Acqua del rubinetto nei bar, cambiano i controlli: cosa succede dal 13 luglio?
Da lunedì scattano nuove regole sulla qualità dell'acqua potabile, con limiti più severi sui PFAS e verifiche che arrivano fino al bicchiere. Ecco cosa cambia per chi la beve al banco.

- Dal 13 luglio i controlli sulla qualità dell'acqua si estendono dall'acquedotto fino al rubinetto, coinvolgendo gestori e responsabili degli impianti interni.
- Viene introdotto un limite nazionale a 20 ng/l per la somma di quattro PFAS prioritari, misura basata sulle valutazioni dell'Efsa.
- Il piano prevede altre scadenze: regole sui materiali a contatto con l'acqua a fine 2026 e monitoraggio obbligatorio del TFA da gennaio 2027.
Chiedere un bicchiere d’acqua al bancone è un gesto che facciamo senza pensarci, specie dopo un caffè. Da domani, lunedì 13 luglio, quel gesto avrà alle spalle regole nuove. In Italia entra in vigore una fase diversa dei controlli sull’acqua potabile e per la prima volta la sicurezza non si ferma più alla rete dell’acquedotto, ma arriva fino al rubinetto, cioè al punto esatto in cui l’acqua finisce nel bicchiere.
- Il controllo arriva fino al banco
- Cosa sono i PFAS e perché se ne parla
- Le tappe da tenere d'occhio
- L'acqua al bar resta sicura?
Il controllo arriva fino al banco
Fino ad oggi il gestore idrico rispondeva della qualità dell’acqua lungo la rete pubblica. Con l’attuazione del decreto legislativo 102 del 2025 la responsabilità si estende all’ultimo tratto, quello interno agli edifici. Il compito di garantire la qualità dell’acqua interna vale per ogni edificio, ma negli ambienti considerati prioritari, come strutture sanitarie, scuole e ricettive, i controlli sono ancora più stringenti. Medesimo discorso per bar e ristoranti, dove tubi e impianti interni entrano ora nella catena della sicurezza.
In pratica, da lunedì il gestore dell’acquedotto e chi cura la distribuzione interna dell’edificio condividono il compito di garantire che l’acqua resti sicura dall’origine fino al bicchiere servito al cliente. Una misura pensata per sensibilizzare gli attori coinvolti e costringerli a cooperare per salvaguardare le infrastrutture e i loro possibili effetti sul transito d’acqua, un controllo incrociato sia da monte che da valle.
Cosa sono i PFAS e perché se ne parla
Al centro della novità ci sono i PFAS, i composti che gli esperti chiamano inquinanti eterni perché non si degradano quasi mai. Restano nell’ambiente per decenni, si accumulano nell’acqua e nell’organismo, per altro la comunità scientifica li considera interferenti endocrini e probabili cancerogeni.
Dal domani scatta anche un limite nazionale più severo per la somma di quattro PFAS considerati prioritari, fissato a 20 nanogrammi per litro. La soglia si basa sulle valutazioni dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. L’obbligo era atteso a gennaio, poi rinviato di sei mesi per dare tempo ai gestori di adeguare strumenti e analisi.
Le tappe da tenere d’occhio
Il percorso non si esaurisce con questa scadenza. Ecco i passaggi principali del nuovo quadro.
- 13 luglio 2026: entra in vigore il limite per la somma dei quattro PFAS prioritari e il controllo esteso fino al rubinetto.
- 31 dicembre 2026: nuove regole europee sui materiali a contatto con l’acqua, dai tubi alle guarnizioni fino ai rivestimenti.
- 13 gennaio 2027: monitoraggio obbligatorio del TFA, un altro contaminante persistente.
L’acqua al bar resta sicura?
La risposta breve è sì. L’acqua del rubinetto in Italia è potabile per legge ed è tra le più controllate che ci siano, più di quella in bottiglia in effetti, stando anche ai risultati di test recenti. Trovare tracce di PFAS non significa automaticamente aver superato i limiti, un’indagine di Greenpeace sui campioni di acqua potabile raccolti nel 2024 ha rilevato la presenza di almeno una di queste sostanze in gran parte dei prelievi, senza che l’acqua smettesse di essere bevibile.
La direzione, semmai, è quella di un controllo più fitto e di una tutela che segue tutta la filiera. Per chi gestisce un locale significa un’attenzione in più da riservare agli impianti. Per chi ordina un bicchiere al banco, la promessa di un’acqua verificata fino all’ultimo metro.
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