Amatriciana con il chorizo: la ricetta americana scatena la polemica
Polemica infuocata tra America e Italia per l'amatriciana con il chorizo: gli americani sostengono che gli italiani non noterebbero la differenza.
- Il New York Times ha scatenato polemiche con una presunta amatriciana preparata con chorizo al posto del guanciale, irritando i difensori della cucina romana.
- La sostituzione ha acceso il dibattito perché modifica gusto, ingredienti e identità del piatto, trasformandolo in una ricetta diversa da quella tradizionale.
- Sui social sono arrivate soprattutto critiche, con molti utenti che hanno contestato il nome scelto e difeso la fedeltà alla versione originale.
Gli americani hanno colpito ancora, questa volta presentando sui social una versione più che discutibile dell’amatriciana: niente guanciale, ci va il chorizo. A ‘sponsorizzarla’ non è stato un utente qualunque, ma il New York Times che ha fatto l’errore (non potremmo definirlo altrimenti) di chiamarla proprio "Pasta Amatriciana", aggiungendo dopo i classici puntini di sospensione "But With Smoky Chorizo".
L’amatriciana della discordia
A una manciata di giorni da uno degli anniversari più tristi della storia nostrana, quello del terremoto del Centro Italia, l’America ha pensato bene di dare uno schiaffo culinario a una delle città più colpite dal sisma, Amatrice. Come? Semplice, stravolgendo, anzi uccidendo l’amatriciana.
Il profilo social del New York Times ha titolato così un piatto di pasta che, all’apparenza, non ha nulla di diverso da quello originale: "Pasta Amatriciana… But With Smoky Chorizo". Non contento, il noto quotidiano ha aggiunto una didascalia più che discutibile: "Potrebbe non essere tradizionale, ma un utente ha scritto che l’ha preparata per la ‘sorella italiana hardcore’ che diceva che il chorizo non poteva avere un posto in un piatto di pasta e lei ha chiesto il piatto una seconda e poi una terza volta!!!".
Ora, non ce ne voglia il New York Times né un tale Kevin Pang che ha inventato la ricetta, ma l’amatriciana proposta da loro non è l’amatriciana. Su questo non si discute e no, non accettiamo il loro "potrebbe non essere tradizionale". Non è tradizionale e basta.
La polemica sul chorizo
L’amatriciana americana, com’è normale che sia, ha creato una polemica social non indifferente, soprattutto tra quanti amano la vera cucina italiana così com’è, senza stravolgimenti. Il fattore che ha scatenato l’inferno è soprattutto uno: la sostituzione del guanciale con il chorizo. In Italia si grida allo scandalo se si usa la pancetta, figuriamoci se si inserisce una sorta di salamella.
Sia chiaro, non si critica l’insaccato spagnolo, ma il suo utilizzo per la ricetta romana. Se il New York Times avesse chiamato il piatto "Pasta col chorizo", nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Anzi, è assai probabile che avrebbe riscosso pure più consensi. Tuttavia, non dimentichiamo che viviamo nell’epoca in cui le discussioni e le polemiche attirano più di ogni altra cosa.
Ma, torniamo al motivo dello scandalo, i salumi. Il guanciale, tipico del Lazio e del Centro Italia, si ricava dalla guancia del maiale, è stagionato e condito con sale e pepe. Il chorizo, invece, è un insaccato di carne proveniente da varie parti del maiale, tritata e insaporita abbondantemente con aglio e paprika spagnola.
Insomma, non serve un genio per capire che il chorizo, proprio per come è fatto e per gli ingredienti che contiene, va a modificare completamente il gusto dell’amatriciana. Quindi, no, non puoi prenderti certe libertà nemmeno se sei il New York Times.
La bocciatura è inevitabile
Non a caso, il post dedicato all’amatriciana americana ha riscosso più critiche che plausi. Il tono dei commenti, per intenderci, è questo: "È una pasta con chorizo e pomodoro ma non è un’Amatriciana, la ricetta è totalmente cambiata. Guanciale o vai a casa", oppure "Faresti meglio ad andare in una scuola professionale di cucina italiana", o ancora "Questo è un reato verso le brave persone di Amatrice. Chiamalo semplicemente in modo diverso". C’è, infine, un commento con cui vale la pena concludere la faccenda: "Ma li mor*** vostri".
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