Tra i panini più buoni del mondo c’è un italiano, ma forse non è quello che ti aspetti

Tra i panini più buoni del mondo ce n’è uno italiano che arriva dal mare e conquista la top 10 di TasteAtlas con una tradizione sorprendente

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C’è un italiano tra i panini più buoni del mondo, e non è quello che verrebbe spontaneo immaginare pensando ai grandi classici da salumeria o alle icone dello street food più conosciute. È una presenza che sorprende, perché parla di mare più che di terra, di mani unte d’olio più che di formaggi filanti, di tradizione popolare più che di locali alla moda.

Nelle prime posizioni di una delle classifiche gastronomiche più consultate a livello internazionale, l’Italia compare con il panino col polpo, una specialità che nasce lontano dai riflettori, in porti e chioschi, tra griglie roventi e pane caldo. Non è un panino qualunque, e non è nemmeno quello che molti si aspetterebbero di vedere competere con giganti globali come il döner, il bánh mì o il lobster roll.

La classifica dei panini più buoni del mondo

Ma andiamo per ordine: quella di cui stiamo parlando è la classifica di  Taste Atlas, atlante gastronomico che raccoglie e analizza valutazioni su piatti tradizionali da tutto il mondo, pubblicano periodicamente una classifica dei panini più apprezzati in base ai voti degli utenti verificati.

Quest’anno, Taste Atlas ha abbondantemente premiato l’Italia: fra le cucine mondiali troneggia quella tricolorele migliori città dove mangiare vedono al primo posto Napoli, la Campania ha vinto fra le regioni e i tajarin al tartufo sono ufficialmente la pasta più amata. Non stupisce, dunque, la presenza di un italiano nella top ten dei panini:

  1. Tombik Döner
  2. Bánh mì heo quay
  3. Bánh mì
  4. Maine-style Lobster Roll
  5. Panino col polpo
  6. Shawarma
  7. Bánh mì thịt
  8. Arepa reina pepiada
  9. Texas Brisket Sandwich
  10. Pan con chicharrón.

Il punteggio di questa classifica è calcolato attraverso un sistema che filtra le valutazioni considerate inattendibili e pesa maggiormente quelle provenienti da utenti abituali e riconosciuti come affidabili, restituendo così una media che riflette il gradimento reale e costante nel tempo.

Il panino col polpo, eccellenza italiana

Quinto al mondo in una classifica dominata da icone dello street food internazionale, il panino col polpo rappresenta una delle espressioni più immediate e riconoscibili della cucina costiera italiana. È un cibo che nasce nei porti dell’Adriatico, soprattutto in Puglia.

Il polpo viene tradizionalmente bollito o arrostito, condito con olio extravergine, agrumi e prezzemolo, e poi adagiato in un pane semplice, spesso appena scaldato.

La forza di questo panino sta tutta nella materia prima e nella lavorazione essenziale, che esalta consistenza e sapore senza bisogno di sovrastrutture.

Il suo ingresso nella top ten mondiale racconta quanto una preparazione legata a gesti antichi e a contesti popolari possa competere, in termini di gradimento, con specialità nate in metropoli o diventate simboli globali. Non è una reinterpretazione moderna, né una creazione gourmet, ma un prodotto che porta con sé il profumo del mare e una ritualità fatta di attese, cotture lente e manualità esperta.

I primi in classifica

Davanti a lui, sul podio, si collocano tre panini che rappresentano mondi gastronomici molto diversi: il Tombik Döner turco, versione compatta e riccamente farcita del kebab servita in un pane rotondo e morbido; il Bánh mì heo quay, con la sua combinazione di carne di maiale arrosto, verdure in agrodolce ed erbe aromatiche racchiuse in una baguette croccante; e il Bánh mì "classico", sintesi della tradizione vietnamita e dell’eredità francese.

Gli altri italiani in classifica

Oltre al quinto posto conquistato dal panino col polpo, la presenza italiana nella lista di Taste Atlas continua più in basso con altre specialità che raccontano tradizioni regionali molto diverse tra loro. Al tredicesimo posto compare il panino con la porchetta, simbolo dello street food dell’Italia centrale, legato soprattutto al Lazio e all’Umbria.

Alla posizione numero venti si trova la mozzarella in carrozza, nella sua versione "da passeggio", che trasforma un grande classico della cucina napoletana in formato sandwich.

Scorrendo ancora la graduatoria, al cinquantesimo posto appare la zingara di Ischia, farcita con salumi, formaggi e verdure, mentre all’ottantesimo si incontra il panino con la mortadella, emblema della tradizione emiliana.

Subito dopo, all’ottantunesimo posto, viene segnalata la puccia pugliese, pane tipico del Salento che negli anni è diventato base per farciture sempre più varie, senza perdere il legame con la sua origine contadina.

Una distribuzione che attraversa tutta la penisola e che mostra come, anche in una classifica globale dominata da preparazioni iconiche di altri continenti, la cucina italiana continui a essere riconosciuta e apprezzata nella sua dimensione più quotidiana e popolare.

Un patrimonio gastronomico che, riconosciuto dall’UNESCO come bene culturale immateriale, trova spazio non solo nei grandi piatti della tradizione, ma anche in quelle forme semplici e immediate che, racchiuse in un pane, riescono a raccontare identità, territori e memoria collettiva.

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