I migliori mercati del pesce in Italia (che devi proprio visitare, almeno una volta)
Da Chioggia a Catania, passando per Venezia, Napoli e Cagliari. Sette mercati del pesce italiani dove fare la spesa diventa uno spettacolo.

- I mercati del pesce italiani mostrano una tradizione viva fatta di banchi affollati, voci all'alba e prodotti appena sbarcati.
- Dalle piazze di Catania e Napoli ai portici di Rialto, ogni mercato ha carattere locale e specialità uniche, tra crostacei, molluschi e tonni.
- Oggi i mercati offrono anche pesce pronto, angoli di crudo e friggitorie, trasformandosi in luoghi dove mangiare e vivere il territorio.
Con più di ottomila chilometri di coste, l’Italia ha il pesce nel sangue e i suoi mercati lo raccontano meglio di qualsiasi guida. Non sono soltanto posti dove fare la spesa. Sono teatri, con le loro voci, i colori del pescato e un’umanità che si muove all’alba mentre la città dorme ancora.
La lista è riduttiva per forza di cose e per ovvi motivi include località sul mare, con i principali porti italiani. Il miglior pesce però può trovarsi anche in posti senza mare, come dimostra il mercato più ricco e completo d’Italia. Ci si va per comprare, certo, ma anche solo per guardare, annusare e lasciarsi travolgere. Ecco sette mercati da vedere almeno una volta, da nord a sud.
I mercati del pesce da vedere almeno una volta
- Catania, la Pescheria. Il più teatrale di tutti. Dietro Piazza Duomo, nel tunnel scavato nel Cinquecento sotto il Palazzo dei Chierici, i pescivendoli tranciano tonni addentando arance, tra la "vuciata" e un’atmosfera da suq. Dicono che il pesce cresciuto nel mare sotto l’Etna sia il più scuro e il più buono. Aperto dal lunedì al sabato fino alle 14.
- Napoli, Porta Nolana. In piazza Mercato, uno dei mercati più antichi e vivi della città. All’alba i banchi si riempiono di orate, pezzogne, astici e della paranza di giornata. Poco lontano ci sono la Pignasecca e, a Pozzuoli, un mercato allegro e a buon prezzo, famoso per gamberoni e granchi freschissimi.
- Venezia, la Pescaria di Rialto. Sotto i portici a due passi dal Canal Grande, il pesce si vende qui da secoli. Piccola ma forse la più fotografata d’Italia, vale la passeggiata anche solo per l’atmosfera, tra moscardini, canocchie e i riflessi della laguna. Chiusa il lunedì.
- Chioggia, il mercato ittico. È il cugino autentico del Rialto. Sul Canale Vena, tra i teloni rossi protesi sull’acqua e un’arcata di marmo scolpita da Amleto Sartori, una trentina di pescivendoli detti mògnoli vendono seppie, canocchie e il meglio della laguna.
- San Benedetto del Tronto, il mercato del porto. Uno dei più grandi porti pescherecci d’Europa, con una tradizione così antica che un tempo il pesce si vendeva direttamente sulla spiaggia. Da qui nasce il brodetto alla sambenedettese, la zuppa che i pescatori preparavano in mare con il pesce meno pregiato.
- Cagliari, il mercato di San Benedetto. Uno dei più grandi mercati coperti d’Europa, ottomila metri quadri su due piani inaugurati nel 1957. Al livello del pesce la varietà è impressionante, dai crostacei ai molluschi appena sbarcati, mentre sopra si trovano frutta, verdura e carne.
- Mazara del Vallo, il mercato ittico. Nella città con una delle più grandi flotte pescherecce d’Italia, è il regno del celebre gambero rosso, pescato al largo e conteso dagli chef di tutta Europa. Qui il crudo è quasi un rito.
Al mercato, oggi, si mangia anche
Il mercato del pesce non è più solo un posto dove comprare, ormai. Accanto ai banchi tradizionali si trovano ormai pesce già pulito e porzionato, angoli di crudo e piccole friggitorie dove assaggiare il pescato sul posto. A Catania, per dire, dalla Pescheria si esce con un cono di carta paglia pieno di fritto misto, da mangiare camminando tra i banchi. Ed è forse questo il modo migliore per capire un posto, mangiarne il pesce dove è appena arrivato.
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