Il tè aiuta cuore, cervello e metabolismo? Sì, ma solo se lo bevi in questo modo
Un nuovo studio accende i riflettori sulle controindicazioni del tè: i prodotti non sono tutti uguali e basta scegliere quello sbagliato per azzerare i benefici.

Che il tè sia un alleato della salute non è una novità, ma un nuovo studio evidenzia un aspetto che viene troppo spesso sottovalutato, soprattutto ai giorni nostri. Il consumo di questa bevanda migliora la salute, ma non tutti i prodotti che troviamo in commercio agiscono allo stesso modo: alcuni possono risultate addirittura pericolosi.
Quali sono gli effetti del tè sulla salute?
Il tè può essere un grande alleato della salute, ma può trasformarsi anche in un potente nemico. Secondo un recente studio condotto dal team di Mingchuan Yang e Li Zhou, dell’Istituto di Ricerca sul Tè dell’Accademia Cinese delle Scienze Agricole, pubblicato sulla rivista Beverage Plant Research, i tè non sono tutti uguali e sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio i pro e i contro legati al consumo.
È risaputo, ormai, che il tè apporta diversi benefici all’organismo: aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, obesità, diabete e alcuni tipi di cancro e riduce la perdita di massa muscolare negli anziani. Grazie alle sue proprietà neuroprotettive, antinfiammatorie e antimicrobiche, potrebbe inoltre essere di supporto su altre condizioni di salute come l’Alzheimer.
Tuttavia, lo studio evidenzia un problema che fino a oggi è stato per lo più sottovalutato: non tutti i tè sono uguali e la scelta del prodotto da consumare è cruciale. In altre parole, alcune tipologie possono essere considerate alleati della salute, mentre altri nemici.
Donna tiene in mano un bicchiere di tè freddo
Quali sono i tè che fanno male?
Secondo lo studio capitanato da Mingchuan Yang e Li Zhou, il tè, in particolare quello verde, svolge un ruolo cruciale nella prevenzione di malattie cardiovascolari, obesità, diabete e alcuni tipi di cancro. Viene studiato da tempo immemore per le sue proprietà medicinali, ma basta sceglierne una qualità ‘diversa’ per trasformarlo in nemico.
Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i tè in bottiglia e i bubble tea, che nella maggior parte dei casi contengono additivi tutt’altro che salutari come dolcificanti artificiali e conservanti. Non importa se si sceglie tè verde, nero o altre varietà, a trasformare i benefici in rischi è il prodotto: quello naturale ha il via libera, quello ‘trasformato ‘ no.
In altre parole, le foglie che acquistiamo in erboristeria o le bustine già pronte che troviamo al supermercato, sempre se non contengono altri ingredienti all’infuori della pianta stessa, non hanno effetti negativi sulla salute, anzi. Al contrario, le bottiglie di tè già pronte, come quello freddo che d’estate viene consumato in modo massiccio, o i bubble tea possono quasi essere considerati al pari delle bibite gassate.
Questo perché, seppur creati a partire da una buona materia prima, la presenza di zucchero, dolcificanti artificiali e conservanti, può ridurre o annullare i benefici per la salute. Come se non bastasse, lo studio accende i riflettori pure sui residui di pesticidi, metalli pesanti e microplastiche presenti nel tè. Contaminanti del genere, anche se in quantità consentite dalla legge, possono rivelarsi dannosi per coloro che bevono tè quotidianamente.
In attesa di ulteriori studi, la regola resta sempre la stessa: i prodotti naturali possono essere consumati tutti i giorni, gli altri devono essere una tantum, uno strappo alla regola da concedersi il meno possibile.
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