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Rasmus Munk, la scelta sull'Alchemist: chiuderà, ma pagherà ancora i dipendenti

Alchemist chiude, ma non per sempre: lo chef stellato Rasmus Munk continuerà a stipendiare i suoi oltre 100 dipendenti fino a quando il ristorante non tornerà in attività.

Ristorante vuoto con divieto di acesso 123rf
Ristorante chiuso con le bande che vietano l'ingresso
  • Rasmus Munk chiude temporaneamente Alchemist per cinque mesi, ma continua a pagare oltre cento dipendenti mentre avvia il progetto Intermission.
  • La brigata lavorerà su ricerca, formazione e sperimentazione, con cucina e sala impegnate in percorsi diversi per trasformare l’esperienza del locale.
  • Alla riapertura sono previsti nuovi menu, installazioni artistiche e tecnologie sensoriali, in un ristorante già tra i più costosi e richiesti al mondo.

Alchemist chiude, ma il titolare nonché chef stellato Rasmus Munk continuerà a pagare i suoi oltre cento dipendenti. Detta così sembra una follia, una storiella sicuramente acchiappa like, ma a cui – ci auguriamo – nessuno crederebbe. Infatti, la realtà è molto diversa e dietro c’è un progetto molto più ambizioso.

Alchemist chiude, ma non per sempre

Lo chef Rasmus Munk, due stelle Michelin e quinto classificato nella celebre World’s 50 Best Restaurants 2026 con il suo Alchemist, ha preso una decisione molto importante. Il suo ristorante di Copenaghen chiude, ma non per sempre, e i suoi oltre 100 dipendenti continueranno a essere stipendiati. Follia? Non proprio, visto che tutti i lavoratori avranno comunque qualcosa da fare.

Alchemist resterà aperto fino a novembre, dopo di che, a partire da dicembre, Munk darà il via al progetto "Intermission". Una vera e propria full immersion che riguarderà l’intera brigata, dagli aiuto cuoco ai camerieri, passando per i cassieri, nessuno escluso. La chiusura durerà cinque mesi, arco temporale in cui tutti si dedicheranno a ricerca, sperimentazione e formazione. Il tutto, ovviamente, per prepararsi alla stagione successiva.

Porta di un ristorante chiuso 123rf

Scritta chiuso appesa sulla porta di un ristorante

Come funziona Intermission?

Anche se Alchemist non servirà più i clienti per cinque mesi, non significa che il ristorante sarà chiuso, né per i dipendenti, né per gli avventori. I lavoratori saranno impegnati in tante attività: gli addetti al cibo dovranno studiare e approfondire idee, tecniche e ingredienti e culture gastronomiche differenti, mentre il personale di sala si concentrerà sulla "psicologia dell’ospite", sulla coreografia, sulla drammaturgia e sullo storytelling.

Mesi intensi, in cui Munk e la sua brigata avranno una missione precisa: trasferire nell’alta cucina un modello più vicino a quello del teatro e delle arti performative. Il desiderio dello chef stellato, infatti, è quello di trasformare il suo locale in un ristorante che, pur restando ‘fermo’, cambi sipario a ogni stagione.

In questo modo, i suoi clienti – si dice che ne abbia oltre un milione in lista d’attesa – ogni volta che si siederanno a uno dei suoi tavoli vivranno un’esperienza diversa, non solo per quel che riguarda il cibo, ma anche per l’ambientazione. Tra l’altro, gli avventori potranno sbirciare da vicino la metamorfosi di Alchemist: sono previste visite guidate con tanto di degustazioni di piatti e bevande della stagione precedente.

Una scelta "studiata"

Chiudere un ristorante per cinque mesi continuando a stipendiare più di 100 dipendenti è una scelta sicuramente coraggiosa. Tuttavia, è bene ricordare che non parliamo di un locale qualunque, ma di uno dei più costosi al mondo. Per intenderci, il menu Experience costa 5.600 corone (circa 750 euro), ma se si desiderano servizi in più bisogna essere pronti a sborsare da 3.000 a 10.500 euro. Pensate che il Sommelier Table costa 17.00 corone (pari a 2.275 euro).

Insomma, prima di prendere questa decisione, Munk si sarà fatto sicuramente "due conti". Poi, ipotizziamo pure che il nuovo Alchemist avrà prezzi ancora più alti. Non soltanto per quel che riguarda il cibo, ma anche per l’idea di inserire "tecnologie sensoriali e interattive e nuove modalità di rapporto tra ospiti e ambiente".

Alla riapertura, i clienti più fortunati – sempre se la lunga lista d’attesa corrisponde alla realtà – si ritroveranno davanti nuovi menu, installazioni artistiche diverse rispetto al solito e la grande cupola che sovrasta la sala, uno degli elementi più iconici del ristorante, con una "veste" rinnovata.

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Domande frequenti

Perché Alchemist chiude se continua a pagare il personale?

La chiusura fa parte di un progetto chiamato Intermission: cinque mesi dedicati a ricerca, formazione e sperimentazione per far evolvere il ristorante senza fermare i dipendenti.

Quanto durerà lo stop del ristorante di Rasmus Munk?

Alchemist resterà aperto fino a novembre e poi si fermerà da dicembre per cinque mesi, in vista della stagione successiva.

Cosa faranno i lavoratori durante la chiusura?

La brigata studierà tecniche, ingredienti e culture gastronomiche. Il personale di sala lavorerà su psicologia dell’ospite, coreografia, drammaturgia e storytelling.

Che idea c'è dietro il progetto Intermission?

Munk vuole avvicinare l’alta cucina al teatro e alle arti performative, così che ogni stagione il locale cambi atmosfera, non solo menu.

Cosa troveranno i clienti quando Alchemist riaprirà?

Nuovi menu, installazioni artistiche diverse e una cupola rinnovata.

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