Immagini apocalittiche dai supermercati del Sud: scaffali vuoti, quanto durerà?
Supermercati con scaffali vuoti e prodotti freschi introvabili: il fermo degli autotrasportatori mette in difficoltà la distribuzione in Sicilia e nel Sud Italia

- Il fermo degli autotrasportatori contro il caro gasolio e la carenza di carburante rallentano le consegne, lasciando vuoti alcuni supermercati del Sud.
- Le carenze colpiscono soprattutto prodotti freschi, refrigerati e surgelati, mentre i farmaci continuano a essere distribuiti regolarmente.
- I disagi si concentrano in alcune aree di Puglia e Sicilia; la protesta dovrebbe terminare il 20 ottobre, ma il ripristino delle scorte sarà graduale.
Cassette dell’ortofrutta impilate senza un frutto, banchi frigo ridotti a ripiani bianchi, corsie in cui i clienti cercano a lungo prima di arrendersi: sono le foto che abbiamo scattato in diversi supermercati in quel di Palermo, ma che in realtà sono diventate protagoniste di molte segnalazioni al Sud Italia.
Per chi non lo sapesse, il responsabile di tutto questo è il fermo degli autotrasportatori contro il caro gasolio, unito ai distributori di carburante rimasti a secco, ha rallentato le consegne. E nella grande distribuzione bastano pochi giorni senza camion perché i vuoti diventino visibili.
- Quali merci mancano?
- Scene da apocalisse: scaffali e banchi frigo vuoti
- Dove sta accadendo e le date?
- Quanto durerà
Quali merci mancano?
Dato che la protesta riguarda la distribuzione perlopiù di prodotti freschi, a sparire per primi sono i prodotti freschi: frutta e verdura, latte, carne, formaggi. Il motivo è logistico: i supermercati lavorano con scorte minime e riforniscono gli scaffali quasi ogni giorno.
Seguono i prodotti da frigo e i surgelati, che stanno sono le merci che si conservano meno e richiedono consegne frequenti, spesso quotidiane. In Sicilia gran parte della merce arriva via nave e da lì viaggia su gomma, quindi con i semirimorchi fermi nei porti il flusso si interrompe.
A complicare il quadro c’è la merce bloccata nei luoghi di produzione, che rischia di deteriorarsi prima di arrivare in negozio: per questo Confcooperative Agroalimentare ha chiesto ai camionisti di garantire almeno il trasporto dei deperibili. Restano invece garantiti i farmaci. Diversi cittadini si sono rivolti alle farmacie temendo carenze, ma gli operatori spiegano che i medicinali sono esclusi dal fermo e i depositi continuano a consegnare.
Scene da apocalisse: scaffali e banchi frigo vuoti
In alcuni supermercati del Sud il reparto ortofrutta è diventato una distesa di cassette vuote. Come dicevamo, le nostre immagini vengono da Palermo, ma è una situazione estremamente comune. Si possono riscontrare delle piccole variazioni fra punti vendita, perché alcuni riescono ancora a tamponare con le riserve di magazzino, mentre i clienti si muovono tra corsie sempre meno fornite.
A Cerignola, nel Foggiano, gran parte degli scaffali dei dieci supermercati più grandi della città si è svuotata. Dall’ufficio di gabinetto del sindaco hanno raccontato di persone corse a comprare cibo per paura che finisse, una scena che in città non si vedeva dai tempi del Covid. La corsa agli acquisti alimenta proprio la scarsità che vorrebbe evitare: carrelli riempiti oltre il necessario tolgono prodotti a chi arriva dopo.
Dove sta accadendo e le date?
In Puglia i problemi maggiori sono nel Foggiano, a Cerignola, San Severo e Lucera, dove i presidi di tir e trattori bloccano da giorni la statale 16 e gli accessi ad A14 e A16. In Sicilia le difficoltà si concentrano a Palermo, Messina, Taormina e Trapani, con banchi del fresco semivuoti anche nel Catanese. Il fermo dei camionisti siciliani è iniziato il 16 ottobre, come quello delle imprese calabresi di Fedralog, e la chiusura è prevista per la mezzanotte del 20 ottobre.
Quanto durerà
Il Comitato siciliano aveva previsto scaffali vuoti nel giro di circa 48 ore dall’inizio del fermo. L’apertura domenicale del 18 ottobre ha permesso a molti supermercati dell’isola di continuare a servire, con giacenze stimate sufficienti fino alla sera di lunedì 19.
La data chiave è il 20 ottobre: alle 15, a Milano, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà gli autotrasportatori insieme al viceministro Edoardo Rixi, con la prima convocazione delle sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. Bella ha avvertito che, senza risposte dal governo, la protesta potrebbe andare avanti a oltranza.
Anche con la fine del fermo, il ritorno alla normalità sarà graduale. Le catene dovranno ricostituire le scorte, il fresco dovrà ripartire dai luoghi di produzione e in Puglia i distributori di carburante dovranno tornare a pieno regime per permettere ai mezzi di viaggiare. Per il 22 ottobre, inoltre, è possibile un fermo dei pescherecci con una manifestazione nello Stretto di Messina, che potrebbe toccare anche il banco del pesce.
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