Anche le zucchine diventano un lusso: i prezzi degli ortaggi continuano a salire
Dalle zucchine alle melanzane, passando per i cetrioli e i peperoni: i rincari colpiscono alimenti di consumo quotidiano e fare la spesa diventa un'impresa.
- A ottobre 2026 Assoutenti rileva forti rincari su ortaggi, frutta, legumi, uova e carne, con aumenti che pesano sul bilancio delle famiglie.
- Le tensioni in Medio Oriente possono incidere su energia, trasporti e produzione, trasmettendo i maggiori costi lungo la filiera fino ai supermercati.
- Aumentano anche bollette, trasporti e prodotti tecnologici, alimentando un effetto domino che riduce il potere d’acquisto delle famiglie.
Fare la spesa sta diventando un’impresa: a quanto pare, nemmeno mettere nel carrello un chilo di zucchine è più una scelta così economica. A ottobre 2026, infatti, i prezzi di alcuni ortaggi hanno registrato aumenti vicini al 31% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Ma non è tutto: a risentire dei rincari sono anche frutta, legumi, carne, energia e persino prodotti tecnologici.
- Perché la guerra si fa sentire anche al supermercato?
- Zucchine, fragole e legumi: quanto ci costa in più riempire il carrello?
- Dalla bolletta al computer: la guerra fa salire anche questi prezzi
Perché la guerra si fa sentire anche al supermercato?
Quando si parla di guerra, il primo pensiero va inevitabilmente alle conseguenze umanitarie e politiche. Eppure, i conflitti hanno ripercussioni anche molto concrete sulla nostra quotidianità, a partire dal costo della spesa. A lanciare l’allarme è Assoutenti che, dopo aver analizzato gli ultimi dati Istat sull’inflazione, ha evidenziato come gli scontri in Medio Oriente stiano contribuendo a far salire i prezzi di numerosi beni.
Una situazione simile l’abbiamo già sperimentata nel 2022, con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Le tensioni internazionali hanno contribuito a far aumentare il costo del gas, dell’elettricità, dei carburanti e di alcune materie prime agricole. Ucraina e Russia, infatti, sono attori importanti nel mercato internazionale dei cereali e dei fertilizzanti. Le difficoltà nelle esportazioni, unite alla crisi energetica e ai problemi nelle catene di approvvigionamento, hanno naturalmente avuto forti conseguenze sui prezzi degli alimenti.
Oggi, con la guerra in Medio Oriente, tornano le preoccupazioni. Le tensioni nell’area, come dimostrano le analisi di Assoutenti, influiscono sui mercati energetici, sui trasporti marittimi e sui costi di produzione. Sia chiaro, non significa che ogni aumento sia causato esclusivamente dai conflitti, ma energia e carburanti più cari finiscono quasi sempre (anche se toglieremmo il quasi) per ripercuotersi su tutta la filiera, dai campi agli scaffali dei supermercati.
Zucchine, fragole e legumi: quanto ci costa in più riempire il carrello?
Ma arriviamo ai numeri, perché sono proprio quelli a raccontare quanto la situazione sia diventata pesante se non insostenibile per milioni di famiglie. Secondo l’analisi di Assoutenti, gli ortaggi a frutto, categoria che comprende pomodori, zucchine, zucche, melanzane, peperoni e cetrioli, hanno registrato a ottobre un aumento di quasi il 31% su base annua. Attenzione, non si tratta di un rincaro riferito soltanto alle zucchine, ma all’intero gruppo di prodotti.
Non va meglio per altri alimenti che portiamo abitualmente in tavola. Fragole, mirtilli e frutti di bosco segnano un +29,3%, mentre cavoli, cavolfiori, broccoli, asparagi, cicoria e insalata aumentano del 13%. Anche i legumi diventano più cari (+11,7%), così come cipolle, carote e aglio (+11,1%).
La lista continua con prodotti che difficilmente mancano nella spesa settimanale di tutti noi: le uova costano il 7,3% in più, le patate il 7,2%, la frutta in generale il 4,3% e la carne il 4,2%. Insomma, non parliamo soltanto di qualche prodotto stagionale diventato più caro, ma di un aumento che coinvolge tante categorie alimentari e rende più difficile rientrare nel budget familiare che si ha a disposizione. In tutto ciò, è doveroso sottolineare che, in Italia, gli stipendi sono fermi a vent’anni fa.
Dalla bolletta al computer: la guerra fa salire anche questi prezzi
Se pensate che i rincari riguardino soltanto quello che portiamo in tavola, purtroppo c’è un’altra sorpresa. L’analisi di Assoutenti mostra aumenti importanti anche nel settore energetico. A ottobre 2026, rispetto allo stesso mese del 2025, il gas ha segnato +56,8% sul mercato tutelato e +35,7% su quello libero. Per l’elettricità gli aumenti sono rispettivamente +60,2% e +32%. Invece, il gasolio da riscaldamento ha registrato +45,6%, mentre legna e pellet +9,7%.
Pure spostarsi e ricevere un pacco costa di più: i voli internazionali hanno segnato +9,1%, i servizi di corriere e consegna pacchi +8%, i traghetti +5,4%, autobus e pullman +3,1%. E arriviamo alla tecnologia, dove alcuni numeri sembrano quasi incredibili. I supporti per la registrazione come CD e DVD hanno registrato un aumento del 107,8%, mentre hard disk, chiavette USB e schede di memoria +41,1%. Invce, computer, laptop e tablet costano il 29,5% in più.
Insomma, è chiaro, il quadro è quello di un effetto domino che coinvolge settori molto diversi tra loro. Come sottolineato da Assoutenti, energia, trasporti e alimentari sono spese difficili da evitare: quando aumentano contemporaneamente, a risentirne è soprattutto il potere d’acquisto delle famiglie.
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