Frutta di Martorana

IStock
  • DIFFICOLTÀ: Media
  • ABBINAMENTO: Marsala DOC
  • COSTO: Economico
  • CUCINA REGIONALE: -
  • DOSI PER: 30 Persone
  • CALORIE: 430 kcal Kcal
  • TEMPO: 1h di preparazione 2h di attesa_totale
VALORI NUTRIZIONALI PER 100 g
Energia 430 kcal
Carboidrati 45 g
di cui zuccheri 40 g
Proteine 9 g
Grassi 23 g
di cui saturi 2 g
Fibre 4 g

La frutta di Martorana è un dolce tipico palermitano che arriva sulle tavole con la stessa naturalezza con cui arriva l’autunno: colorata, profumata, ricalca i frutti veri e porta con con sé secoli di storia e un’arte tutta siciliana, quella di trasformare la pasta di mandorle in piccole sculture commestibili.

Le origini risalgono al monastero della Martorana, dove le suore benedettine del XII secolo modellavano questo impasto con una cura e una perizia tali da decorare gli alberi del chiostro in occasione delle feste. Oggi quella tradizione sopravvive intatta nelle abitazioni e nelle pasticcerie di tutta la Sicilia, e prepararla in casa è un gesto che sa di memoria, di pazienza e di cura.

Cosa sapere prima di iniziare

La frutta martorana richiede pochi ingredienti, ma una certa attenzione nella lavorazione: questa ricetta conta sulla farina di mandorle già pronta, ma se volete farla da zero ricordate di usare mandorle di qualità, possibilmente siciliane. Ricordatevi anche di lavorare tutto finché non raggiunge una consistenza modellabile.

Strumenti necessari

Occorre avere degli stampi in gesso o in silicone a forma di frutta. Se non li si possiede, si può procedere a mano libera, con un po’ di pratica e molta pazienza. Il risultato finale dipende quasi tutto dalla cura con cui si cura ogni dettaglio: la curva di un mandarino, la fossetta di una pesca, il picciolo di una mela. Altra cosa da avere sono coloranti alimentari (in polvere o liquidi) e un pennello da cucina, per ottenere colori uniformi e vivaci, senza appesantire la superficie.

Finitura

Se volete dare un tocco in più, fate asciugare i vostri frutti per 24 ore. Infine, lucidate con della gomma arabica sciolta in poca acqua tiepida: basta spennellarne un velo leggerissimo sulla superficie già colorata e completamente asciutta. In alternativa si può usare gelatina alimentare neutra, che dona ai dolci quell’effetto brillante tipico della frutta appena raccolta.

Di: Caterina Damiano

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Ingredienti

Preparazione

  1. In una ciotola mescolate la farina con lo zucchero a velo.

  2. Aggiungete quindi il glucosio, poi le fialette di mandorla e, infine, i cucchiai di acqua.

  3. Cominciate a fare amalgamare tutti gli ingredientie, quando vedrete che l’impasto comincia a “prendere corpo” continuate a lavorarlo con le mani su un ripiano liscio, avendo cura di raccogliere tutte le briciole che si staccheranno dal composto

  4. Quando avrete ottenuto una consistenza liscia, uniforme e leggermente oleosa, tagliate il composto in tante parti quante sono i tipi di frutti da realizzare. Cospargete gli stampini di farina o usate un foglio di pellicola per non fare attaccare il composto e inserite, esercitando una leggera pressione, la dose di pasta di mandorle necessaria per riempire ciascuno stampo.

  5. Una volta staccati “i frutti” con delicatezza, lasciateli asciugare almeno 2 ore. Procedete con la colorazione cercando di ottenere colori tenui e simili a quelli reali.

Consigli

Non aggiungere troppa acqua: l’impasto deve restare compatto, morbido ma modellabile; Spolvera leggermente gli stampi o usa un foglio di pellicola; Non avere fretta con l’asciugatura: la frutta di Martorana va lasciata riposare prima di essere colorata o lucidata; Per un effetto realistico evita colori troppo uniformi: la vera frutta ha sfumature, punti più chiari e piccole imperfezioni; Usa pennelli sottili per i dettagli: piccole venature e sfumature fanno la differenza nell’effetto finale; Se vuoi una superficie lucida, applica la finitura solo quando il colore è completamente asciutto; Inizia da forme semplici come limoni o arance: fichi, melograni e ortaggi richiedono molta più precisione; Lavora con le mani leggermente umide: aiuta a evitare crepe e impronte troppo evidenti sulla superficie.  

Conservazione

La frutta di Martorana va conservata in un contenitore ermetico, lontano da umidità, fonti di calore e luce diretta, così da mantenere consistenza e colori più a lungo. A temperatura ambiente può durare anche una o due settimane, purché resti ben protetta dall’aria.

Impiattamento

La frutta di Martorana dà il meglio di sé quando viene servita su vassoi semplici, in grado di valorizzarne colori e dettagli senza appesantire la scena. Disporre i dolci mescolando forme e tonalità diverse aiuta a creare l’effetto di una vera cesta di frutta, aumentando l’impatto visivo già al primo sguardo

Abbinamento

La dolcezza intensa della frutta di Martorana si abbina bene a vini liquorosi siciliani come Marsala e Malvasia, ma anche a caffè amari e tè poco zuccherati che aiutano a bilanciare la ricchezza della pasta di mandorle. Nei periodi festivi viene spesso servita insieme ad altri dolci tradizionali siciliani a base di mandorla e pistacchio.

Domande frequenti

Che cos'è la frutta di Martorana?

La frutta di Martorana è un dolce siciliano a base di pasta di mandorle modellata e decorata fino a sembrare vera frutta.

Perché si chiama frutta di Martorana?

Il nome deriva dal monastero della Martorana di Palermo, dove secondo la tradizione le monache iniziarono a prepararla secoli fa.

Quali ingredienti servono per prepararla?

Gli ingredienti principali sono mandorle pelate o farina di mandorle, zucchero a velo, acqua e coloranti alimentari.

La frutta di Martorana è uguale al marzapane?

No. La base è simile, ma la frutta di Martorana ha una lavorazione e una decorazione molto più elaborate.

Che differenza c'è tra marzapane e pasta reale?

In Sicilia i due termini vengono spesso usati come sinonimi, anche se alcune ricette prevedono proporzioni diverse tra mandorle e zucchero.

Quanto tempo serve per prepararla?

La preparazione richiede diverse ore, soprattutto per la fase di modellatura, asciugatura e decorazione.

Serve uno stampo specifico?

Sì, tradizionalmente si utilizzano stampi in gesso o silicone che riproducono frutti e ortaggi.

Quali mandorle sono migliori?

Le mandorle siciliane sono considerate tra le più adatte per aroma e consistenza.

Si può fare senza coloranti?

Sì, utilizzando coloranti naturali ottenuti da ingredienti vegetali, anche se l'effetto realistico cambia.

Come si ottiene l'effetto lucido?

Di solito si usa una finitura con gomma arabica o gelatina alimentare.

Quanto dura una volta pronta?

Se conservata bene può durare diversi giorni, anche fino a due settimane.

Qual è il periodo tradizionale in cui si prepara?

È legata soprattutto alla Festa dei Morti e al periodo di Ognissanti in Sicilia

È un dolce tipico solo di Palermo?

Palermo è la città simbolo, ma la frutta di Martorana è diffusa in tutta la Sicilia.

Esistono versioni moderne?

Sì, oggi molti pasticceri creano anche ortaggi, pesci, dolci e figure decorative.

La frutta di Martorana contiene glutine?

La ricetta tradizionale è naturalmente priva di glutine, ma bisogna verificare eventuali contaminazioni.

È molto calorica?

Sì, essendo composta principalmente da mandorle e zucchero ha un apporto calorico elevato.

Si può fare senza zucchero?

Esistono versioni alternative, ma la consistenza cambia molto rispetto alla ricetta tradizionale.

Qual è la differenza con la frutta realistica moderna?

La frutta realistica moderna usa mousse, creme e cioccolato, mentre la frutta di Martorana è fatta quasi interamente di pasta di mandorle.

Dove si compra la migliore frutta di Martorana?

Molte storiche pasticcerie siciliane la producono artigianalmente, soprattutto a Palermo.

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