La tradizione del panino col cotechino a Ferragosto è una storia di resistenza (al caldo)
Ogni anno, a Grazie di Curtatone, borgo della Bassa Mantovana, a Ferragosto si mangia il panino col cotechino: l'insaccato, però, è diverso da quello classico.

- A Grazie di Curtatone il Ferragosto comincia all’alba con la messa e prosegue con il celebre panino al cotechino, simbolo locale.
- La tradizione affonda le radici nell’Antichissima Fiera delle Grazie, nata nel Quattrocento attorno al santuario voluto dai Gonzaga.
- Negli anni Cinquanta il cotechino diventa protagonista del banchetto quasi per caso, servito con rosetta e Lambrusco fresco.
Chi mangerebbe mai il cotechino a Ferragosto? Se la vostra risposa è "nessuno", vi state sbagliando di grosso. C’è un paese, in Italia, dove il 15 agosto se ne consumano più di 10 tonnellate e non all’ora di pranzo o cena, ma alle prime luci dell’alba, con un bel bicchiere di Lambrusco.
- La tradizione del cotechino a Ferragosto
- Dal voto al cotechino
- Come si mangia il "panino col cutghin"
La tradizione del cotechino a Ferragosto
Il cotechino è un cibo che quasi tutti consumano solo ed esclusivamente a Natale, spesso accompagnato a un bel piatto di lenticchie. Eppure, in Italia c’è un paese dove questo insaccato è il re di Ferragosto. Sì, avete letto bene, si mangia anche nel giorno dell’Assunzione di Maria al cielo e la cosa che rende ancora più affascinante questo rituale è l’orario in cui si consuma il banchetto: alle prime luci dell’alba.
Stiamo parlando di Grazie di Curtatone, nella Bassa Mantovana, un borgo che si affaccia sull’ultimo tratto del Mincio, dove ogni anno, il 15 agosto, si celebra l’Antichissima Fiera delle Grazie. Una tradizione che unisce sacro e profano, folclore e gastronomia locale, che non può assolutamente svolgersi senza la presenza dei madonnari e del panino con il cotechino accompagnato da un buon bicchiere di Lambrusco.
La fiera dura cinque giorni, ma le giornate si svolgono sempre con lo stesso ritmo. Il primo appuntamento è con la fede: all’alba, i fedeli arrivano da ogni parte della regione per assistere alla messa. Poi, dopo aver purificato lo spirito, si pensa alla pancia. Le osterie di Grazie di Curtatone aprono le loro porte e iniziano a servire i celebri panini col cotechino.
Vassoio con due cotechini cotti interi
Dal voto al cotechino
Il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie di Curtatone è stato costruito per volere di Francesco Gonzaga nel 1399, per onorare la Madonna ritenuta miracolosa durante un’epidemia. Solo nel 1425, però, è nata la fiera vera e propria, che pian piano si è trasformata nel grande evento che si svolge ancora oggi.
Alla tradizione del panino col cotechino, però, si è arrivati solo intorno agli anni Cinquanta del Novecento e, udite udite, per puro caso. Si narra che un oste, non avendo più salumi a disposizione, decise di servire l’insaccato tipico del Natale. I colleghi pensarono subito a una follia, ma gli avventori risposero con inaspettato entusiasmo. Così, da quel giorno, il "cutdghin" è diventato il protagonista indiscusso di Ferragosto.
Come si mangia il "panino col cutghin"
Secondo la tradizione, a Grazie di Curtatone il "cutghin" non si mangia all’interno di un panino qualunque, ma solo nella rosetta. È doveroso sottolineare che non si tratta di un cotechino qualsiasi, ma di un prodotto locale che ha ottenuto la Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.). Rispetto alla ricetta classica, si differenzia perché contiene meno sale, meno spezie e meno grasso.
Il panino viene rigorosamente accompagnato da un calice di Lambrusco fresco, un vino che sgrassa e rinfresca e si sposa alla perfezione con il gusto sapido dell’insaccato. Ogni anno, durante i cinque giorni di fiera, gli osti preparano più di 10 tonnellate di cotechino, quindi se pensate ancora che mangiarlo a Ferragosto sia una follia, dovete ricredervi.
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