La Bonnotte è la patata più costosa: raggiunge cifre da alta gastronomia
La patata più cara del mondo, che può davvero raggiungere cifre esorbitanti, è francese: si chiama Bonnotte e se ne producono solo poche quantità l'anno.
Negli ultimi tempi, vi sarà sicuramente capitato di andare dal fruttivendolo e restare scioccati dal rincaro delle patate. Ebbene, questi prezzi sono nulla davanti a quello della patata più costosa al mondo, la Bonnotte, una particolare varietà coltivata sull’isola francese di Noirmoutier. Un cibo di lusso, che solo pochissimi eletti possono permettersi, ma il costo esorbitante ha davvero ragion d’essere o è un semplice business d’élite?
Qual è la patata più costosa al mondo?
Probabilmente, se avete sentito parlare della Bonnotte è solo per il suo prezzo folle. Stiamo parlando, infatti, della patata più costosa al mondo, che nel 1996 è stata venduta all’asta a 1.201 dollari al chilo. Ma, per capire se il suo costo esorbitante è giustificato o meno dobbiamo analizzarla un po’ più da vicino.
Originaria di Barfleur, nel dipartimento della Manche, questa antica varietà di patate è stata introdotta nell’isola di Noirmoutier intorno al 1920. Negli anni Sessanta, quando la meccanizzazione delle campagne è diventata pervasiva, la sua coltivazione è quasi del tutto scomparsa.
Oggi, nell’isola francese, dei 550 ettari di terreno dedicati alla produzione di patate, soltanto 5 sono coltivati con la Bonnotte. Sicuramente, vi starete chiedendo perché, visto che parliamo della varietà più costosa al mondo. Il motivo è molto semplice: è di piccole dimensioni, è molto, molto delicata e si può raccogliere solo a mano.
Le particolarità della Bonnotte
Non è un caso se la Bonnotte è la patata più cara del mondo e la sua coltivazione giustifica (in parte) il suo costo folle. Innanzitutto, vengono raccolte nei primi giorni di maggio, prima della loro maturazione, tre mesi dopo la semina, a mano, una per una, perché sono molto delicate.
Di piccole dimensioni, simili alle nostre novelle, hanno una buccia piuttosto sottile. Sono rotonde e di consistenza compatta, con una pastosità che difficilmente si trova nelle altre varietà. La forma, però, non è la sua particolarità più interessante. È il terreno su cui crescono, probabilmente, a dargli quella marcia in più che le rendono uniche al mondo. Oltre a essere sabbioso, è ricco do alghe focus, responsabili proprio del loro sapore così singolare. Poi, non bisogna sottovalutare l’influenza del mare, che gli dà un gusto naturalmente sapido.
Considerando che la coltivazione sull’isola di Noirmoutier occupa solo 5 dei 550 ettari dedicati al tubero, la raccolta non può che essere esigua: massimo 20 quintali. Vien da sé che si trovano in vendita solo per una manciata di giorni, 15 a essere più che generosi. Tra l’altro, devono essere consumate entro un paio di giorni e non bisogna cuocerle eccessivamente.
Dal sapore al prezzo
Quanti hanno avuto la fortuna di assaggiare queste patate francesi, parlano di un sapore molto particolare, salato ma delicato, con un retrogusto di noce o nocciola. Il prezzo è l’unica nota dolente. Nel 1996, in una vendita all’asta, hanno raggiunto la cifra record di 1.201 dollari/kg, ma oggi il suo costo è di circa 600 dollari al chilo. A occuparsi della produzione e del commercio è la Cooperativa Agricola di Noirmoutier, la stessa che ogni anno organizza feste ed eventi in onore di sua maestà La Bonnotte.