C'è un pane in cassetta che costa fino a 60 euro: ecco perché
In Giappone lo shokupan, il morbidissimo bauletto al latte della colazione, è diventato un regalo di lusso. Un marchio di Tokyo ha appena venduto un'edizione limitata a 10mila yen la confezione. Dietro c'è una tecnica precisa, una tradizione del dono e una moda che ha rischiato di sgonfiarsi.

- Il pane in cassetta giapponese è diventato un prodotto di lusso, con confezioni eleganti, prenotazioni anticipate e prezzi da ristorante.
- La versione più esclusiva di Ginza Nishikawa unisce ingredienti rari, come castagne di Kumamoto e burro dell'Hokkaido, in soli cento esemplari.
- La fortuna dello shokupan nasce dalla sua morbidezza ottenuta con la tecnica tangzhong, mentre il mercato ha poi selezionato i marchi più forti.
Da noi il pane in cassetta è un tipico cibo per le emergenze, quello dei toast veloci, comprato al supermercato senza pensarci troppo. In Giappone può finire in una confezione elegante, essere prenotato settimane prima e costare quanto una cena al ristorante. Si chiama shokupan e la sua ultima versione di lusso ha fatto il giro del mondo.
- Il pane da 10mila yen
- Da pane quotidiano a oggetto del desiderio
- Il segreto della mollica
- Perché costa così tanto
- Quando la moda si sgonfia
Il pane da 10mila yen
L’idea è di Ginza Nishikawa, uno dei marchi che hanno reso popolare il pane in cassetta di alta gamma. Per il primo anniversario del nuovo reparto alimentare dei grandi magazzini Seibu di Ikebukuro, a Tokyo, l’azienda ha proposto una confezione da 10mila yen, poco meno di 60 euro, disponibile su prenotazione dal 1° al 30 settembre in appena cento esemplari.
Dentro ci sono due pani diversi. Il primo è preparato con le castagne Yamae della prefettura di Kumamoto. Il secondo ha un impasto sfogliato, a metà tra un croissant e un pane in cassetta, con burro fermentato di una fattoria dell’Hokkaido. Anche la busta regalo, con finiture che richiamano il legno, fa parte del prodotto.
Da pane quotidiano a oggetto del desiderio
Eppure lo shokupan nasce come pane qualunque. Il nome significa letteralmente "pane da mangiare": mollica soffice, crosta sottile, sapore delicato e talvolta appena dolce. Si mangia tostato con burro o marmellata, oppure diventa la base dei sando, dai tramezzini all’uovo a quelli ripieni di frutta e panna.
La svolta risale al 2013, quando una panetteria del quartiere Ginza iniziò a vendere due filoni preparati con farina e latte dell’Hokkaido a 800 yen, circa 4,50 euro, contro i circa 100 yen di un normale pane da supermercato. Sembrava una mossa destinata a fallire. Invece davanti al negozio si formarono code lunghissime e la stampa se ne accorse.
Il segreto della mollica
Lo shokupan insomma non ha molto a che fare con il nostro pane a fette. Deriva dalle tecniche di panificazione occidentali arrivate in Giappone tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, durante l’epoca Meiji. I panettieri giapponesi tuttavia le adattarono cercando una consistenza estremamente soffice.
Il trucco si chiama tangzhong: una parte della farina viene cotta con acqua o latte fino a circa 65 gradi, formando una sorta di crema che viene poi aggiunta all’impasto. Così il pane trattiene più umidità, la mollica diventa setosa e si conserva più a lungo. Anche nei minimarket viene venduto con cura, spesso in poche fette spesse e senza i due crostini alle estremità.
Perché costa così tanto
Il prezzo di un pane in cassetta di lusso dipende da più fattori insieme.
- Gli ingredienti: farine, latte, burro e castagne con una provenienza precisa e dichiarata.
- La rarità: edizioni limitate e vendita solo su prenotazione.
- Il dono: lo shokupan di alta gamma è diventato un omiyage, il regalo tradizionale che si porta dopo un viaggio o durante una visita.
- La confezione: scatole eleganti, buste da pasticceria e persino involucri in tessuto tradizionale.
Quando la moda si sgonfia
Il successo, però, non è stato senza scosse. Secondo un’inchiesta del settimanale economico giapponese Toyo Keizai, a un certo punto l’offerta ha superato la domanda. Ginza Nishikawa è passata da circa 140 negozi a una cinquantina e molte panetterie nate sull’onda della moda hanno chiuso.
L’edizione da 10mila yen racconta proprio questo passaggio. Finita la corsa all’apertura, il pane in cassetta di lusso punta su ciò che lo rende speciale: pochi pezzi, materie prime rare e l’idea che anche un alimento quotidiano possa diventare un regalo.
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