La mozzarella di bufala campana rischia di sparire dai supermercati: cosa sta succedendo
Il blocco degli autotrasportatori colpisce la filiera della mozzarella di bufala campana, con conseguenze per allevatori, produttori e distribuzione

- I blocchi dei camion in Campania hanno interrotto le consegne di latte e rifornimenti, costringendo diversi caseifici a sospendere la produzione di mozzarella Dop.
- Allevatori e trasformatori affrontano costi crescenti e difficoltà logistiche, mentre la scarsità del prodotto sugli scaffali minaccia anche un export che vale circa il 35% del fatturato.
- Il governo ha annunciato aiuti per trasportatori e agricoltori, mentre le autorità hanno rimosso presidi e organizzato scorte per garantire il transito delle merci.
Nelle stalle tra Caserta e Salerno le bufale vengono munte come sempre, eppure una parte di quel latte rischia di non diventare mai mozzarella. La protesta dei tir contro il caro carburante, partita a metà ottobre nel Sud Italia, ha raggiunto uno dei simboli della tavola campana.
A dare l’allarme è stato il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Il Consorzio descrive una crisi grave che coinvolge tutta la filiera, dagli allevamenti fino ai banchi del supermercato.
- Perché i caseifici si sono fermati
- Il problema degli allevatori
- Una filiera già sotto pressione
- L'appello del Consorzio e la risposta del governo
Perché i caseifici si sono fermati
La mozzarella di bufala campana Dop si prepara con latte fresco, e il disciplinare impone un limite di tempo: la lavorazione deve avvenire entro 60 ore dalla mungitura. Superata questa soglia, il latte non può più essere usato per il prodotto a denominazione.
Le attuali proteste degli autotrasportatori si sono concentrati sugli snodi più trafficati della Campania: i caselli dell’A30 Caserta-Salerno, gli accessi all’A1 e le aree attorno agli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise. Con le consegne quasi ferme, molti caseifici sono rimasti senza materia prima e hanno sospeso la produzione. Le province più colpite sono Caserta e Salerno, cuore dell’area Dop.
Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, ha spiegato che la mozzarella paga più di altri prodotti perché è un alimento fresco. Dipende da consegne rapide e da tempi stretti, e ogni giorno di stop si ripercuote sull’intera catena.
Il problema degli allevatori
Le bufale vanno munte ogni giorno, qualunque cosa succeda sulle strade. Gli allevatori continuano quindi a produrre latte senza sapere dove conservarlo, mentre faticano ad arrivare anche i rifornimenti per alimentare le mandrie.
Le conseguenze sono arrivate presto sugli scaffali: secondo il Consorzio, la bufala Dop è diventata difficile da trovare anche nei supermercati. Saccani ha insistito sull’affidabilità del comparto, che deve garantire la presenza costante del prodotto, anche per i clienti esteri.
Una filiera già sotto pressione
Lo stop dei camion ha colpito un settore che era già in affanno. La protesta nasce dal rincaro del gasolio, aggravato dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Le stesse tensioni avevano già fatto salire i costi di produzione in ogni passaggio della filiera bufalina, mettendo in difficoltà allevamenti e trasformatori.
C’è poi la questione dell’export, che secondo il Consorzio vale circa il 35% del fatturato della mozzarella di bufala campana Dop. Un prodotto fresco destinato all’estero deve viaggiare veloce, quindi ogni intoppo logistico si trasforma in un rischio commerciale.
La mozzarella è uno dei tanti comparti alimentari colpiti dai blocchi. Il pastificio Rummo ha annunciato il fermo totale della produzione per esaurimento delle materie prime. Nei supermercati di Campania, Sicilia, Puglia e Calabria sono venuti a mancare per giorni prodotti deperibili come carne, frutta, latte fresco e acqua minerale.
L’appello del Consorzio e la risposta del governo
Saccani ha chiesto al governo un intervento risolutivo per evitare che il panico si diffonda tra produttori e consumatori. Si è rivolto anche a chi manifesta, chiedendo di lasciar passare almeno i prodotti deperibili per non innescare quella che ha definito "una guerra dei poveri".
Il governo ha portato in Consiglio dei ministri un decreto legge che riunisce gli aiuti all’autotrasporto e nuove risorse per l’agricoltura. Tra le misure indicate dal ministero dei Trasporti ci sono i ristori per il caro gasolio, la sospensione dei canoni di leasing e lo sblocco dei crediti d’imposta sul carburante rimasti fermi per mesi. Per gli agricoltori il provvedimento dovrebbe intervenire dopo la scadenza del credito d’imposta sul gasolio agricolo.
Sul fronte della circolazione, il Viminale ha scelto la linea dura. Sono stati identificati centinaia di camionisti, molti dei quali denunciati per blocco stradale, e le forze dell’ordine hanno liberato diversi presidi lungo le autostrade campane. Allo stesso tempo è stata organizzata la scorta per centinaia di mezzi, così da garantire carichi e scarichi.
La crisi arriva in un periodo simbolico per il comparto. Dal 28 al 30 ottobre la Campania ospita il World Buffalo Congress, il principale appuntamento scientifico internazionale dedicato alla specie bufalina.
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