Artigianale o indipendente? Alla scoperta di qual è la pizza più costosa (e del perché)

Le pizze artigianali o indipendenti sono sinonimo di qualità, ma bisogna necessariamente fare una distinzione, anche per quel che riguarda il prezzo.

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Tre prelibati gusti di pizza su tagliere di legno

Che scegliate pizze artigianali o indipendenti, il gusto è sempre assicurato. A differenza di quelle industriali, fatte in serie e invitanti solo "sulla carta", queste sono quasi sempre sinonimo di qualità e bontà. Eppure, una è più costosa dell’altra.

Pizze artigianali o indipendenti: cosa cambia?

La pizza è uno dei cibi più amati al mondo, questa non è una novità, ma pochi sanno che oggi le pizze si possono dividere anche in artigianali o indipendenti. Tralasciando i prodotti industriali, quelli che generalmente troviamo al supermercato, belli e gustosi in copertina e assolutamente deludenti una volta tirati fuori dalla confezione, concentriamoci sugli altri.

Solitamente, le pizze artigianali sono quelle fatte a mano, con cura e ingredienti selezionati. Le indipendenti, invece, pur essendo sempre fatte a mano, puntano soprattutto alla sperimentazione dei gusti e ad abbinamenti diversi dal solito. Non a caso, vengono definite anche gourmet. Spesso, i pizzaioli nostrani propongono entrambe le ‘versioni’, offrendo ai clienti sia i grandi classici che specialità della casa decisamente più audaci.

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Gustose pizze in cottura nel forno a legna

Tradizione Vs innovazione: i dati

Chiarita la differenza tra pizze artigianali e indipendenti, una domanda sorge spontanea: cosa preferiscono gli italiani? Secondo un sondaggio condotto dalla Guide to the Best Pizzerias in the world per la classifica 50 Top Pizza 2025, la tradizione vince a mani basse: il 60% dei clienti sceglie la margherita.

Sicuramente, la creatività del pizzaiolo gioca un ruolo importante, dando pure un certo valore al locale, ma la prima scelta resta sempre quella classica. Nelle pizzerie artigianali, le preferenze sono:

  • margherita con fior di latte: 60%;
  • creativa: 30%;
  • margherita con bufala: 10%.

In seconda scelta, la situazione cambia poco:

Margherita con bufala: 40%;
Margherita con fior di latte: 40%;
Creativa: 20%.

Spostandosi nelle pizzerie indipendenti, i gusti dei consumatori sono più audaci, anche se la vincitrice resta sempre la margherita. In prima scelta, abbiamo:

  • margherita con fior di latte: 45%;
  • creativa/stagionale: 25%;
  • signature: 20%;
  • menù degustazione: 10%.

Cambiano le preferenze per la seconda scelta:

  • creativa/stagionale: 45%;
  • margherita con bufala: 40%;
  • signature: 15%.

Quali sono le pizze più care?

Ovviamente, pizze artigianali e indipendenti non hanno lo stesso prezzo. Nel primo caso, lo scontrino medio si attesta intorno ai 19,65 euro, una cifra accessibile a gran parte della popolazione. Nel secondo caso, invece, i costi lievitano: il 65% delle pizzerie presentano un conto superiore a 20 euro, quasi sempre nella fascia 31/40 euro.

È bene sottolineare che gli scontrini alti si riferiscono quasi sempre a pizze che rientrano in un percorso gastronomico ben preciso o in veri e propri format esperienziali. Insomma, il classico gourmet a cui tutti, prima o poi, cedono, anche solo per curiosità. Inoltre, spesso si tratta di ingredienti ricercati, che di certo hanno un prezzo maggiore rispetto a quelli che possiamo definire "basic".

In ogni modo, il sondaggio evidenzia che la cara e vecchia margherita classica, quindi con pomodoro e fior di latte, resta la regina della tavola. Al massimo, si sostituisce il latticino con il ‘fratello’ di bufala. Un vero e proprio comfort food, che rappresenta pure una certezza. I dati, però, sottolineano anche un’altra tendenza: la curiosità per gli abbinamenti innovativi. Non a caso, il totale di coloro che scelgono versioni creative e signature è del 45%.

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