Il modo corretto di conservare il pane senza comprometterne gusto e consistenza
Mai conservare il pane nei sacchetti di plastica, è meglio la carta. Poi, se volete mantenere la freschezza a lungo, la cera d'api è il trucco migliore.
Se conservate ancora il pane in sacchetti di plastica, state sbagliando. Molti dei nostri nonni, specialmente quelli che vivevano in città, lo facevano con la convinzione che le pagnotte durassero più a lungo, ma la realtà è completamente diversa. In questo modo, non si perde solo la naturale fragranza, ma si accelera anche la proliferazione di muffe e batteri.
Pane e plastica: perché non vanno d’accordo?
Il pane appena sfornato, con la crosta fragrante e la mollica morbida, è una gioia per il palato. Se fatto con farine di qualità e lievito madre, non necessita neanche di ‘farciture’: è buono così com’è, al naturale. Poi, se volete trasformarlo in un piatto da fare invidia alle preparazioni che oggi definiscono gourmet, basta aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva e si raggiunge l’estasi.
Questa goduria, però, potrebbe diventare un miraggio se il pane viene conservato nel modo sbagliato. L’errore più comune? Metterlo nei sacchetti di plastica. Qualcuno, addirittura, chiude la busta pensando che la pagnotta si mantenga fresca più a lungo. Niente di più sbagliato, visto che la plastica blocca l’umidità all’interno del sacchetto, creando l’ambiente ideale per la proliferazione di muffe e batteri.
Tralasciando il fatto che il pane tende a deteriorarsi più velocemente, umidità e assenza di circolazione d’aria non fanno altro che renderlo gommoso. Quindi, addio alla croccantezza della crosta e alla mollica che si scioglie in bocca.
Come conservare il pane?
Considerando che la plastica è una grande nemica del pane, nonché dell’ambiente, la scelta ideale per la conservazione è una e ci viene pure fornita dai panettieri al momento della vendita: il sacchetto di carta. Innanzitutto, bisogna considerare che la carta è traspirante, quindi l’umidità non viene intrappolata e la pagnotta continua a ‘respirare’.
Questo, in termini pratici, permette al pane di mantenersi in salute, ossia croccante fuori e morbido all’interno. Poi, oggi come non mai, è doveroso sottolineare che la carta è solitamente biodegradabile, quindi molto meno impattante della plastica.
Affinché resti fresco più a lungo, però, è necessario avere alcuni accorgimenti. In primis, è bene conservarlo in un ambiente fresco e asciutto, lontano da fonti di calore, compresi i raggi diretti del sole. Poi, bisogna tagliarlo al momento, solo quando serve perché mantenerlo nella sua interezza aiuta a preservare la sua naturale umidità.
Se avete la certezza di non consumarlo tutto entro qualche giorno, potete congelarne una parte subito dopo l’acquisto. In questo caso, è necessario tagliarlo a fatte e metterlo in congelatore già porzionato. All’occorrenza, non dovete fare altro che tirarlo fuori e metterlo in forno ancora ‘ghiacciato’: sembrerà appena sfornato.
Il trucco furbo
Per mantenere il pane fresco più a lungo possibile, molte persone acquistano appositi contenitori che garantiscono una certa traspirabilità. Tuttavia, non sempre fanno quello che promettono, ergo: non funzionano alla perfezione (talvolta, sono solo uno spreco di denaro e di spazio). Un’alternativa davvero valida, che tra l’altro si può usare anche per altri alimenti, è il panno di cotone in cera d’api.
La cera d’api ha tante proprietà interessanti. Innanzitutto, è idrofoba, quindi respinge l’umidità e protegge i cibi dall’eccesso di acqua esterna, rallentando fenomeni tipo il deterioramento precoce o l’ammollamento. Poi, essendo traspirante, permette agli alimenti di mantenere un equilibrio naturale, evitando sia la secchezza eccessiva che la formazione di condensa.
Ciliegina sulla torta, crea un ambiente meno favorevole allo sviluppo di muffe e batteri, quindi conserva più a lungo di altri ‘materiali’. Poi, considerate che i sacchetti di cotone in cera d’api sono riutilizzabili per circa un anno, quindi consentono pure un risparmio economico.
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