World Pizza Day: ecco quali sono le pizze più strane in giro per il mondo
Quando la pizza italiana incontra le tradizioni locali nascono interpretazioni sorprendenti. Un viaggio gastronomico tra le varianti più curiose del pianeta

Ogni pizza è paese. Ricordate la diatriba sulla pizza all’ananas di qualche anno fa? Certo, noi italiani siamo puristi, ci indigniamo facilmente. Va capito tuttavia che per noi la pizza è un arte, che per di più vive di semplicità e tradizione. Se guardiamo all’estero invece, troviamo il simbolo più amato della nostra cucina completamente stravolto da stranezze ben più temerarie dell’esotica pizza hawaiana.
Se pensate che il ketchup al posto della salsa di pomodoro sia l’apice, non avete visto nulla. Le interpretazioni possono essere ben più sorprendenti, a volte anche potenzialmente interessanti, altre volte decisamente no. In occasione del World Pizza Day, vi portiamo a scoprire le più incredibili.
- Australia: fauna a Km0
- La Svezia e l'unico frutto dell'amor
- Asia: tra patate dolci e okonomiyaki
- Le varianti più estreme
- Regno Unito, Russia e Brasile a condimenti spianati
- Il futuro è negli insetti?
Australia: fauna a Km0
In Australia hanno portato il concetto di ingredienti locali a un livello estremo. All’Australian Hotel in the Rocks di Sydney è possibile ordinare una pizza al coccodrillo d’acqua salata, una specialità che secondo una recensione ha un sapore simile allo squalo, ma con una consistenza più masticabile. Ma che sapore ha lo squalo? Chi le ha provate in qualche ricetta, descrive queste carni come una via di mezzo tra pollo e pesce spada.
Non è l’unico animale autoctono a finire sulla pizza. Anche il canguro è un condimento abbastanza diffuso, servito con pomodorini, mozzarella e una salsa che ricorda lo yogurt. Una scelta che può sembrare estrema agli occhi di un italiano, ma che in Australia viene considerata del tutto normale.
La Svezia e l’unico frutto dell’amor
Chi penserebbe mai di abbinare banana e pizza? Gli svedesi, apparentemente. La Banana Curry Pizza, conosciuta anche come Tropicana, è estremamente popolare in Svezia. Secondo i documenti storici, questa particolare predilezione risale all’inizio del Novecento, quando le banane coltivate nei Caraibi furono introdotte per la prima volta nel paese scandinavo.
L’abbinamento dolce-salato della banana con il curry ha conquistato i palati svedesi, diventando una delle varianti più richieste nelle pizzerie locali. Un esempio perfetto di come ingredienti apparentemente incompatibili possano creare combinazioni apprezzate da intere nazioni.
Asia: tra patate dolci e okonomiyaki
La Corea ha sviluppato una particolare passione per la pizza alla patata dolce. La purea di goguma, la patata dolce coreana, viene distribuita su tutta la superficie, sopra e sotto la mozzarella, a volte persino all’interno del cornicione. L’equilibrio tra dolce e salato funziona talmente bene che diverse pizzerie coreane ne hanno fatto un punto di forza del loro menu.
In Giappone esiste l’okonomiyaki, considerato la pizza giapponese. L’impasto può contenere nagaimo grattugiato, polvere di dashi, farina, uova, cavolo, pancetta di maiale, cipolla verde, zenzero e gamberetti liofilizzati. Come la pizza italiana, può essere condito praticamente con qualsiasi cosa, riflettendo la versatilità che ha reso questo piatto così amato.
In India il pollo tandoori, marinato in una salsa di yogurt piccante e cotto nel tradizionale forno tandoor, è diventato un condimento popolare per la pizza. Alcune pizzerie lo utilizzano anche per farcire l’interno del cornicione, creando una fusione perfetta tra cucina indiana e italiana.
Le varianti più estreme
A Vancouver, la Steveston Pizza Co. propone la pizza SeeNay al prezzo stellare di 850 dollari. Questa creazione da 30 centimetri di diametro, pensata per una persona sola, è condita con gamberi tigre, aragosta, trota steelhead affumicata, caviale russo Osetra e tartufi bianchi italiani. Va ordinata con un giorno di anticipo e il prezzo è determinato principalmente dai tartufi bianchi.
A Parigi, il Gruppo Dalmata ha proposto per un periodo limitato una pizza rosa a forma di cuore, con base di barbabietola, mozzarella fior di latte, ricotta affumicata, barbabietola candita, nocciola tostata, basilico e olio extravergine d’oliva.
Negli Emirati Arabi Uniti si trova la pizza con crosta a cono: il bordo viene attorcigliato formando piccoli coni che vengono ricoperti di parmigiano e riempiti con crema di formaggio o strisce di pollo con senape al miele. Non male, ma può ancora definirsi pizza?
Regno Unito, Russia e Brasile a condimenti spianati
Nel Regno Unito la pizza breakfast fa esattamente quello che promette, ovvero accoglie tutto ciò che si trova in una tipica colazione inglese: pancetta, uova, pomodori, funghi, toast, salsicce e talvolta anche sanguinaccio e fagioli cotti. Un pasto completo e per nulla dietetico trasformato in pizza.
In Russia la pizza Moskva, che prende il nome da Mosca, contiene quattro tipi diversi di pesce: sardine, sgombro, salmone e tonno, conditi con cipolle crude. A differenza di quasi tutte le altre pizze, viene servita fredda. In Brasile invece le pizze a crosta sottile possono includere piselli verdi, carote, barbabietole e bastoncini di patate, ingredienti che raramente si vedrebbero su una pizza italiana.
Il futuro è negli insetti?
La pizzeria Luzzo a New York ha fatto un passo oltre, creando una pizza con insetti. Su una base napoletana vengono disposti scorpioni, formiche e altri insetti commestibili. Gli insetti rappresentano un’ottima fonte di proteine a basso costo e potrebbero essere il cibo del futuro, anche se in Occidente rimangono retaggi culturali da superare e abbiamo ancora problemi ad accettare le farine da loro ricavate.
Pizze o pazzie? Ai posteri l’ardua sentenza.
















