Dalla mensa ai distributori: la battaglia contro i cibi ultra formulati continua nelle scuole
Il 53% dei bambini italiani mangia snack dolci più di tre volte a settimana. Coldiretti chiede di cambiare le mense, svuotare i distributori automatici e costruire una cultura alimentare che parta dall'aula.
Lo scorso 7 aprile, in occasione della Giornata mondiale della salute, varie sezioni locali della Coldiretti, tra cui Sondrio e Lecco per dirne alcune, hanno rilanciato l’allarme per l’alimentazione dei bambini nelle scuole. Si chiede, senza mezzi termini, lo stop ai cibi ultra-formulati o ultra-processati, per usare un’etichetta più nota.
Secondo le rilevazioni della Fondazione Aletheia citate da Coldiretti, più della metà dei bambini italiani, pari al 53%, consuma snack dolci almeno tre giorni su sette. Uno su quattro beve ogni giorno bevande zuccherate o gassate. Il 12% ricorre regolarmente agli snack salati. Dietro queste cifre c’è poi una dieta ipercalorica, povera di frutta e verdura, che diversi studi collegano allo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili: diabete di tipo 2, obesità, ipertensione.
Il Manifesto di Udine: cosa chiede Coldiretti
Il problema non è nuovo. La risposta di Coldiretti ha preso la forma di un documento preciso, il Manifesto di Udine per l’Educazione Alimentare nelle Scuole. Le richieste sono concrete: sostituire i prodotti ultra-processati nei distributori automatici con alternative sane, aumentare la quota di cibo a chilometro zero nelle mense, avviare una strategia nazionale contro l’obesità infantile e costruire un patto educativo con le famiglie.
Non è solo una battaglia sui menù. È una questione di infrastruttura culturale, vale a dire cosa i bambini imparano a riconoscere come cibo, quali abitudini portano a casa, come si rapportano al territorio in cui vivono. Coldiretti ha avviato ormai da tempo e ad ampio raggio sul territorio nazionale, i progetti didattici di Educazione alla Campagna Amica: incontri, laboratori e visite che raccontano la stagionalità, la filiera corta, il valore di ciò che cresce in montagna.
Le alleanze sul campo
L’iniziativa si inserisce in un quadro ancora più ampio. Infatti, Coldiretti collabora già con la Fondazione Policlinico Gemelli, con la Federazione Italiana Medici Pediatri e ha sottoscritto un protocollo con l’Anci per incrementare nelle mense pubbliche l’uso di prodotti made in Italy, biologici e a filiera corta.
Resta la domanda più scomoda: chi ha interesse a mantenere lo status quo? I distributori automatici nelle scuole italiane sono un mercato che rende, parliamo di centinaia di milioni di euro in approssimazione. Svuotarli di merendine e bibite per riempirli di frutta di stagione e yogurt richiede volontà politica, capitolati di fornitura riscritti e, soprattutto, che qualcuno decida che la salute dei bambini vale più di un contratto vantaggioso.