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Bambini, animali e dress code: le regole di Casa Perbellini, protagonista a Masterchef

A Casa Perbellini 12 Apostoli esistono regole precise su dress code, bambini e animali, che definiscono il tipo di esperienza

Chef Perbellini Press kit Casa Perbellini

Una location incantevole, dall’atmosfera calda, straordinaria. Un ristorante che farà da cornice all’esterna di Masterchef, nella penultima puntata del cooking show. Ma, soprattutto, il regno di Giancarlo Perbellini, chef che lo ha reso il luogo del suo grande ritorno e del suo successo: entrare a Casa Perbellini 12 Apostoli significa vivere un’esperienza costruita con la stessa cura riservata ai piatti, dove ogni dettaglio contribuisce a definire un contesto esclusivo e coerente con il livello della proposta.

Il lusso, qui, non si esprime solo nella cucina, ma anche nell’atmosfera, nel ritmo del servizio e nell’attenzione all’ambiente, pensati per garantire concentrazione e continuità. Anche per questo esistono alcune regole precise, che riguardano il dress code, la presenza di animali e l’accesso dei bambini, stabilite per preservare l’identità e la qualità complessiva dell’esperienza.

Le regole sul dress code

Il dress code di Casa Perbellini 12 Apostoli non nasce da un’esigenza formale fine a sé stessa, ma dalla volontà di mantenere coerenza con il tipo di esperienza proposta. Viene richiesto un abbigliamento elegante o smart casual, evitando capi troppo informali come short o ciabatte, perché anche l’atmosfera contribuisce a definire il valore complessivo del momento. In un ristorante dove ogni elemento è pensato con precisione, anche la presenza degli ospiti diventa parte dell’equilibrio. Questo non significa rigidità, ma attenzione al contesto

Questa scelta riflette una visione precisa del lusso contemporaneo, che non si basa sull’ostentazione, ma sull’attenzione e sulla coerenza. Il modo in cui ci si presenta diventa un segno di rispetto verso il lavoro della cucina e verso gli altri ospiti, che condividono lo stesso spazio. In questo senso, il dress code non è una barriera, ma un elemento che contribuisce a rendere l’esperienza più definita e riconoscibile. Fa parte di un insieme più ampio, dove nulla è lasciato al caso.

Niente bambini a Casa Perbellini

Il ristorante di Giancarlo Perbellini scegliere di accogliere solo ospiti a partire dai 12 anni, una decisione che riflette l’atmosfera che il più importante dei ristoranti dello chef propone. I tempi della degustazione, l’ambiente raccolto e la concentrazione richiesta per vivere pienamente il percorso gastronomico rendono questo contesto più adatto a un pubblico adulto o comunque consapevole. Non sono previsti seggioloni, né menu dedicati, proprio perché l’esperienza è pensata come un insieme unico e non modulato su esigenze diverse.

È una scelta coerente con l’identità del luogo, che non esprime una chiusura, ma la volontà di preservare un certo equilibrio, dove il ritmo resta costante e l’attenzione può concentrarsi interamente sulla cucina. L’alta ristorazione contemporanea, soprattutto nei contesti più esclusivi (dove anche i prezzi hanno un loro perché) si sviluppa spesso in questa direzione, privilegiando un’esperienza immersiva e continua. Anche questo contribuisce a definire il carattere del ristorante, che punta a offrire un momento distinto dalla quotidianità.

Divieto di animali

Infine, gli animali non sono ammessi, indipendentemente dalla taglia. La scelta è indicata chiaramente nelle regole del ristorante e riguarda tutti gli spazi, compresa la sala principale dove si svolge il percorso degustazione. È una linea che distingue questo locale: la priorità resta una gestione uniforme del servizio.

Il motivo è legato soprattutto alla struttura dell’esperienza, che si sviluppa in un ambiente raccolto, con pochi tavoli e tempi lunghi. La presenza di animali, anche se tranquilli, potrebbe interferire con il lavoro della sala o con la sensibilità degli altri ospiti.

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