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Ricette con Provolone semipiccante

Simile a quello piccante, il provolone semipiccante conserva le stesse caratteristiche ma si manifesta più delicato al palato. Provolone semipiccante

Provolone semipiccante, caratteristiche principali

Il provolone semipiccante è una sottocategoria del provolone piccante, il tipico formaggio prodotto in Valpadana che si trova anche nella variante dolce. Nonostante nasca al Nord, risente dell’influenza della provola campana, derivata dall’esperienze degli emigrati che hanno portato al Settentrione la loro abilità di lavorare la pasta. Si presta a essere utilizzato nelle più svariate ricette, grazie al suo gusto speciale e alla sua versatilità. È inoltre usato con successo per la preparazione di secondi piatti molto particolari, come le braciolette al ragù.

Si presenta come un formaggio a pasta elastica e bianca, con una crosta sottile di colore giallo. Il suo sapore dipende molto dalla stagionatura. Quello dolce è infatti stagionato per non più di tre mesi quindi è quello più giovane, mentre quello piccante arriva a oltre un anno. Tra questi tempi, s’inserisce il provolone semipiccante. Questo gusto così particolare gli è conferito dal particolare processo di lavorazione, che prevede non una pastorizzazione ma una termizzazione del latte. Si usa come ingrediente in cucina ma anche come stuzzichino per gustosi antipasti. Se abbastanza stagionato, si può anche grattugiare sulla pasta o essere consumato al taglio.

Provolone semipiccante, valori nutrizionali

L’apporto energetico del provolone semipiccante è simile a quello del provolone piccante tradizionale o leggermente inferiore. La quantità di calorie è quindi piuttosto consistente, con una certo valore di grassi e di proteine. I carboidrati sono invece pochi. Le kcal per 100 grammi di prodotto sono 382, con 31 grammi di grassi, 0,5 grammi di carboidrati, 27 grammi proteine e 2,2 grammi di sale.

Provolone semipiccante, benefici e controindicazioni

Il suo consumo non è indicato in caso di regimi alimentari che prevedano un deficit calorico, per il controllo delle malattie del metabolismo o per altre criticità legate alla salute. In generale, andrebbe inserito con moderazione nella dieta anche nel caso in cui non si presentino particolari problemi.

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