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Ricette con Grappa valdostana

La grappa valdostana è il digestivo ideale dopo ricchi pasti a base di specialità locali ed è amatissima per le sue caratteristiche Grappa valdostana

La Valle d’Aosta ha una grande tradizione nella distillazione di grappe: che sia prodotta da distillerie o che sia realizzata in casa, la grappa valdostana è il digestivo ideale dopo ricchi pasti a base di specialità locali.

Grappa valdostana, caratteristiche principali

La grappa valdostana è un digestivo amatissimo del territorio: la produzione avviene sia in ambito domestico che in ambito industriale presso distillerie dalle cosiddette vinacce di uve locali, ovvero ciò che resta nel tino dopo la fermentazione o nel torchio dopo la spremitura. Queste vengono conservate sottovuoto per preservarne tutte le caratteristiche organolettiche: molte distillerie usano ancora alambicchi in rame a vapore per ottenere dei distillati di altissima qualità. Per mantenere queste proprietà uniche, durante la distillazione vengono eliminati la “testa” e la “coda” del prodotto, troppo ricchi di odori e di veleni, per mantenerne solo la parte centrale, selezionando di fatto un prodotto d’eccellenza, limpido e forte. La grappa valdostana può essere trasparente se invecchiata in botti di rovere, oppure aromatizzata con erbe e spezie come il ginepro, la genziana, il sambuco.

Grappa valdostana, usi in cucina

La grappa valdostana è un digestivo ideale dopo ricchi pasti a base di specialità locali ed è molto apprezzata dagli estimatori. In cucina può essere usata per profumare anche le castagne in piatti con affettati del territorio, ma il suo utilizzo più frequente è sicuramente nel caffè alla valdostana. Il caffè (di solito di varietà arabica o robusta) viene servito nella coppa dell’amicizia, un contenitore di legno con coperchio e vari beccucci, sempre in numero pari, usato soprattutto in Valle d’Aosta. Dopo averlo versato nel particolare recipiente, viene aggiunto lo zucchero con le scorze d’arancio e di limone, poi si cosparge l’orlo della coppa con lo zucchero, bagnandolo con la grappa e versandone il resto nel caffè. Si appicca il fuoco al liquido, rimestando con un cucchiaio e lasciando bruciare fino a quando lo zucchero sul bordo non sarà caramellato: una volta spenta la fiamma col coperchio i convitati berranno uno dopo l’altro e in senso antiorario, dai diversi beccucci della coppa à la ronde, cioè a turno.

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