Spaghetti alle vongole e saute di cozze a rischio: strage di molluschi per il mare surriscaldato
Coldiretti lancia l'allarme: il caldo record del mare sta uccidendo cozze e vongole italiane. Cosa succede negli allevamenti e come tutelarsi al momento dell'acquisto
- Il Mediterraneo si riscalda più della media globale e l'innalzamento termico riduce l'ossigeno nelle acque, causando morie nei molluschi.
- Delta del Po e lagune costiere registrano i danni peggiori con perdite fino al 90% e sospensione delle vendite di prodotti Dop.
- Effetti si estendono a sardine e acciughe per la diminuzione di plancton; serve monitoraggio, gestione idraulica e ricerca su specie resistenti.
Una spaghettata alle vongole in riva al mare, un sauté di cozze fumante da condividere: sono i sapori dell’estate italiana per eccellenza. Eppure quest’anno trovarli sul menù potrebbe diventare sempre più complicato, e il motivo va cercato sotto la superficie dell’acqua.
Il Mediterraneo si sta scaldando a una velocità superiore alla media globale e le conseguenze arrivano dritte nel piatto. A lanciare l’allarme sono Coldiretti Pesca e Confcooperative Fedagripesca, che parlano di una vera emergenza per la pesca e l’acquacoltura italiana.
- Perché il mare caldo uccide cozze e vongole?
- Delta del Po, l'epicentro della crisi
- A rischio anche sardine e acciughe
- Come portare i molluschi in tavola senza rischi
Perché il mare caldo uccide cozze e vongole?
Ma cominciamo da una realtà scientifica. Per chi non lo sapesse, un’acqua più calda trattiene meno ossigeno. Per i molluschi, che vivono ancorati ai fondali o alle reti degli allevamenti senza potersi spostare verso zone più fresche, questo si traduce in una condizione di sofferenza che può diventare fatale.
Quando poi alle temperature elevate si sommano lo scarso ricambio idrico delle lagune e la proliferazione di microalghe, si arriva all’anossia: la carenza di ossigeno che soffoca interi allevamenti.
I dati del servizio europeo Copernicus fotografano un’estate anomala, con la superficie del mare arrivata in alcune zone a sei gradi sopra la media stagionale. Secondo le stime delle associazioni di categoria, gli effetti del cambiamento climatico costano al comparto ittico italiano circa 200 milioni di euro all’anno, tra morie, raccolti perduti e costi di produzione in aumento.
Delta del Po, l’epicentro della crisi
La situazione più drammatica si registra tra Veneto ed Emilia-Romagna. Nelle lagune del Delta del Po l’acqua ha superato i 30 gradi e nella Sacca degli Scardovari, in provincia di Rovigo, la vendita delle celebri Cozze di Scardovari Dop è sospesa da fine giugno per i segnali di sofferenza dei mitili. Poco più a sud, nella Sacca di Goro, le perdite di vongole allevate avrebbero raggiunto in alcune zone il 90 per cento.
I pescatori descrivono una laguna trasformata in una pentola, invasa dalle alghe che sottraggono ossigeno all’acqua. Un colpo durissimo per un territorio già messo alla prova negli ultimi anni dall’invasione del granchio blu, il vorace predatore che si nutre proprio di molluschi. Segnali di sofferenza arrivano anche dalla Campania, con i primi casi di moria nei vivai del Golfo di Napoli e di Pozzuoli e nei laghi Fusaro e Miseno.
A rischio anche sardine e acciughe
Il problema va oltre le cozze e le vongole. Le acque più calde riducono la produzione di plancton, l’alimento alla base della catena alimentare marina: meno nutrimento significa maggiori difficoltà di crescita e riproduzione per sardine e acciughe, con una minore sopravvivenza delle larve. In gioco ci sono le alici marinate, le sarde alla griglia e un pezzo intero della dieta mediterranea.
Lungo la costa marchigiana preoccupa inoltre la formazione di mucillagini, gli aggregati gelatinosi favoriti dal caldo che intasano le reti e riducono l’ossigenazione dei fondali. Gli operatori chiedono monitoraggi in tempo reale, una migliore gestione idraulica delle lagune e investimenti nella ricerca di specie e tecniche più resistenti alle nuove condizioni del mare.
Come portare i molluschi in tavola senza rischi
Con un mare così caldo, le regole di sempre valgono ancora di più. Cozze e vongole vanno acquistate esclusivamente confezionate, con etichetta, tracciabilità e bollo sanitario del centro di depurazione. Il consumo da crudo è da evitare: né il limone né l’aceto eliminano i batteri eventualmente presenti.
Prima della cottura vanno scartati i molluschi con le valve già aperte, mentre dopo la cottura vanno eliminati quelli rimasti chiusi. Bastano queste attenzioni per godersi in sicurezza uno dei grandi piaceri dell’estate, sperando che il mare conceda ancora a lungo i suoi frutti migliori.
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