Ancora un richiamo per uova a rischio salmonella: questa volta riguarda Eurospin
Il ministero della Salute ha ritirato un lotto di uova fresche venduto dalla catena Eurospin. È il terzo richiamo in una settimana, e riguarda sempre lo stesso lotto, lo stesso stabilimento e la stessa data di scadenza dei due precedenti.
- Il ministero della Salute ha richiamato un lotto di uova Delizie del Sole vendute da Eurospin per il rischio di salmonella, invitando a non consumarle.
- Le confezioni provengono dallo stesso stabilimento dei richiami precedenti e il problema riguarda soprattutto il guscio, con possibili contaminazioni durante la manipolazione.
- Restituzione al punto vendita, igiene accurata e cottura completa restano le misure più efficaci per ridurre il rischio di infezione.
Il ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di uova fresche da allevamento all’aperto a marchio Delizie del Sole, vendute nei supermercati Eurospin. Il motivo è il rischio microbiologico legato alla presenza di salmonella. L’indicazione è chiara: non consumarle e riportarle al punto vendita.
Non è un episodio isolato. È il terzo ritiro in pochi giorni, dopo quelli del 27 luglio a marchio Aia e del 31 luglio a marchio Selex. E non si tratta di tre problemi diversi, se consideriamo che le confezioni richiamate appartengono tutte allo stesso lotto, prodotto nello stesso stabilimento e con la stessa scadenza. Vediamo perché succede e come comportarsi.
- Come riconoscere le confezioni ritirate
- Come finisce la salmonella dentro un uovo
- Le regole che valgono sempre
Come riconoscere le confezioni ritirate
Come indicato dalla nota del Ministero, ecco i dati da controllare.
- Marchio: Delizie del Sole
- Prodotto: uova fresche da allevamento all’aperto, confezioni da sei
- Numero di lotto: 1IT040VR006
- Data di scadenza: 04/08/2026
- Punto vendita: supermercati Eurospin
- Stabilimento: Caselle di Sommacampagna, in provincia di Verona
Lo stabilimento è gestito da Agricola Tre Valli società cooperativa, del gruppo Aia-Veronesi. È lo stesso da cui provenivano le uova dei due richiami precedenti, il che spiega perché marchi diversi siano finiti sotto la stessa allerta: le uova vengono confezionate per più insegne a partire dallo stesso impianto.
Come finisce la salmonella dentro un uovo
Qui sta il punto che quasi nessuno conosce e che cambia il modo di maneggiare le uova in cucina. Le galline possono ospitare salmonelle nell’intestino senza ammalarsi né mostrare alcun segno, sono cioè portatrici sane di questi batteri fastidiosi. Nel loro corpo il tratto finale dell’apparato riproduttivo coincide con quello digerente, proprio in quel passaggio l’uovo può contaminarsi.
Il punto critico, nella grande maggioranza dei casi, è il guscio. Molto più rara (ma sempre possibile) è la contaminazione dell’interno, che richiede la colonizzazione delle vie riproduttive dell’animale. Solo che di norma e eccezion fatta per alcune preparazioni, come lo zabaione, l’interno delle uova viene sempre cotto.
Il pericolo viaggia quindi soprattutto all’esterno dell’uovo, non dentro: che la contaminazione sia avvenuta a causa delle galline malate o al contatto con le deiezioni di altre galline dopo la deposizione, poco cambia. In entrambi i casi il messaggio pratico è lo stesso. Ecco perché il gesto più rischioso non è mangiare l’uovo incriminato, ma toccarlo e poi toccare altro.
Non pensate di risolvere cuocendole di più. La cottura completa abbatte il batterio, ma il guscio contaminato può trasferirlo a mani, coltelli, taglieri e piani di lavoro prima ancora che l’uovo finisca in padella. Le confezioni vanno riportate al punto vendita, dove verranno sostituite o rimborsate. Non è necessario lo scontrino, basta la confezione.
Le regole che valgono sempre
Quali sintomi e pericoli può comportare una salmonellosi lo abbiamo spiegato per bene qui. Al di là di questo richiamo però, poche abitudini riducono drasticamente il rischio di contrarre l’infezione anche in caso di uova a rischio.
- Conservate le uova in frigorifero, nel loro contenitore, senza contatto con altri alimenti.
- Non lavatele prima di riporle: l’acqua rimuove la pellicola protettiva naturale. Se il guscio è sporco, usate al massimo un panno di carta usa e getta.
- Scartate le uova rotte o incrinate: da lì i batteri raggiungono facilmente l’interno.
- Lavatevi le mani con il sapone prima e dopo aver toccato i gusci, e pulite le superfici che li hanno accolti.
- Verificate la cottura: un tuorlo solido indica che si sono raggiunte temperature ostili al batterio. Nei preparati da forno serve superare i 70 gradi al cuore.
- Non lasciate fuori dal frigo piatti a base di uova per più di un paio d’ore, che diventa una sola sopra i trenta gradi.
Per maionese, tiramisù e altre preparazioni con uovo crudo la scelta più sicura restano le uova pastorizzate, soprattutto quando a tavola ci sono bambini o persone fragili. I richiami, in fondo, sono la prova che il sistema di controllo funziona. Il problema viene intercettato prima che diventi un caso.
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