Seguici

Spaghetti alle vongole a rischio: il punto sulla situazione italiana

La scomparsa delle vongole italiane racconta una crisi fatta di clima specie invasive e fondali impoveriti che mette a rischio uno dei piatti simbolo del Paese

Rischio scomparsa vongole 123rf

Mangiare un piatto di spaghetti alle vongole (italiane, perlomeno) potrebbe diventare difficile, se non addirittura impossibile. L’ultima ferale notizia riguardo la presenza di questi molluschi bivalvi riguarda i lupini di mare, fra gli ultimi a resistere. Anche loro, però, stanno scomparendo dai fondali dell’Alto Adriatico, lasciando interi tratti di costa senza più una risorsa che per decenni ha sostenuto pesca, cucina e tradizione.

Negli ultimi anni, tra Delta del Po, Laguna di Venezia e coste friulane, le segnalazioni di fondali impoveriti si sono moltiplicate. Le marinerie parlano di catture azzerate, di allevamenti in crisi e di una produzione sempre più affidata alle importazioni. Un cambiamento rapido, che sta trasformando un simbolo della cucina italiana in un prodotto raro.

Cosa sta succedendo alle vongole?

Come dicevamo, i lupini di mare erano l’ultima delle specie di questa tipologia di molluschi che ancora resistevano in Italia. Per chi non lo sapesse, infatti, la situazione delle vongole veraci nell’Alto Adriatico è ormai da tempo in forte sofferenza, con una disponibilità sempre più ridotta proprio nelle aree che storicamente producevano di più. Ora anche i lupini, che sembravano reggere meglio, vengono segnalati in forte calo, e per molte marinerie questo significa perdere l’ultima risorsa rimasta.

Le testimonianze raccolte tra Goro e Trieste parlano di catture difficili e di attività spesso fermate perché non conviene uscire in mare senza la certezza di trovare prodotto. Ne deriva che la domanda interna non può più proseguire in continuità sul pescato nazionale, per questo una quota crescente del mercato viene coperta con molluschi importati. La filiera, dunque, si regge sempre meno sulla disponibilità locale e sempre più su approvvigionamenti esterni.

Perché stanno scomparendo?

Tra le cause più citate dalle marinerie e dalle associazioni di settore c’è innanzitutto la diffusione del granchio blu, una specie invasiva arrivata negli ultimi anni nell’Adriatico. Questo crostaceo si nutre in modo intensivo di molluschi bivalvi e ha colpito in particolare gli allevamenti di vongole veraci nel Delta del Po, distruggendo intere semine in tempi rapidi. In molte zone, secondo le fonti, la predazione è stata così forte da rendere impossibile mantenere una produzione stabile.

Accanto al problema biologico si è inserito quello climatico. Le estati sempre più calde, con temperature dell’acqua che in alcuni periodi hanno superato i 30 gradi, hanno provocato stress termico e mortalità diffuse. A questo si sono aggiunti fenomeni come le mucillagini, che soffocano i fondali, e le forti piogge o alluvioni, che modificano improvvisamente la salinità costiera. Tutti fattori che rendono l’habitat meno adatto alla sopravvivenza dei molluschi.

Vongole 123rf

Non gioca a favore neanche la qualità dell’ambiente marino. L’apporto di sostanze inquinanti dai fiumi, l’eccesso di nutrienti e la scarsa ossigenazione di alcune aree contribuiscono a creare condizioni sfavorevoli. Secondo le organizzazioni di categoria, i bivalvi funzionano come vere e proprie "sentinelle" dello stato delle acque: quando scompaiono in modo massiccio, significa che l’ecosistema è in difficoltà.

Infine, le stesse strategie di recupero hanno incontrato numerosi ostacoli. I tentativi di risemina e ripopolamento delle vongole veraci non hanno prodotto risultati duraturi, perché i giovani molluschi vengono spesso eliminati prima di raggiungere la maturità. Senza un miglioramento stabile delle condizioni ambientali, perciò, anche gli interventi tecnici rischiano di restare inefficaci.

Si potrà tornare indietro?

Secondo le organizzazioni di categoria e le testimonianze raccolte dalle principali testate, al momento non esistono soluzioni rapide per invertire la tendenza. Il recupero delle popolazioni di vongole e lupini richiede tempi lunghi e condizioni ambientali stabili, che negli ultimi anni sono venute meno. Anche gli interventi di ripopolamento e protezione delle aree di pesca, finora, non hanno garantito risultati duraturi.

Le marinerie chiedono maggiori investimenti in ricerca scientifica, monitoraggio delle acque e contenimento delle specie invasive, insieme a politiche di sostegno economico per le imprese in difficoltà. Senza un miglioramento concreto della qualità dell’ecosistema e senza una strategia coordinata, spiegano le fonti, il rischio è che la produzione nazionale di molluschi resti marginale, rendendo sempre più raro trovare vongole italiane nei piatti tradizionali.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963