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Il caffè “riscrive” il rapporto tra intestino e cervello: la scoperta sorprende gli studiosi

Il caffè, agendo sul microbiota intestinale, produce benefici sul cervello, migliorando umore e capacità cognitive. Anche decaffeinato.

caffe intestino legame benefici 123rf
Tazza di caffè, l'alleato per migliorare la salute di intestino e cervello

Bevi il caffè "solo" per sentirti più sveglio e scattante? Evidentemente non sai che questo piccolo ma rinvigorente rito quotidiano fa molto di più: un recente studio irlandese ha infatti rivelato che il caffè, sia quello con caffeina che quello decaffeinato, ha il potere di agire in positivo sul microbiota intestinale e, dato che salute intestinale e salute cerebrale sono interconnesse, è in grado di produrre benefici sul cervello, migliorando l’umore, potenziando le funzioni cognitive e riducendo lo stress.

Gli effetti del caffè su microbiota intestinale e cervello: i risultati dello studio

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’APC Microbiome Ireland, un importante centro di ricerca dell’University College Cork, e pubblicato su Nature Communications, ha permesso di comprendere ancora più fondo gli effetti del caffè sull’organismo indagando il modo in cui questa bevanda interagisce con l’asse intestino-cervello, cioè con quella complessa rete di comunicazione che collega il sistema digerente con quello cerebrale. Era noto da tempo che il caffè fosse in grado di apportare benefici alla salute digestiva e mentale, ma non si conoscevano del tutto le ragioni biologiche alla base di questi effetti: la ricerca irlandese ha colmato questa lacuna.

Per studiare l’impatto di questa bevanda sull’organismo sono stati messi a confronto 31 bevitori abituali con 31 persone che non ne consumavano. Per "consumo abituale" è stato considerato un consumo compreso tra le 3 e le 5 tazzine di caffè al giorno, un livello considerato sicuro dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Incrociando valutazioni psicologiche, analisi delle abitudini alimentari, esami di campioni biologici di feci e urine, i ricercatori hanno analizzato i cambiamenti nella flora batterica intestinale e nello stato emotivo dei partecipanti allo studio. Per valutare le modifiche indotte dal consumo di caffè, ai consumatori abituali è stato chiesto di interromperne l’assunzione per due settimane: questa pausa ha determinato sensibili variazioni nei metaboliti prodotti dai microrganismi intestinali, distinguendoli da quelli di chi non consumava mai caffè. Successivamente, il caffè è stato gradualmente introdotto per i bevitori neofiti, o reintrodotto per i consumatori abituali che avevano smesso di berlo, misurando di nuovo i parametri.

Metà del gruppo ha ricevuto caffè decaffeinato, mentre l’altra metà ha consumato caffè con caffeina, senza sapere quale tipologia di caffè stesse bevendo. I risultati osservati in entrambi i gruppi hanno messo in evidenza che il caffè ha la capacità di modellare il microbiota intestinale e di influire sull’asse microbiota-intestino-cervello, producendo effetti positivi sull’umore, riducendo i livelli di stress e potenziando le capacità cognitive.

Caffè decaffeinato o con caffeina: come cambiano i benefici su capacità cognitive, stress e umore

Lo studio ha mostrato che i benefici si associano sia al consumo di caffè con caffeina sia all’assunzione di caffè decaffeinato, ma sono di natura diversa. Solo i partecipanti che hanno bevuto caffè con caffeina hanno sperimentato una riduzione dell’ansia, unita a una maggiore attenzione e prontezza mentale. Miglioramenti nelle capacità cognitive, in particolare nell’apprendimento e nella memoria, sono stati osservati solo nei partecipanti che hanno bevuto caffè decaffeinato: questo risultato sembra indicare che non solo la caffeina, ma anche altri composti presenti nel caffè, come i polifenoli, potrebbero essere associati a effetti positivi di natura cognitiva.

"Il caffè è molto più di semplice caffeina: è un fattore alimentare complesso che interagisce con il nostro microbiota intestinale, il nostro metabolismo e persino il nostro benessere emotivo", ha affermato il professor Cryan, ricercatore presso l’APC Microbiome Ireland dell’University College Cork, tra gli autori dello studio.

Che sia decaffeinato o con caffeina, dallo studio sono emersi risultati sorprendenti che aggiungono un tassello importante alla comprensione della delicata relazione tra salute intestinale e salute mentale mediata dal caffè: questa bevanda sembra rimodellare la connessione intestino-cervello, modificando in positivo quell’universo di microrganismi che compone la nostra flora batterica e che influenza non solo l’equilibrio digestivo ma anche l’umore, lo stress e le funzioni cognitive.

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Domande frequenti

Il caffè influisce sul microbiota?

Sì: lo studio mostra che sia caffè con caffeina sia decaffeinato modulano il microbiota intestinale e l'asse intestino-cervello.

Quali benefici mentali sono stati osservati?

Benefici sull'umore, riduzione dello stress e miglioramento delle funzioni cognitive sono stati rilevati.

Cambia l'effetto se il caffè è decaffeinato?

Sì: il decaffeinato è associato a miglioramenti di apprendimento e memoria, forse per composti come i polifenoli.

E il caffè con caffeina cosa produce?

Il caffè con caffeina riduce l'ansia e aumenta attenzione e prontezza mentale rispetto al non consumo.

Quanta sostanza è considerata consumo abituale nello studio?

Consumo abituale è definito tra 3 e 5 tazzine al giorno, livello ritenuto sicuro dall'EFSA.

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