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I dolci da mangiare a Carnevale

In Italia è la festa che fa tornare bambini anche i grandi: a caratterizzare il Carnevale tanti dolci che variano da regione a regione, ma non ci sono solo frappe e castagnole

I dolci da mangiare a Carnevale

Sarà un Carnevale magro per le restrizioni dovute alla pandemia, eppure non mancherà tanta tradizione sulle tavole degli italiani. Tra i dolci tipici per l’occasione, frappe e castagnole salgono di diritto sul podio. Se ne consumeranno sui 6 milioni di kg e saranno protagoniste in 2 case su 3. La stima, sul periodo, arriva da Cia-Agricoltori che parla, tra frappe e castagnole, di 600 grammi a famiglia e, in generale, meno rispetto agli anni scorsi quando i tanti buffet, veglioni e carri sparsi in tutta Italia, hanno portato in media a consumare tra i 10 e i 12 milioni di chilogrammi. Regione che vai, nome che trovi. In Italia le frappe secondo Wikipedia vengono chiamate con ben 41 nomi diversi in base alla distanza dall’equatore; tra i nomi più ricorrenti frappe, appunto, sfrappole, frappole, cenci e bugie, ma al di là del nome è sempre la forma a rassicurare sul l’autenticità del gusto. Gli ingredienti da manuale sono farina, zucchero e uova, poi si procede tagliando a strisce rettangolari l’impasto prima di immergere le diverse forme in olio bollente. Il tocco finale è una immancabile spolvera di zucchero a velo ma i più goduriosi potranno immergere i friabili rettangoli nel cioccolato fuso.

Non solo chiacchere e castagnole

Tra i fritti che segnano il Carnevale le castagnole di provenienza emiliana in Lombardia vengono chiamate tortelli, mentre in Veneto diventano favette. Cambiando regione gli ingredienti restano, però, gli stessi: quindi, farina, uova, zucchero, burro e un cucchiaio di liquore all’anice. Una volta fritte in abbondante olio bollente, queste palline possono essere semplicemente spolverate con dello zucchero a velo o affogate a piacere nella crema o nella cioccolata. La stessa pezzatura in Veneto viene chiamata fritola, mentre scendendo nel Centro Italia si prepara la cicerchiata, altro dolce tipico carnevalesco che a prima vista fa subito venire in mente gli struffoli campani. Tornando in Lombardia, per la precisione a Crema, si consumano i chisulì, una pastella dolce fritta ripiena di uvetta e mele arrotolata in ultimo nello zucchero semolato.

Oltre ai fritti anche tanti lievitati

Nella variegata offerta del Carnevale non mancano proposte al forno, come la schiacciata fiorentina che si presenta come una torta bianca, solitamente rettangolare, ricoperta di zucchero a velo oppure il berlingozzo, alias un ciambelline che si usa sfornare quando cade il giovedì Grasso. Se in Campania si prepara il migliaccio, una specie di polenta dolce a base di semolino dalla consistenza umida e scioglievole, in Trentino si addentano i krafpen (che esistono anche al forno). In Sardegna non c’è Carnevale senza i sospiri, caratteristici dolcetti del periodo a base di mandorle ricoperti di glassa e profumati al limone, sebbene esistano anche alcuni esercizi di stile al mirto. Tanto per Natale quanto per Carnevale, i chinulille sono dei biscotti a forma di mezzaluna farciti con ricotta aromatizzata alla cannella oppure con una semplice confettura arricchita a piacere di frutta secca, da mangiare sia fritti che al forno spolverizzando con zucchero a velo: mangiati il giorno dopo risulteranno ancora più buoni.

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