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Ricette con Aburaage

Può essere consumato anche da chi segue una dieta vegana o vegetariana. Nutriente e dal sapore esotico, ecco perché e come utilizzare l’aburaage. Un ingrediente dalle preziose caratteristiche. Sapere come usare l’aburaage in cucina permette di variare e preparare numerose ricette

L’aburaage ha un colore dorato e una consistenza spugnosa ed è un prodotto alimentare tipico della cucina giapponese. Viene chiamato anche usuage.

Aburaage, proprietà principali

È un alimento a base di soia: si tratta di sottili fette di tofu fritte prima tra i 110°C e i 120°C e poi nuovamente a 180-200°C. Viene spesso aggiunto alla zuppa di miso, ma lo si può trovare anche nei piatti di udon o utilizzato per avvolgere gli inarizushi. Proprio la sua consistenza, croccante e cava all’interno, gli permette di assorbire i sapori dei condimenti a cui si associa. L’aburaage ha una lunga conservazione e può durare mesi conservato nella dispensa a temperatura ambiente. Questi sacchetti di tofu fritto possono anche essere farciti all’interno, per esempio con del natto.

Aburaage, valori nutrizionali

L’aburaage è fatto principalmente di soia e olio, cento grammi di questo alimento hanno un apporto calorico di circa 380 calorie, per lo più grassi e una certa dose di carboidrati e proteine. Hanno anche un buon contenuto di sodio, circa 10 mg per cento grammi.

Aburaage, benefici e controindicazioni

Sebbene il tofu sia un cibo estremamente salutare per l’organismo, bisogna ricordare che l’aburaage è però la sua versione fritta. Ha un elevato contenuto di grassi polinsaturi, nello specifico omega 3 e 6, che contribuiscono a diminuire il colesterolo cattivo (LDL) ed è inoltre ricco di proteine vegetali. È indicato per chi segue una dieta vegetariana, vegana o per i celiaci poiché non contiene glutine. Ha proprietà che combattono l’azione dei radicali liberi e contrastano l’invecchiamento e svolge anche una funzione protettiva contro il rischio di malattie cardiovascolari. Non ha particolari controindicazioni anche se alcuni medici ne sconsigliano il consumo a chi soffre di problemi alla tiroide.

  1. Inari zushi

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