Quali sono i veri pericoli che si nascondono dietro il pollo crudo?
Il pollo crudo o poco cotto non va mai mangiato perché si rischia un'intossicazione alimentare o altri disturbi di stomaco più o meno intensi.

A differenza del manzo o di altri tipi di carne, il pollo non va mai mangiato crudo, né parzialmente cotto. Tutto il pollame, a prescindere dal taglio, è potenzialmente pericoloso, in quanto portatore di batteri che muoiono soltanto con la cottura. Attenzione, ne va della propria salute, quindi è bene controllare la cottura anche quando sembra perfetta.
- Perché non si mangia il pollo crudo?
- Mangiare pollame crudo: tutti i rischi
- Cosa fare se si mangia carne cruda
- Consigli per il consumo
Perché non si mangia il pollo crudo?
Dalla tartare di manzo alla carne cruda alla napoletana, passando per quella cruda alla piemontese: le ricette che non prevedono la cottura della ‘ciccia’ sono tante, ma non si tratta mai di pollo. Quest’ultimo si deve consumare sempre ben cotto perché soltanto così si uccidono tutti i batteri presenti che sono potenzialmente pericolosi per l’organismo umano.
Cuocendo poco il pollo, o addirittura lasciandolo crudo, si rischiano diverse problematiche di salute, che possono essere molto serie per persone che hanno un delicato quadro clinico. Questo perché il pollame e i suoi succhi sono spesso contaminati dai batteri campylobacter e, talvolta, da salmonella e clostridium perfringens, più raramente dall’Escherichia Coli.
Cosce di pollo crude
Mangiare pollame crudo: tutti i rischi
Gli agenti patogeni presenti nel pollo crudo possono causare una vera e propria intossicazione alimentare, oppure diarrea con nausea e vomito, febbre e crampi addominali. È bene sottolineare che non serve mangiare tanta carne per avvertire i primi effetti collaterali, basta un morso. Inoltre, una volta consumata, non si può far niente per evitare l’insorgere dei disturbi.
Generalmente, se il batterio "ingerito" è la salmonella i primi disturbi iniziano a farsi sentire a distanza di sei ore dal pasto, con il clostridium perfringens entro le 24 ore, con il campylobacter si tra i due e i cinque giorni dopo l’esposizione e con l’Escherichia Coli tra i tre e i quattro giorni.
Ribadiamo che, dopo aver mangiato carne cruda, si può far ben poco per evitare gli effetti collaterali. Non serve bere litri d’acqua o provocarsi il vomito, bisogna soltanto lasciare che la ‘malattia’ faccia il suo corso. In ogni modo, è bene avvisare il proprio medico curante, che valuterà se è necessaria una terapia farmacologica.
Cosa fare se si mangia carne cruda
Se la carne cruda ha causato nausea, diarrea e altri disturbi di stomaco, è consigliato avere una dieta leggera per qualche giorno, mantenendosi idratati con acqua e tisane. Nella maggior parte dei casi, i disturbi durano per una settimana e spariscono così come sono arrivati. Talvolta, però, possono insorgere delle ‘complicazioni’ come sangue nelle feci, febbre alta e vertigini. Se così fosse, è bene consultare il proprio medico oppure recarsi al pronto soccorso più vicino.
In caso di persone con quadro clinico delicato, immunodepresse o incinte, è consigliato contattare il dottore appena ci si rende conto di aver mangiato carne cruda.
Consigli per il consumo
Appurato che il pollo crudo non va mai mangiato, ci sono due precisazioni necessarie. Così come la carne, anche i suoi succhi sono pericolosi. Pertanto, quando maneggiate pollame non cotto dovete prestare attenzione ai liquidi ed evitare la contaminazione con le superfici. Se possibile, quando lo preparate per la cottura, indossate guanti alimentari usa e getta e igienizzate il lavandino, il tavolo o qualunque altra cosa venga a contatto con la ‘ciccia’ o i suoi liquidi.
Per quanto riguarda la carne cotta, a volte può capitare che la cottura non sia stata uniforme. Ecco perché, specialmente se lo spessore del pollo è diverso, è bene fare un taglietto per controllare il colore della ‘ciccia’: deve essere bianco e non rosato.
















