Seguici

Stop all’olio extravergine “corretto”: cosa cambia al supermercato

L'olio d'oliva ottenuto tramite miscele non si potrà più spacciare come extravergine: la nuova legge rivoluziona (finalmente) il settore.

Mano versa olio d'oliva dalla bottiglietta nel piatto 123rf
Mano versa olio d'oliva nel piatto con tramonto sullo sfondo
  • Il ministero ha vietato il blending che consentiva di correggere olio vergine con una quota di extravergine per rientrare nei parametri.
  • La norma punta a rafforzare la trasparenza del mercato e a garantire che l'etichetta «extravergine» rispecchi realmente la qualità del prodotto.
  • I controlli hanno già portato a verifiche e sequestri per milioni di chili e tutelano i produttori virtuosi contro pratiche commerciali scorrette.

Cambiamento importante nel settore dell’olio extravergine d’oliva, non solo per i produttori ma anche per i consumatori. Il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha modificato la legge e da oggi in poi non si potrà più "correggere" l’olio e spacciarlo per extravergine puro.

La nuova regola sull’olio d’oliva

Anche se molte persone non lo sanno, fino a oggi la legge permetteva di correggere alcune caratteristiche dell’olio vergine aggiungendo una percentuale di extravergine. Questo meccanismo consentiva ai produttori "in difetto" di rispettare i parametri chimici richiesti dal disciplinare di produzione dell’extravergine.

Da adesso in poi, la pratica del blending, che appunto consiste nel miscelare un olio vergine con una quota di olio extravergine, non sarà più consentita. Una fortuna per i consumatori e una gatta da pelare per quei produttori che spesso (se non sempre) hanno usato questo piccolo escamotage per vendere un prodotto qualitativamente inferiore rispetto a quanto scritto in etichetta.

Fino a oggi, è lecito pensarlo, gran parte dei consumatori sono stati ingannati. Quanti di voi hanno acquistato olio extravergine fidandosi della dicitura in etichetta senza conoscere questa pratica? È assai probabile che avete consumato un olio "corretto", non cattivo sia chiaro, ma non 100% extravergine.

Olio extravergine d'oliva puro in lavorazione 123rf

Olio extravergine d’oliva che esce dalla pressa

Cosa cambia per i consumatori

La nuova normativa del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste è stata studiata proprio per rafforzare la trasparenza del mercato e contrastare pratiche che, seppur fatte con buone intenzioni, sono spesso servite per mascherare la bassa qualità di un prodotto.

Non a caso, Coldiretti e Unaprol hanno sottolineato che questo sistema ha sempre presentato un limite perché "permette di migliorare un prodotto con caratteristiche qualitative inferiori attraverso la miscelazione, fino a rientrare nella categoria commerciale più pregiata, pur senza possedere realmente tutte le qualità originarie dell’extravergine".

Da adesso in poi, quindi, i consumatori che acquisteranno extravergine saranno certi di portare in tavola un olio di qualità e non un prodotto "corretto" col fine di renderlo qualitativamente superiore.

Scattano i controlli

In Italia si producono circa 234 milioni di litri di olio extravergine di oliva all’anno, ma il consumo interno è di circa 461 milioni di litri e le esportazioni segnano 318 milioni di litri. Questo significa che il nostro Paese è costretto a importare dall’estero circa 545 milioni di litri ogni anno.

Secondo Coldiretti e Unaprol, questa situazione non ha fatto altro che favorire il blending, con produttori italiani che hanno approfittato dell’olio estero per immettere sul mercato miscele di qualità inferiore spacciate come il top di gamma.

Con la nuova normativa, la situazione cambierà e i consumatori saranno certi (almeno si spera) di portare in tavola un vero extravergine. I primi controlli sono già scattati e, stando ai dati riferiti dal Ministero, sono stati verificati oltre 5 milioni di chilogrammi di olio, con sequestri che hanno raggiunto un valore economico pari a 10,3 milioni di euro.

Questo cambiamento non è importante solo per i consumatori, ma anche per tutti quei produttori che lavorano sodo ogni giorno per proteggere una delle eccellenze Made in Italy che ci invidiano in ogni angolo del globo.

Ricette e novità dal mondo food nella tua casella di posta. Iscriviti alla newsletter!

Domande frequenti

Che cosa vieta la nuova norma sull'olio?

La legge proibisce il blending che miscelava olio vergine con extravergine per correggere difetti e venderlo come 100% extravergine.

Perché il divieto è vantaggioso per i consumatori?

Garantisce maggiore trasparenza: l'etichetta «extravergine» dovrà corrispondere realmente alla qualità dichiarata.

Chi ha criticato in passato la pratica del blending?

Coldiretti e Unaprol hanno denunciato che la miscelazione mascherava prodotti di qualità inferiore venduti come top di gamma.

Cosa comportano i controlli già effettuati?

I controlli hanno verificato oltre 5 milioni di kg di olio e portato a sequestri per 10,3 milioni di euro.

Come cambia la situazione per i produttori italiani?

I produttori onesti saranno tutelati perché non dovranno competere con miscele spacciate per extravergine; chi praticava il blending dovrà adeguarsi.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963