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Ambiente obesogeno: cause e conseguenze dell'aumento di peso

Alimentazione e cibo spazzatura

Patatine, snack dolci, biscotti e gelati, ma non solo. Anche tanti atteggiamenti sbagliati contribuiscono alla creazione dell'ambiente obesogeno.

Un pranzo al volo, cibo spazzatura e tanti snack da mangiare durante l’arco della giornata, fanno si da creare il famoso "ambiente obesogeno". L’ambiente obesogeno è un concetto sempre più discusso nel campo della salute pubblica. Con questo ci si riferisce a una serie di fattori ambientali che possono favorire l’aumento di peso e contribuire all’obesità. Questo articolo esplorerà cosa si intende per ambiente obesogeno, le sue cause e le implicazioni per la salute di adulti e bambini.

Cos’è l’ambiente obesogeno?

L’ambiente obesogeno si riferisce a un ambiente in cui le persone sono esposte a fattori che promuovono l’aumento di peso e l’accumulo di grasso corporeo. Questi fattori possono essere presenti in varie aree della vita quotidiana, tra cui l’alimentazione, lo stile di vita, l’ambiente lavorativo e anche l’esposizione a sostanze chimiche nocive. Basti pensare alle dispense di casa ricche di merendine e snack altamente calorici, oppure ai continui aperitivi con i colleghi di lavoro. Insomma, la vita di tutti i giorni è sempre più ricca di stimoli che conducono all’iperalimentazione e al consumo di cibi spazzatura o altamente calorici.

Cause dell’ambiente obesogeno:

Le cause dell’ambiente obesogeno sono molteplici e complesse. Tra le principali cause ci sono:

  • Facilità di accesso a cibo spazzatura e bevande zuccherate: fast food, distributori automatici, supermercati pieni di prodotti trasformati e ricchi di calorie, grassi e zuccheri semplici sono onnipresenti.
  • Mancanza di spazi verdi e per l’attività fisica: parchi, piste ciclabili e aree dedicate allo sport sono spesso carenti, rendendo difficile la pratica di una vita attiva. Anche l’assenza di tempo causata da lavoro, studio e altri impegni o dalla pigrizia, possono essere alla base di mancanza di attività fisica.
  • Cultura che valorizza la magrezza ma favorisce abitudini sedentarie: mezzi di trasporto, lavoro d’ufficio, tempo libero davanti a schermi riducono il movimento quotidiano.
  • Marketing aggressivo di prodotti ipercalorici: pubblicità, sponsorizzazioni e influencer promuovono cibi malsani, soprattutto verso i bambini. Sono tante le pubblicità di merendine, succhi di frutti e altri prodotti che possono sembrare utili e veloci per i bambini e per la loro alimentazione quotidiana.

Implicazioni per la salute:

L’ambiente obesogeno può avere gravi implicazioni per la salute, aumentando il rischio di malattie croniche come il diabete di tipo 2, le malattie cardiache, l’ipertensione e alcuni tipi di cancro.

Cosa possiamo fare per contrastare l’ambiente obesogeno:

Contrastare l’ambiente obesogeno richiede un impegno collettivo, che parte dalla volontà de singoli e da piccole modifiche da apportare nel proprio modo di vivere la quotidianità. Ecco alcuni spunti:

  • Promuovere una dieta sana e bilanciata: educare a una cultura alimentare consapevole, valorizzando cibi freschi e di stagione. E" necessario istruire le persone alla sana alimentazione sin da bambine, con atteggiamenti virtuosi e uno stile alimentare propendo all’equilibrio e alla scelta variegata degli alimenti. Tanta frutta e verdura, in modo da soddisfare le linee guide che consigliano ben 5 porzioni al giorno di tali cibi.
  • Favorire l’attività fisica: creare più spazi verdi e piste ciclabili, incentivare attività sportive e di movimento. Scegliere le scale per salire a casa oppure preferire una camminata o una passeggiata in bicicletta, rispetto all’utilizzo di auto e motorini.
  • Limitare il marketing di prodotti ipercalorici: regolamentare la pubblicità di cibo spazzatura e bevande zuccherate, soprattutto verso i bambini. queste iniziative dovrebbero essere prese dagli enti statali e governativi, atti a ridurre il sovrappeso e l’obesità che nel tempo gravano sul sistema sanitario.
  • Sostenere politiche di tutela ambientale: ridurre l’inquinamento e l’esposizione a sostanze chimiche nocive, passanodo più tempo all’aperto ed esposti al sole. In questo modo si aiuta anche l’organismo a produrre sostanze fondamentali, come la vitamina D.

L’ambiente obesogeno è una sfida complessa, ma con la consapevolezza e l’impegno di tutti possiamo creare un ambiente più sano e favorevole al benessere di ognuno.

Cosa dice la ricerca scientifica?

Un recente studio condotto da un team di ricercatori norvegesi, guidato dalla Dott.ssa Maria Brandkvist, ha evidenziato una crescente preoccupazione legata all’ambiente obesogeno e il suo impatto sulla salute. Analizzando i dati del Nord Trøndelag Health Study, che ha coinvolto oltre 118.000 adulti tra il 1963 e il 2008, gli esperti hanno valutato l’indice di massa corporea (BMI) considerando variabili come età, sesso, fumo e fattori ambientali.

I risultati hanno rivelato un significativo aumento del BMI tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90, sia nelle persone geneticamente predisposte all’obesità che in quelle non predisposte. Questa scoperta, pubblicata sul British Medical Journal, sottolinea il ruolo cruciale dell’ambiente obesogeno nell’epidemia di obesità.

Secondo la Dottoressa e il suo team, questa scoperta fornisce una nuova visione del ruolo della genetica nello sviluppo dell’obesità. Contrariamente all’idea che i geni delle persone siano cambiati nel tempo, l’aumento dell’obesità è attribuito a una dieta ricca di cibi altamente calorici e a uno stile di vita sedentario.

L’aumento dell’obesità rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica, con gravi implicazioni per il rischio di malattie croniche come il diabete di tipo 2, le malattie cardiache e altri disturbi correlati all’obesità. Affrontare l’ambiente obesogeno richiederà interventi su più fronti, compresi cambiamenti nelle politiche alimentari, promozione dell’attività fisica e sensibilizzazione sulle abitudini alimentari sane.

 

Fonti bibliografiche:

C_17_notizie_1899_listaFile_itemName_1_file.pdf (salute.gov.it)

HUNT – Trøndelag Health Study – NTNU

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