I gamberi crudi possono nascondere più rischi di quanto si pensi: cosa sapere
Secondo un recente studio, il virus presente nei gamberi si potrebbe trasmettere all'uomo e provocare una seria e grave malattia oculare.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Microbiology, il virus presente nei gamberi potrebbe essere molto pericoloso per l’essere umano. Nello specifico, potrebbe essere la causa di una malattia che può provocare la perdita della vista. Fino a oggi, questa patologia era collegata solo a patogeni umani ben conosciuti come herpes o rosolia.
Lo studio sul virus nei gamberi
Che i gamberi fossero in grado di accumulare agenti patogeni e tossine provenienti dall’ambiente marino o dagli allevamenti era cosa nota, ma che potessero trasmettere il Covert mortality nodavirus (CmNV) è una scoperta recente. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Microbiology, questo virus non è pericoloso solo per il comparto zootecnico, ma è potenzialmente dannoso pure per l’essere umano.
Sembra, infatti, che il CmNV, noto semplicemente come Nodavirus, sia la causa dell’uveite anteriore virale con ipertensione oculare persistente (Poh-Vau), una grave infiammazione dell’occhio che può provocare pure la cecità. Non a caso, lo studio è partito proprio dall’osservazione di pazienti affetti da forme atipiche della patologia.
Tramite tecniche di sequenziamento genetico avanzato, i ricercatori hanno individuato particelle virali insolite all’interno di campioni prelevati dagli occhi dei malati. L’analisi ha evidenziato che la struttura non era la stessa di quella dei virus umani, ma aveva un corredo genetico identico al CmNV. Una scoperta non indifferente, visto che fino a oggi il virus è sempre stato collegato al settore dell’acquacoltura e non al genere umano.
Il test sugli animali
Per avere conferme, i ricercatori hanno isolato il virus dai campioni umani e lo hanno inoculato ai topi. I risultati hanno avvalorato la prima scoperta: i ratti hanno sviluppato sintomi simili a quelli degli esseri umani, compresa l’infiammazione dei tessuti oculari. Inoltre, lo studio ha dimostrato che l’agente patogeno è in grado di replicarsi nelle cellule dalla retina umana in vitro. Questo significa che è assai probabile che il salto di specie, in gergo tecnico spillover, sia già in corso.
Cos’è l’uveite?
L’uveite anteriore virale con ipertensione oculare persistente, più semplicemente Poh-Vau, è una patologia seria che, se non trattata velocemente, può portare al glaucoma e alla perdita della vista. Questo perché non è soltanto un’infiammazione dell’occhio, ma di mezzo c’è anche l’aumento della pressione intraoculare.
Se non si interviene tempestivamente, la malattia va a intaccare il nervo ottico e, a questo punto, il danno è irreparabile. È bene sottolineare ancora una volta che, fino a oggi, questa malattia era collegata soprattutto a patogeni umani come herpes e rosolia, mentre adesso sappiamo che potrebbe essere anche causata dal virus trovato nei gamberi.
La situazione in Italia
Al momento, in Italia non ci sono rischi legati al Nodavirus causato dal consumo di gamberi o altri crostacei. Il virus marino è stato rilevato in Cina e il salto di specie sembra già in atto, ma per ora la situazione sembra essere limitata e non interessarci in maniera diretta. Inoltre, lo studio pubblicato sulla rivista Nature Microbiology necessita di ulteriori riscontri per essere validata come prova scientifica.
Anna Toffan, responsabile del Laboratorio di referenza dell’Oms per la Sanità Animale per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci marini presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), ha dichiarato: "Da anni studiamo questi virus. Alla luce delle conoscenze attuali i Betanodavirus non possono infettare l’uomo in quanto non sono in grado di moltiplicarsi alle temperature corporee tipiche dei mammiferi. Inoltre, i controlli sanitari a livello nazionale sono in grado di garantire la salubrità dei prodotti ittici e la sicurezza dei consumatori. Allo stato attuale, quindi, non si configura alcun rischio reale in Italia associato al consumo di pesce e crostacei".
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