Il 4 ottobre sarà il Cinnamon Bun Day: la festa della girella alla cannella che devi provare anche tu
Domenica la Svezia celebra il kanelbulle, il dolce simbolo della pausa caffè nordica. In Italia molti l'hanno assaggiato per la prima volta alle casse di Ikea. Oggi è nelle bakery più ricercate, e si prepara bene anche a casa.

- Il 4 ottobre si celebra il Cinnamon Bun Day, nato in Svezia per omaggiare un dolce domestico legato alla tradizione della fika.
- Kanelbulle e cinnamon roll non coincidono: il primo punta su cardamomo e granella, il secondo è più ricco e spesso coperto di glassa.
- Dall'arrivo da Ikea alla fortuna nelle bakery italiane, la girella alla cannella resta amatissima perché semplice, profumata e appagante.
Ottantacinque centesimi. È quanto costa ancora oggi una girella alla cannella da Ikea ed è lì che molti italiani l’hanno incontrata la prima volta: alla fine del percorso, tra le candele e i mobili da montare. Questo prima della moda tutta rivolta a queste preparazioni. Questa domenica, il 4 ottobre, quel dolce avrà la sua giornata dedicata, il Cinnamon Bun Day.
- Perché si festeggia il 4 ottobre
- Kanelbulle o cinnamon roll?
- Una storia che parte dalle spezie
- Come è arrivato in Italia
- Perché provarlo, anche a casa
Perché si festeggia il 4 ottobre
In Svezia si chiama Kanelbullens dag. L’ha istituita nel 1999 l’Hembakningsrådet, il Consiglio svedese della panificazione domestica. Il dettaglio non è secondario, dato che la festa nasce appunto per celebrare un dolce di casa, da preparare nella propria cucina più che da comprare. Il Consiglio promuove la cultura di tutti i lievitati casalinghi, compresi i tradizionali pani svedesi.
Kanelbulle o cinnamon roll?
Sono parenti stretti, ma non sono esattamente la stessa cosa.
- Il kanelbulle svedese ha un impasto lievitato profumato al cardamomo, un ripieno di burro, zucchero e cannella e una spolverata di granella di zucchero in superficie.
- Il cinnamon roll americano è più ricco e più burroso, al posto della granella ha una spessa glassa, spesso a base di zucchero e formaggio cremoso.
Quello che in Italia chiamiamo comunemente cinnamon roll è quasi sempre il secondo, una versione spuria del primo.
Una storia che parte dalle spezie
La cannella insaporiva i dolci svedesi già nel Cinquecento, nelle occasioni speciali. Per le nozze del re Gustavo Vasa ne furono importate grandi quantità, insieme ad altre spezie pregiate. Il dolce come lo conosciamo, però, è molto più recente e dipende da alcune piccole rivoluzioni domestiche. A metà Ottocento comparve il lievito compresso, che permise di ottenere pani dolci e soffici da accompagnare al caffè. Il grano diventò più economico e la stufa in ghisa prese il posto del camino aperto, rendendo più facile cuocere in casa dolci piccoli.
L’odierna girella alla cannella nasce probabilmente intorno al 1920, quando zucchero, burro e farina tornarono disponibili dopo il razionamento della Prima guerra mondiale, preparata anche a forma di ghirlanda o di pane lungo e piatto. Dagli anni Cinquanta, con materie prime più economiche e forni più efficienti, diventò un dolce per tutti. E trovò il suo posto nella tradizionale fika, la pausa caffè che per gli svedesi è un vero rito sociale, erede dei coffee party che proprio in quegli anni avevano raggiunto il loro apice.
Come è arrivato in Italia
Il primo negozio Ikea italiano aprì a Cinisello Balsamo il 24 maggio 1989 e insieme alle polpette arrivò anche la girella. Negli anni Novanta Starbucks contribuì a legarla all’immaginario delle grandi caffetterie internazionali.
Poi sono arrivati i pasticceri. Durante la pandemia Stefano Ferraro e Lorenzo Cioli ne hanno fatto uno dei prodotti di punta del Loste Café di Milano, con una versione burrosa, glassata e profumata alla scorza di limone. Oggi è difficile trovare una bakery contemporanea che non ne abbia uno sul bancone. E proprio a Milano, quest’anno, il Cinnamon Bun Day lo festeggia Arket Café, il caffè del marchio nordico.
Perché provarlo, anche a casa
Il cinnamon roll è un altro dei grandi successi della cucina svedese ed è sopravvissuto a molti dolci diventati virali e poi spariti e il motivo è semplice: è buono e non è complicato. A differenza dei grandi lievitati della colazione, non richiede sfogliature né lievito madre né giornate intere di attesa. Bastano un impasto lievitato, burro, zucchero, cannella e un po’ di pazienza.
Domenica è l’occasione giusta per provarlo, in una bakery o nel proprio forno. Il momento migliore, come sa chiunque l’abbia mangiato, arriva alla fine, quando resta solo il cuore morbido al centro della spirale.
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