Tutti pazzi per lo street food

Lo street food, i piatti più famosi del trend culinario più hot del 2014

Lampredotto, pane ca’ meuza, arrosticini, piadine, arancini, kebab … e chi più ne ha più ne metta. Tra programmi tv  a tema (Street Food Heroes su Italia 2 e Unti e Bisunti su DMax), scorpacciate estive e sagre paesane, lo street food è stato uno dei protagonisti indiscussi della gastronomia italiana nel 2014.
 
"Solo quest’estate – si legge sul sito di Coldiretti – quasi 3 italiani su 4 (circa il 73%) hanno trovato nel pasto veloce, consumato in piedi o magari su un tavolino improvvisato, un’alternativa saporita e low cost al ristorante".  Senza contare che il cibo di strada offre la preziosa opportunità di riscoprire la cultura del territorio attraverso i suoi piatti tipici.
 
Lo street food, infatti, è qualcosa di più di una semplice moda passeggera. Le sue origini sono  spesso umili e antichissime. Basti pensare ad alcuni dei piatti più famosi della cucina di strada italiana:
 
‘U pani câ meusa – Palermo
In italiano "pane con la milza", è una pietanza tradizionale di Palermo, e consiste in una pagnotta morbida spolverata di sesamo, imbottita da pezzetti di milza e polmone di vitello. L’origine di questo panino risale al medioevo, quando i macellai ebrei, non potendo percepire denaro per fede religiosa, in cambio della macellazione trattenevano come ricompensa le interiora degli animali.

Il lampredotto – Firenze
È il quarto stomaco dei bovini (l’abomaso o stomaco vero), ed è un tipico piatto povero della tradizione popolare fiorentina. Le cronache ne parlano già nel Quattrocento, quando, a pochi passi dall’Arno, sorgevano una serie di botteghe fumose dove si bollivano e si vendevano le interiora per pochi centesimi al popolo in miseria. Ancora oggi, così come New York ha i carretti degli hot dog, Firenze ha i meno noti ma ben più antichi banchini dei trippai, dove si può gustare il panino col lampredotto più buono d’Italia!
 
Gli arrosticini – Pescara
Sono deliziosi spiedini di castrato e/o carne di pecora caratteristici della cucina abruzzese. Si dice siano stati inventati nei primi del ‘900  nella zona pedemontana sul versante orientale del Gran Sasso dai pastori durante la transumanza. Si accompagnano rigorosamente con fette di pane casereccio e olio extravergine d’oliva.
 
O père e ‘o musso – Napoli
È un piatto tipico della tradizione partenopea a base di piede di maiale (‘o père) e muso di vitello (‘o musso). Deriva da una tradizione popolare povera, quella in cui non buttava via nulla. Così anche queste frattaglie venivano bollite, pulite e tagliate a pezzettini. Il condimento è semplice e deciso: sale e un’abbondante spruzzata di succo di limone!

 

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