Quello che ti blocca davanti al cibo con degli insetti non è affatto il sapore
Se il solo pensiero di mangiare gli insetti vi provoca disgusto, sappiate che si tratta solo di un limite mentale: a dirlo è un nuovo studio portoghese.
- Un studio portoghese indica che il rifiuto degli insetti alimentari nasce soprattutto dal pregiudizio, più che da un reale problema di gusto.
- Su 38 adulti, i ricercatori hanno misurato reazioni fisiologiche durante l'assaggio di barrette con insetti e ai cereali, osservando maggiore attenzione e attivazione.
- Alla fine quasi tutti hanno preferito la barretta con insetti, suggerendo che l'esposizione diretta possa abbattere il blocco mentale.
Se siete reticenti o schifati dagli insetti, un nuovo studio portoghese potrebbe aiutarvi a oltrepassare l’ostacolo. Sembra, infatti, che per mangiare queste prelibatezze non si debba superare tanto la prova gusto (chi l’ha assaggiati l’ha giudicati buoni o comunque mangiabili), quanto un blocco mentale.
Lo studio sugli insetti
Mangiare insetti, specialmente per noi italiani, è un’eresia. Magari, una minima parte della popolazione potrebbe anche ritenerla un’esperienza allettante, ma la stragrande maggioranza rifiuta categoricamente perfino la semplice pubblicità di farina di grillo & Co. Un nuovo studio, però, ci dice che non è tanto il sapore a bloccarci, quanto il pregiudizio.
Anche questa volta, quindi, il blocco è più mentale che reale. La ricerca, condotta da Andreia C. B. Ferreira dell’Università di Beira Interior (Portogallo) e pubblicata sul Journal of Neuroscience, Psychology and Economics, è arrivato a una conclusione molto interessante: quanti sono restii a mangiare gli insetti potrebbero apprezzare l’esperienza più di quanto si aspettano e, di conseguenza, decidere di inserirli nella propria dieta.
Il test "a sorpresa"
Per capire come si è arrivati a questa conclusione, bisogna necessariamente partire dal test che il team portoghese ha effettuato su 38 adulti di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Nessuno di loro aveva mai provato prima cibi a base di insetti e, prima di iniziare la prova, sono stati chiamati a riempire un questionario sulla loro conoscenza e opinione riguardo a questi prodotti.
Successivamente, i partecipanti hanno assaggiato due barrette, una proteica a base di insetti e un’altra ai cereali. Alcuni erano consapevoli di ciò che stavano mangiando, mentre altri sapevano che stavano consumando snack con insetti. Nel frattempo, i ricercatori registravano le loro risposte fisiologiche tramite elettroencefalografia (EEG) ed elettrocardiografia (ECG).
Da un punto di vista fisico, i ricercatori hanno notato che tutti i partecipanti hanno posto più attenzione al consumo delle barrette a base di insetti. Non a caso, hanno rilevato un aumento dell’eccitazione e della frequenza cardiaca durante il ‘banchetto’. Attenzione perché qui arriva il bello: questi parametri sono stati riscontrati anche quando le persone non sapevano che stavano mettendo in bocca snack con insetti.
Il peso del pregiudizio
Al termine del test, quando i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti quale fosse la loro barretta preferita, quasi tutti hanno scelto quella a base di insetti. La ricerca portoghese, quindi, dimostra che il blocco che si ha nei riguardi di larve, locuste e grilli è soprattutto mentale. In altre parole, se dovessimo scegliere con il gusto alimenti di questo tipo sarebbero già finiti sulle nostre tavole.
Questo significa che il pregiudizio, come accade anche in altri campi, ha un peso non indifferente. Stavolta, però, si potrebbe facilmente aggirare l’ostacolo. A dirci come sono stati proprio i ricercatori: con l’esposizione diretta che, come dimostrato durante il test, abbatte ogni ‘limite’ (pure mentale).
In effetti, questa potrebbe davvero essere la strategia giusta: quante volte, ad esempio, ci ritroviamo ad apprezzare un alimento perché non conosciamo tutti gli ingredienti? Magari nel mezzo ci sono anche cibi che, in condizioni normali, bocceremmo con disgusto. Forse, la prossima volta che ci offriranno una pietanza ‘strana’ dovremmo pensarci prima di optare per un categorico "no, non mi piace".
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