Il caffè torna al centro degli studi sulla longevità: il ruolo dei polifenoli
Uno studio presentato al Congresso Europeo sull'Obesità di Istanbul associa il consumo di polifenoli, presenti in caffè, frutta, vino rosso e cacao, a un rischio inferiore di avere telomeri corti.

Si sa, le case di tutto il mondo e in particolare quelle italiane vivono di rituali. La moka sul fuoco la mattina, una mela a metà mattina, l’insalata con l’olio buono a pranzo, il bicchiere di rosso a cena e via discorrendo. Gesti quotidiani, niente di esotico. Ora uno studio presentato al Congresso Europeo sull’Obesità (ECO) 2026, che si è tenuto a Istanbul a inizio maggio, suggerisce che proprio quei gesti possano essere collegati a un invecchiamento biologico più lento. Il merito sarebbe di una famiglia di composti naturali, i polifenoli, di cui la dieta mediterranea è ricca per definizione.
- Cosa dice lo studio dell'Università di Navarra
- Dove si trovano i polifenoli
- Una notizia da maneggiare con cura
- Cosa portare a casa
Cosa dice lo studio dell’Università di Navarra
I ricercatori dell’Università spagnola di Navarra hanno analizzato i dati di 1.709 adulti, misurando la lunghezza dei telomeri (le piccole strutture di DNA che proteggono i cromosomi e si accorciano con l’invecchiamento) in due momenti distinti, nel 2008 e nel 2015. La lunghezza dei telomeri in età avanzata, in altre parole, si associa ad una migliore salute generale. Meno si accorciano, meglio è.
Il dato più sorprendente: i partecipanti con l’assunzione più alta di polifenoli avevano un rischio inferiore del 52% di presentare telomeri corti rispetto a chi ne consumava meno. L’associazione è risultata più forte nelle persone sotto i 64 anni, mentre negli anziani il legame si attenuava.
Il caffè, in particolare, è entrato nel cuore della notizia. Da sempre al centro di miti e false notizie, rappresenta un elemento imprescindibile di ogni nostra giornata. Un consumo moderato, fino a una tazza al giorno, sembra associato a un 26% di rischio in meno di telomeri corti. Anche un consumo elevato di frutta dà risultati simili, con un 29% in meno per chi la mangia di più.
Dove si trovano i polifenoli
I polifenoli non sono una sostanza unica, ma una grande famiglia di composti vegetali con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. I famosi flavonoidi ad esempio rientrano in questa categoria. Si trovano in moltissimi alimenti che gli italiani conoscono da sempre: i frutti di bosco, il cacao, il vino rosso, la frutta secca, le olive, il tè, il caffè e la soia.
In generale, più un alimento vegetale ha un colore intenso, più è probabile che sia ricco di polifenoli. È questa una delle ragioni per cui le diete mediterranee, ricche di vegetali, frutta e olio extravergine, vengono associate da decenni a una migliore aspettativa di vita.
Una notizia da maneggiare con cura
Va precisato che lo studio non è ancora una ricerca scientifica pubblicata e sottoposta a revisione, ma solo l’estratto di una conferenza appunto. Gli esperti consultati dal Science Media Centre di Londra hanno invitato alla prudenza. Chi mangia molti polifenoli ha anche, tipicamente, uno stile di vita più sano in generale, meno fast food, più attività fisica. Isolare il merito dei polifenoli da quello del resto delle abitudini è molto difficile, statistiche a parte. Bisogna anche considerare che il consumo è stato calcolato attraverso un questionario alimentare auto-riportato, soggetto a errori di memoria.
Cosa portare a casa
Detto questo, la sostanza non cambia di molto. Una dieta abbondante di frutta, verdura, legumi, olio extravergine e con un consumo moderato di caffè è da decenni indicata come una delle abitudini più salutari al mondo. Lo studio dell’Università di Navarra non è un punto di arrivo, ma un tassello in più che si aggiunge a un’evidenza già solida. Una mela, un pomodoro maturo, un cucchiaio di olio buono. La rivoluzione, semmai, è restare fedeli a quello che già sappiamo.
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