Spaghetti al supermercato, il dato sul cadmio: ecco cosa dice il test
La rivista francese 60 Millions de Consommateurs ha analizzato 18 confezioni di spaghetti, compresi noti brand italiani, e quasi in tutti i prodotti ha trovato cadmio.
- Un’indagine francese segnala tracce di cadmio in molti spaghetti, compresi alcuni marchi italiani, pur senza superare i limiti europei.
- Il metallo può arrivare nei cereali dal terreno e diventare un tema soprattutto per l’esposizione ripetuta, più che per la singola porzione.
- Tra i prodotti analizzati emergono differenze marcate, con la pasta integrale più esposta e alcuni spaghetti senza glutine e proteici valutati in modo migliore.
Un’attenta analisi francese ha acceso i riflettori sul cadmio negli spaghetti: tra i prodotti indagati ci sono anche alcuni marchi italiani che, purtroppo, non hanno registrato un buon punteggio. Una domanda sorge spontanea: come ci è finito questo metallo pesante nelle confezioni di pasta? La risposta è più semplice di quanto si possa pensare.
- L'indagine di 60 Millions de Consommateurs
- Perché c'è il cadmio negli spaghetti?
- Le marche di spaghetti con più cadmio
L’indagine di 60 Millions de Consommateurs
La rivista francese 60 Millions de Consommateurs ha condotto un’indagine molto interessante, volta ad analizzare gli spaghetti che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole. Tra i prodotti analizzati ci sono anche diversi marchi italiani, nello specifico Barilla, De Cecco e Rummo, ma procediamo per gradi.
I vari test di laboratorio hanno analizzato la pasta sotto diversi aspetti: presenza di metalli pesanti, pesticidi e micotossine, profilo nutrizionale, composizione e comportamento dopo la cottura. Il risultato che lascia maggiormente sconcertati è quello sul cadmio, presente in quasi tutti i prodotti testati. Sia chiaro, in nessuna confezione è stato rilevato un livello non conforme ai limiti consentiti dalle normative europee, ma questo non significa che il dato non debba indurre a qualche riflessione.
Perché c’è il cadmio negli spaghetti?
Il cadmio è un metallo pesante classificato come cancerogeno, mutageno e tossico per la riproduzione. Ma, come ci finisce negli spaghetti? Semplice: può essere presente naturalmente nei terreni e, di conseguenza, arrivare nei cibi tramite le colture. Ad essere interessati, quindi, sono soprattutto i prodotti a base di cereali, tra cui pane, riso e pasta.
Come altri metalli tipo il nichel, il cadmio ‘agisce’ per accumulo. Questo significa che non è la singola porzione di spaghetti a essere dannosa, ma l’esposizione ripetuta nel tempo. Tornando all’analisi di 60 Millions de Consommateurs, il problema più rilevante riguarda le differenze piuttosto marcate tra un prodotto e l’altro.
Il test ha evidenziato che nel grano duro si riscontra un contenuto medio di 0,056 mg/kg di cadmio, un valore comunque molto inferiore al limite europeo di 0,18 mg/kg, che scende a 0,034 mg/kg nel grano tenero.
Le marche di spaghetti con più cadmio
Tra i 18 spaghetti analizzati in laboratorio dalla rivista francese, quelli che hanno ottenuto il risultato peggiore per quel che riguarda il cadmio sono gli integrali Barilla, con ben 0,071 mg/kg. È doveroso sottolineare che la pasta integrale, non essendo raffinata, è più a rischio. Questo perché il cadmio tende ad accumularsi soprattutto negli strati più esterni del cereale, che nella pasta tradizionale vengono eliminati in parte durante la raffinazione.
Attenzione, però, perché la pasta integrale non va demonizzata: dal punto di vista nutrizionale, è quella che presenta il maggiore contenuto di fibra. Andando avanti con i risultati del test, troviamo gli spaghetti De Cecco n.12 che, pur avendo ottenuto un punteggio complessivo di 14,2/20, hanno ottenuto un giudizio molto negativo per il cadmio.
Punteggio totale maggiore per gli spaghetti Barilla Protein+, che hanno raggiunto 15,2/20, conquistando una delle posizioni migliori del test anche per quel che riguarda il cadmio, dove hanno riscontrato un giudizio molto positivo. Buona pure la quota cadmio degli spaghetti Barilla senza glutine, che però hanno conquistato un punteggio complessivo inferiore, 11,9 su 20.
Infine, abbiamo gli spaghetti Rummo senza glutine n. 3 che hanno raggiunto il punteggio di 14,2/20, con un giudizio negativo sul cadmio e una segnalazione per la presenza di arsenico.
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