Frittelle alle alghe di mare
- DIFFICOLTÀ: Media
- ABBINAMENTO: Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC
- COSTO: Economico
- CUCINA REGIONALE: Campania
- DOSI PER: 4 Persone
- CALORIE: 260 kcal Kcal
- TEMPO: 15 min di preparazione 1h di lievitazione30 min di cottura
Le frittelle alle alghe di mare sono una ricetta particolare, uno sfizio insolito perfetto da proporre come aperitivo durante una cena in compagnia. Croccanti e dorate fuori, morbide dentro, hanno un sapore inaspettato: sanno di mare! Tipiche della cucina napoletana, si preparano a partire da una pastella lievitata – la cosiddetta pasta cresciuta – alla quale si aggiungono le alghe precedentemente reidratate. Ideali anche come antipasto o finger food, si gustano appena tiepide e vanno a ruba. Il segreto del loro successo sta proprio nel contrasto di consistenze e nel profumo che sprigionano.
Che alghe si usano per le frittelle?
Le tradizionali frittelle di alghe napoletane si preparano generalmente con l’ulva lactuca, comunemente nota come lattuga di mare. Si tratta di un’alga verde dal sapore delicato e leggermente iodato, molto diffusa lungo le coste del Golfo di Napoli, dove da sempre viene utilizzata nella cucina locale. Questo secondo la ricetta tradizionale napoletana. In alternativa potete utilizzare la wakame, perché ha un sapore non troppo invadente e la sua consistenza, dopo l’ammollo, diventa morbida e si amalgama perfettamente alla pastella senza risultare gommosa. La wakame è un’alga molto usata nella cucina orientale: la si trova nella zuppa di miso ed è la protagonista dell’omonima insalata che tanto ci piace ordinare al ristorante giapponese. In alternativa si possono usare le alghe nori o la kombu.
Dove comprare le alghe per frittelle?
Le alghe di mare si trovano facilmente in pescheria. In alcuni supermercati si trovano anche surgelate. In alternativa, le alghe più comuni nella cucina cinese (come la wakame, la nori e la kombu) si trovano nei negozi etnici asiatici, dove vengono solitamente vendute secche. Nei supermercati più forniti si possono reperire nel reparto internazionale o in quello biologico, solitamente accanto ad altri prodotti della cucina giapponese come la salsa di soia o il riso per sushi. Potete anche acquistarle online. Una volta a casa, conservatele in un luogo asciutto e al riparo dalla luce: in questo modo si mantengono a lungo.
Ingredienti
- Alghe wakame già reidratate (o lattuga di mare) 80 g
- Farina 00 200 g
- Lievito di birra secco in polvere 1 cucchiaino
- Sale q.b.
- Zucchero 1⁄2 cucchiaino
- Acqua frizzante 100 ml
- Olio di semi di girasole q.b.
Preparazione
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Pulite le alghe, rimuovendo eventuali impurità e tagliandole a pezzetti. Mettetele in una ciotola e lasciatele in ammollo in acqua fredda per almeno 30 minuti, quindi scolatele e asciugatele bene.
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In una ciotola, mescolate la farina, il lievito di birra sciolto in acqua e aggiungete lo zucchero per attivarlo. Aggiungete gradualmente l'acqua, mescolate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Unite le alghe mescolate bene per distribuirle uniformemente nell'impasto, aggiungete il sale. Fate riposare l'impasto per circa 1 ora.
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Trascorso questo tempo, scaldate abbondante olio fino a raggiungere la temperatura di frittura (circa 170°C). Con l'aiuto di due cucchiai, formate delle palline di impasto e tuffatele nell'olio caldo, facendole dorare uniformemente da tutti i lati. Una volta pronte, scolatele su carta assorbente e servitele calde.
Consigli
Per un ottimo risultato, prestate attenzione alla temperatura dell'olio, che deve aggirarsi sui 170-180°C: se è troppo bassa le frittelle assorbono subito troppo olio e risultano pesanti e poco croccanti; se è troppo alta, si bruciano fuori e restano crude dentro. Se avete in casa un termometro da cucina, potete assicurarvi che la temperatura sia corretta. In sua mancanza, potete fare la prova con un pezzetto di impasto: deve risalire in superficie sfrigolando fin da subito. Se volete arricchire il sapore delle frittelle alle alghe di mare potete aggiungere all’impasto un pizzico di zenzero fresco grattugiato. Se volete servirle come finger food per un aperitivo, formate delle palline più piccole, della dimensione di una noce.
Conservazione
Le frittelle alle alghe vanno preferibilmente consumate appena fritte, quando sono ancora calde e croccanti: come tutte le fritture, man mano che si raffreddano perdono la loro consistenza. Se dovessero avanzare, potete conservarle in frigorifero per un giorno e riscaldarle in forno a 180°C per 5-7 minuti prima di servirle, in modo da recuperare parte della loro originale croccantezza. Evitate di scaldarle nel microonde, perché diventerebbero gommose.
Impiattamento
In quanto alla presentazione in tavola, servite le frittelle calde su un piatto da portata disponendole in modo ordinato. Per completare l’impiattamento potete spargere qualche fogliolina di alga essiccata o un pizzico di sesamo nero sopra. Un'idea sfiziosa è accompagnarle con una salsa allo yogurt e lime o con una semplice salsa di soia per intingerle.
Abbinamento
Le frittelle alle alghe di mare si abbinano bene a un aperitivo a base di pesce crudo o al sushi. Se volete accompagnarle con una bevanda, potreste optare per una birra artigianale leggera e fresca, magari una lager giapponese o una pilsner italiana, l'accompagnamento più azzeccato per una frittura come questa. Se preferite il vino, meglio un bianco secco come un Verdicchio.
Domande frequenti
Si possono usare altre alghe oltre la lattuga di mare?
Sì, anche le alghe wakami, nori o le alghe kombu vanno bene per questa ricetta, anche se hanno caratteristiche diverse.
Perché le frittelle risultano troppo dure o gommose?
Solitamente succede se le alghe non sono state ammollate a sufficienza o se l’impasto non è lievitato per il tempo necessario.
Le frittelle alle alghe sono adatte a una dieta vegana?
Sì, la ricetta è completamente vegana: tutti gli ingredienti sono di origine vegetale.
Quanto tempo serve far riposare l'impasto prima di friggere?
Almeno 1 ora di riposo a temperatura ambiente, coperto con un canovaccio, affinché il lievito si attivi e la pastella risulti soffice una volta fritta.