Korean corn dog, Ube latte e Butter rice cake: i nuovi cibi virali
Un corn dog che non contiene mais, un latte viola, un dolce che sembra francese ma arriva dalla Cina. Tre cibi nati lontano da noi stanno passando dagli schermi degli smartphone ai banconi dei locali, e qualcuno è già arrivato a Milano.

- Korean corn dog, Ube latte e Butter rice cake stanno conquistando i social grazie a colori forti, consistenze insolite e gesti perfetti da filmare.
- Il corn dog coreano arriva già in diversi locali italiani, mentre l’Ube latte si fa notare nelle caffetterie con il suo viola intenso e il gusto dolce.
- Il Butter rice cake, ultimo arrivato, ha iniziato a circolare tra bakery e schermi dopo il passaggio dall’area di Shanghai alle pasticcerie coreane.
Prima li vedi scorrere sul telefono, poi li cerchi in città. È il percorso tipico dei cibi virali e in questo autunno i nomi da tenere d’occhio sono tre: il Korean corn dog, l’Ube latte e il Butter rice cake. Arrivano da Corea, Filippine e Cina, e si trovano in momenti diversi dello stesso viaggio verso l’Italia.
- Korean corn dog, il corn dog senza mais
- Ube latte, il viola dopo il verde del matcha
- Butter rice cake, sembra un canelé ma non lo è
- Perché proprio questi
Korean corn dog, il corn dog senza mais
A prima vista è un corn dog americano, cioè un würstel infilzato su uno stecco, pastellato e fritto. Eppure il nome inganna dato che nella pastella di solito non c’è farina di mais, bensì un mix di farina di frumento e di riso, che dà una consistenza più elastica e meno granulosa.
In Corea gli hot dog arrivati decenni fa sono stati trasformati secondo il gusto locale. La versione diventata iconica viene cosparsa di zucchero prima di ketchup e senape, la superficie può essere ricoperta di cubetti di patata o panko. Dentro, al posto del würstel o insieme a lui, c’è spesso la mozzarella. Ed è proprio il filo di formaggio che si allunga quando lo si spezza ad averlo consegnato ai social.
Negli Stati Uniti la prima ondata è esplosa nel 2021 nelle grandi città costiere. In Italia è il più avanti dei tre: a Milano ci sono già locali che lo propongono come specialità, un tormentone pronto ad esplodere.
Ube latte, il viola dopo il verde del matcha
L’ube è un tubero viola molto usato nella pasticceria filippina. L’Ube latte, invece, è figlio delle caffetterie contemporanee: ube e latte, anche vegetale, serviti caldi o con ghiaccio. Con l’aggiunta di un espresso diventa il cosiddetto dirty ube latte.
Il colore va dal lilla al viola intenso, il sapore è delicatamente dolce e ricorda la vaniglia e la frutta secca. Ha lo stesso vantaggio che hanno avuto matcha e bubble tea, cioè si riconosce prima ancora di assaggiarlo. Nel 2026 alcune caffetterie milanesi l’hanno messo in carta e la domanda internazionale di ube cresce al punto da aver attirato l’attenzione delle autorità agricole filippine sulla capacità produttiva del Paese.
Butter rice cake, sembra un canelé ma non lo è
Fuori ricorda un canelé di Bordeaux: superficie brunita, forma regolare, giusto per un morso o due. Dentro però non è soffice né cremoso, ma compatto ed elastico, con quella consistenza che in Asia si definisce chewy.
Sui social lo chiamano anche Butter tteok, ma non va confuso con il tteok coreano, preparazione di riso dalle origini antichissime. La versione virale sembra arrivare dall’area di Shanghai, da dove è passata alle bakery coreane e poi agli schermi di mezzo mondo. Gli ingredienti sono semplici: farina di riso glutinoso, burro, latte, zucchero e uova. In Italia è l’ultimo arrivato e ha iniziato a farsi notare solo quest’estate.
Perché proprio questi
Messi in fila, i tre cibi hanno qualcosa in comune che spiega il loro successo online e il loro potenziale virale.
- Un colore che si riconosce subito, come il viola dell’ube.
- Una consistenza sorprendente, dal formaggio filante del corn dog all’elasticità del rice cake.
- Un gesto da filmare: spezzare, tirare, versare.
Il sapore conta ancora, naturalmente. Oltre quello, per arrivare fino a noi, oggi, un cibo deve prima funzionare in un video di pochi secondi.
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