Pranzo nei lidi, è caos: ora anche il Guardian parla del nostro cibo in spiaggia

Il caso della mamma di Vieste e dei panini vietati in spiaggia accende il dibattito: quasi tutti stanno dalla sua parte e si scagliano contro il lido.

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Panino imbottito con salumi e insalata con la spiaggia sullo sfondo
  • Una donna a Vieste è stata richiamata per aver consumato panini portati da casa sotto il suo ombrellone, scatenando una polemica nazionale e internazionale.
  • La normativa stabilisce che i concessionari hanno esclusiva sui servizi balneari ma non possono impedire di mangiare cibo proprio, salvo che ciò disturbi gli altri.
  • In molte regioni il litorale è ampiamente privatizzato, rendendo il tema dei diritti dei bagnanti e dell'accesso alle spiagge un problema concreto.

Il mare è un bene comune, eppure negli ultimi anni sembra che molti lo abbiano dimenticato. Il caso della mamma di Vieste, richiamata dallo stabilimento in cui ‘alloggiava’ per aver portato dei panini da casa, è l’esempio calzante: perfino il Guardian ha ripreso il fattaccio, alimentando una polemica che di certo non fa onore all’Italia e alla sua celebre ospitalità.

Perché è scoppiata la polemica sul panino in spiaggia?

Oggi amiamo complicarci la vita, altrimenti non sarebbe mai nata una polemica infuocata per un panino mangiato in spiaggia. Il dibattito ha addirittura attirato l’attenzione del Guardian e, a essere onesti, l’Italia non ne esce affatto bene, anzi. Ma, procediamo con ordine.

Tutto è nato qualche giorno fa, quando una cliente di uno stabilimento balneare di Vieste ha avuto la ‘malsana’ idea di portare da casa dei panini per i suoi figli. La donna li ha abilmente nascosti nella borsa frigo e, al momento del consumo, li ha tirati fuori. Attenzione, parliamo di una persona che ha pagato ombrellone, lettino e sdraio e si è limitata a mangiare il cibo nella sua area di competenza, senza infastidire nessuno.

Non è andata a consumare i panini nel bar o nel ristorante dello stabilimento, ma è rimasta nel suo spazio, quello che ha profumatamente pagato (in media, a Vieste, i costi si aggirano sui 25/30 euro al giorno). Nonostante tutto, è stata richiamata all’ordine perché i gestori del lido hanno deciso di vietare il consumo di alimenti propri. La notizia, giustamente, è rimbalzata da un quotidiano all’altro, arrivando addirittura Oltremanica e scatenando reazioni tutt’altro che positive.

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Panino farcito con mare sullo sfondo

La legge parla chiaro: ecco cosa dice

Non serviva il Guardian per sottolineare che in Italia la concessione delle spiagge private è sfuggita di mano. Specialmente in alcune regioni, come l’Emilia Romagna e la Liguria, trovare una spiaggia libera è un’impresa: il 70% del loro litorale è occupato da stabilimenti privati. Questo, però, non significa che i consumatori siano obbligati a consumare cibi e bevande del lido.

Nelle aree predisposte sì, ed è anche normale che sia così, ma sotto al proprio ombrellone si può tranquillamente consumare un pasto home made. Ovviamente, non parliamo di tavolate, barbecue e altri banchetti che potrebbero disturbare i vicini. La legge parla chiaro: nessuno può vietare di mangiare alimenti portati da casa, a patto che si abbia rispetto degli altri.

Come sottolineato da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, intervenuto proprio dopo le polemiche esplose a Vieste, "il concessionario ha l’esclusiva esclusivamente sui servizi balneari messi a disposizione dei clienti, come ombrelloni, lettini e sdraio e non può estendere la propria esclusiva alla somministrazione del cibo, nemmeno se all’interno della struttura sono presenti un bar o un ristorante".

Consumare un panino, una bottiglietta d’acqua, una vaschetta di pasta o utilizzare una borsa frigo non costituisce alcun problema e vietarlo è illegittimo. Tra l’altro, nessuno se non le forze dell’ordine può pretendere di controllare cosa ci sia all’interno di una borsa, che sia frigo o meno. In caso di comportamenti di questo tipo, si può richiedere l’intervento della Polizia Locale o della Capitaneria di Porto.

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Domande frequenti

Posso mangiare panini portati da casa sotto il mio ombrellone?

Sì: se hai pagato ombrellone e lettino puoi consumare cibo home made nel tuo spazio, purché non disturbi gli altri.

Lo stabilimento può proibire di portare cibo da casa?

No: il concessionario ha esclusiva solo sui servizi balneari, non sulla somministrazione di cibo; vietarlo è illegittimo.

Chi può intervenire se il gestore insulta o controlla la borsa frigo?

Puoi segnalare l'accaduto alla Polizia Locale o alla Capitaneria di Porto, che hanno competenza su questi abusi.

Esistono limiti a ciò che posso consumare in spiaggia privata?

È permesso mangiare alimenti propri, ma non organizzare banchetti, barbecue o azioni che creino disturbo agli altri bagnanti.

Quanto è diffusa l'occupazione privata delle spiagge in Italia?

In regioni come Emilia Romagna e Liguria fino al 70% del litorale è occupato da stabilimenti privati, rendendo difficile trovare spiagge libere.

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