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La pizza surgelata: fa bene o fa male?

È comoda: si prepara in pochi minuti, si può consumare quando vogliamo, costa poco e si conserva a lungo. Ma la pizza surgelata fa bene o fa male?

La pizza surgelata: fa bene o fa male?

È comoda perché si prepara in pochi minuti, si può consumare quando meglio crediamo, costa mediamente poco e si può conservare a lungo. Ma la pizza surgelata fa bene o fa male? I dubbi sono tanti e anche legittimi. Proviamo a chiarirli.

 

Pizza surgelata: più grassi e zuccheri

 

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Per fare in modo che si conservi a lungo e mantenga inalterate le sue caratteristiche, inevitabilmente, in fase di produzione la pizza pronta surgelata è infarcita di conservanti. I suoi ingredienti base non hanno più le stesse proprietà originali: i prodotti surgelati sono infatti sottoposti a trattamenti particolari che fanno perdere le caratteristiche naturali e che li rendono più ricchi di grassi saturi, quelli che si accumulano alle pareti delle arterie. Un esempio lampante è costituito dalla farina raffinata, che perde gran parte delle sue proprietà nutritive, ma lo stesso discorso può essere fatto per gli altri ingredienti. Tutti, inoltre, presentano una maggior percentuale di zuccheri rispetto alle loro versioni “naturali”. Molti additivi, comunque, sono pienamente leciti. Occhio piuttosto a quelli che contengono grassi vegetali idrogenati, che tra gli acidi grassi sono quelli decisamente meno raccomandabili.

 

Pizza surgelata: gli ingredienti

 

Un altro aspetto importante: quali sono le materie prime utilizzate? Prima di acquistare una pizza surgelata è bene dare un’occhiata approfondita alla lista degli ingredienti. Molto spesso per questioni di economia le pizze già pronte sono prodotte con ingredienti a basso costo e non di gran pregio, a cominciare dall’olio. In luogo di olio di oliva evo, molto spesso, si utilizza olio di bassa qualità (come l’olio di semi di girasole, o una miscela di più oli) o addirittura olio di palma, per cui occhio sempre agli ingredienti segnati in etichetta. Importante anche il lievito: deve essere presente in basse quantità, se ne è stato usato troppo in fase industriale il rischio è che provochi troppa sete e gonfiore addominale. Inoltre, l’impasto non deve contenere percentuali eccessive di estratto di malto o zucchero, destrosio o amido modificato che possono provocare problemi al nostro organismo. Infine, il sale: il dosaggio di sodio non deve superare gli 0,5 grammi su 100 di prodotto.

 

Pizza surgelata: la provenienza

 

Da dove proviene la pizza surgelata che ci accingiamo a mangiare? Anche questo è un fattore molto importante, perché le pizze prodotte in Italia o comunque nei paesi UE devono attenersi a dei rigidi protocolli e sono sottoposte a controlli rigorosi. Discorso diverso, ahimé, per quelle provenienti da altri paesi. Ad esempio: siamo sicuri che la pizza surgelata sia stata scaldata in forno a legna, oppure in forno elettrico? Quelle prodotte in Italia nella stragrande maggioranza dei casi seguono la tradizione e quindi sono cotte in forni a legna, il cui piano è pulito regolarmente. Infine, la mozzarella: in fase di produzione va aggiunta dopo la cottura in modo da cuocere solo una volta, quando viene inserita in forno, proprio come la pizza artigianale. All’estero, molto spesso, in luogo della mozzarella si utilizza un formaggio di bassa qualità.

 

Pizza surgelata: il consiglio

 

Niente allarmismi, comunque: mangiare una pizza surgelata ogni tanto non fa male, quelle confezionate in Italia anzi il più delle volte non presentano rischi per la salute. Le stime, peraltro, indicano come questo sia un settore in costante ascesa in termini di vendite e di apprezzamento e che molto spesso sia possibile gustare un prodotto leggero e digeribile. L’importante, come in ogni segmento, è non abusarne. E, quando se ne si ha la possibilità, il consiglio spassionato è quello di fare una visita alle pizzerie tradizionali. Perché la pizza surgelata è sicuramente ottima, ma vuoi mettere con una buona pizza che si può gustare appena uscita dal forno, ancora fumante, e prodotta sotto i nostri occhi?

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