così da non rovinare i bagordi della Domenica.

Da un punto di vista religioso, però, in questo giorno si celebra l’annuncio della Resurrezione di Gesù che l’angelo fa a Maria Maddalena, Maria (madre di Giacomo) e Salome davanti al sepolcro vuoto. Nel Vangelo di Marco (16,1-7) si legge:

"La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?». Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato, non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo. Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto".

Così, il primo giorno dopo la domenica di Pasqua è stato ribattezzato Lunedì dell’Angelo, ma come si è arrivati alle gite fuori porta e alle grigliate?

Un uomo sta cucinando salsicce alla griglia a una festa di amici 123rf

Un uomo sta cucinando salsicce alla griglia a una festa di amici

La tradizione delle gite fuori porta

Anche per quel che riguarda le gite fuori porta ci viene in soccorso la religione, o almeno così si racconta. Nel Vangelo di Luca (24,13-53) si legge che, nel giorno della Resurrezione, Gesù apparve a dei discepoli "in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus". Così, prendendo spunto proprio dal loro viaggetto, per i cristiani è diventata consuetudine fare un picnic all’aria aperta, non troppo lontano dalla propria abitazione. Almeno, così era all’inizio, oggi si va ovunque.

Grigliata, simbolo di sazietà e rinascita

Per quanto riguarda l’usanza di grigliare la carne nel giorno di Pasquetta, qualcuno sostiene che si potrebbe comunque prendere spunto dalla religione. Il motivo è presto detto: un tempo, nei giorni del cosiddetto Triduo pasquale si mangiava poco e non erano ammesse pietanze grasse. Quale modo migliore per interrompere una specie di penitenza culinaria? Ovvio, con una bella grigliata di maiale, agnello, pollo e qualunque altro animale di proprio gradimento.

In questa ottica, la carne alla griglia simboleggia il ritorno alla sazietà e, di conseguenza, alla felicità. Una vera rinascita, almeno per gli umani. Fede a parte, il Lunedì dell’Angelo rappresenta per tutti un momento conviviale, da trascorrere con familiari e amici all’aria aperta, senza troppi pensieri, con buon cibo e un boccale di birra o un calice di vino, ovviamente sperando che il meteo sia clemente.

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