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Sempre più antibiotici negli allevamenti: la FAO teme un'emergenza sanitaria

La FAO ha lanciato un allarme sull'uso degli antibiotici negli allevamenti: se non si inverte la rotta, ci saranno pesanti rischi per la sicurezza alimentare.

Vitello in un allevamento 123rf
Vitello chiuso in un allevamento

La Food and Agriculture Organization (FAO) ha lanciato un allarme sull’uso (anche se sarebbe il caso di chiamarlo abuso) degli antibiotici negli allevamenti. Se non si inverte la rotta, entro il 2040 si avrà un aumento del 30% dell’utilizzo di questa categoria di farmaci sugli animali, con il rischio di resistenza sempre più diffusa e tutto ciò che ne consegue.

Antibiotici sugli animali: l’allarme della FAO

Mentre Amsterdam toglie gli hamburger dai cartelloni pubblicitari, in tutto il mondo aumenta la domanda di prodotti di origine animale. È proprio questo il motivo per cui la FAO ha lanciato l’allarme sull’uso degli antibiotici negli allevamenti. Secondo la Food and Agriculture Organization, l’intensificazione della produzione rischia di accelerare la resistenza a antimicrobica (Amr), scatenando una serie di problematiche che si ripercuoteranno su aziende, bestie ed esseri umani.

Non si tratta di un timore campato in aria. Secondo uno studio dell’Agenzia dell’Onu, nel 2019 erano 110.777 le tonnellate annue di antibiotici somministrati agli animali negli allevamenti, ma, se non ci sarà un’inversione di marcia, si arriverà entro il 2040 a 143.481 tonnellate l’anno.

Parliamo di un aumento del 30% nell’uso globale di antimicrobici rispetto al 2019, una cifra importante che, ovviamente, impatterà anche sulla salute della popolazione di tutto il mondo, umana e animale.

Mucche d'allevamento visitate dal veterinario 123rf

Veterinario visita le mucche in una stalla

Una minaccia per la sicurezza alimentare

La FAO non ha alcun dubbio: questa impennata rappresenta una minaccia su più fronti, dalla sicurezza alimentare al benessere economico, passando per la produzione zootecnica e la salute umana. Ecco perché l’Agenzia dell’Onu chiede di intervenire prima che sia troppo tardi, con un riallineamento degli incentivi nel settore zootecnico globale.

Questo perché, entro il 2040, la produzione zootecnica globale (per lo più pollame e latticini) dovrebbe aumentare di quasi il 23%, passando da circa 536 milioni di tonnellate a oltre 657 milioni di tonnellate. Il settore avicolo dovrebbe passare da 137 a 171 milioni di tonnellate, mentre la produzione di latte potrebbe crescere da 118 a 156 milioni di tonnellate. Pure bovini, suini e uova mostrano prospettive di crescita costante, dovute soprattutto dall’aumento della popolazione mondiale e della domanda alimentare nei paesi emergenti.

Come sempre, a guidare le richieste (e di conseguenza l’uso di antibiotici) sono Asia e Pacifico, che restano e resteranno i maggiori consumatori del globo di antimicrobici per gli animali (quasi il 65% del consumo totale). Subito dopo abbiamo Sud America (19%), mentre in netta crescita rispetto al passato, seppur ancora lontana dai due Paesi che hanno il primato, c’è l’Africa.

Un abuso evitabile

Lo studio dell’Agenzia dell’Onu, seppur evidenziando che i promotori della crescita (Agp) garantiscono un aumento di produttività immediato, sottolinea che i danni a lungo termine dovuto a questo abuso saranno ingenti e, probabilmente, non risolvibili. Si parla, per intenderci, di 318 miliardi di dollari entro il 2040, contro i 53 miliardi calcolati attuando un’eliminazione graduale dei farmaci.

Fermare tutto ciò è possibile, basta volerlo. Serve una vera e propria transizione, supportata da: politiche integrate, che comprendano sia normative che incentivi economici; investimenti in servizi veterinari, sorveglianza e diagnostica; alternative concrete come vaccini, biosicurezza e migliori pratiche di allevamento; campagne sull’uso responsabile.

Uno scenario del genere è realizzabile soltanto stanziando un fondo di almeno 28,4 miliardi di dollari e, ovviamente, facendo tanta, tantissima sensibilizzazione.

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Domande frequenti

Perché la FAO lancia l'allarme sugli antibiotici negli allevamenti?

Perché l'uso crescente di antibiotici negli allevamenti rischia di aumentare la resistenza antimicrobica, mettendo a rischio salute umana, animale e sicurezza alimentare.

Quanto potrebbe aumentare l'uso di antibiotici entro il 2040?

Secondo la FAO l'uso globale di antibiotici negli allevamenti potrebbe aumentare del 30% rispetto al 2019, raggiungendo circa 143.481 tonnellate annue.

Quali regioni consumano più antimicrobici per gli animali?

Asia e Pacifico sono i maggiori consumatori (quasi il 65%), seguiti dal Sud America (19%) e in crescita l'Africa.

Quali sono le soluzioni proposte per ridurre l'abuso di antibiotici?

Transizione con politiche integrate, investimenti in veterinaria, sorveglianza, vaccini, biosicurezza, migliori pratiche di allevamento e campagne di sensibilizzazione.

Quanto costerebbe la transizione per limitare l'uso di antibiotici?

La FAO stima che servirebbero almeno 28,4 miliardi di dollari per implementare la transizione e le misure necessarie.

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