Le trovi al supermercato e sono buonissime: la classifica premia queste Colombe, deliziose
Due test mettono a confronto dodici colombe classiche: ecco i marchi che convincono davvero, quelli da evitare e come leggere l'etichetta prima di scegliere
Quest’anno, a rispondere alla domanda più attesa prima di Pasqua — quale colomba comprare? — ci hanno pensato due fonti più che influenti: il Gambero Rosso, con il suo panel di esperti, ma anche Altroconsumo confrontandosi con oltre duecento consumatori comuni. Metodi diversi, risultati che si integrano bene tra conferme e poche variazioni.
Se nella nostra guida 2025 ci eravamo concentrati su varianti più sperimentali e eccellenze artigianali, quest’anno abbiamo raccolto i migliori suggerimenti per un buon acquisto al supermercato, a portata di tutti.
- Due test, una certezza: la classica batte tutto
- Le migliori colombe 2026 secondo Altroconsumo
- La migliori colombe 2026 secondo Gambero Rosso
- Cosa guardare prima di comprare
- Il prezzo giusto di una buona colomba
Due test, una certezza: la classica batte tutto
Altroconsumo ha organizzato tre sessioni di degustazione alla cieca a marzo 2026, tra Milano e Vico Equense, mettendo a confronto dodici colombe classiche. Gambero Rosso ne ha testate quattordici, selezionandone sette degne di nota. In entrambi i casi i prodotti erano anonimi: niente marchi, niente confezioni. Solo impasto, glassa e canditi.
Una cosa emerge chiarissima: la colomba classica, quella con i canditi d’arancia e la glassa alle mandorle, non ha rivali. Le varianti farcite restano un gioco da tifosi, ma a Pasqua si torna all’originale. Less is more.
Le migliori colombe 2026 secondo Altroconsumo
Tra i dodici prodotti assaggiati dai consumatori, due ottengono il titolo di "Scelto dai consumatori" a pari merito: Giovanni Cova & C. e Tre Marie. Entrambe convincono per la morbidezza dell’impasto, la qualità dei canditi e un equilibrio che, alla cieca, ricorda più un prodotto di pasticceria che una colomba industriale. Entrambe si collocano intorno ai tredici o quattordici euro al chilo: nella fascia alta del test, ma la differenza si sente.
Sul fronte opposto, la colomba Bistefani non raggiunge la sufficienza: impasto secco, canditi scarsi, gusto debole con qualche nota artificiale. È anche la meno cara del lotto, meno di quattro euro a confezione che in questo caso si traducono in delusione per il palato.
Nell’ampia fascia di mezzo troviamo le Classiche di Coop, Melegatti, Eurospin (Duca Moscati), LIDL (Favorina), Maina, Esselunga (Le Grazie), Bauli. A precedere il fondo della lista, troviamo prima la Colomba Tradizionale Bruno Barbieri di Motta e subito dopo la proposta di Balocco.
La migliori colombe 2026 secondo Gambero Rosso
Il panel del Gambero Rosso, formato da degustatori esperti con schede organolettiche in centesimi, premia in cima Galup, storica realtà piemontese, con la sua Colomba Tradizionale con glassa alle nocciole. La descrivono con parole precise: grande freschezza, note agrumate e lattiche che si alternano senza sovrapporsi, morso soffice e scioglievole. Al secondo posto ritroviamo la Giovanni Cova & C., ma in questa sede ne viene esaltato specialmente l’aroma opulento di cedro, burro e sensazioni lattiche.
La sorpresa della classifica è la colomba classica a marchio Coop. Senza pretese estetiche, si aggiudica il miglior rapporto qualità-prezzo del test puntando sulla pulizia aromatica del burro, niente aromi artificiali invadenti e un terzo posto solido. Il fatto che sia in questa che nella classifica di Altroconsumo si collochi in posizione mediana, ne conferma l’apprezzamento da parte di un pubblico vasto.
Pari merito qui per tutte le altre colombe, che pur guadagnandosi la menzione non vanno oltre un gambero su tre (sarebbero le "stelle" attribuite dagli esperti): Esselunga, Maina, Motta, la stessa Bistefani.
Cosa guardare prima di comprare
Leggere l’etichetta non è un esercizio da puristi. La formula dell’eccellenza si avvicina a questa: una colomba vera deve contenere almeno il 16% di burro, il 4% di tuorlo, il 15% di scorze di agrumi canditi e lievito naturale o pasta acida. Burro, uova e canditi devono comparire tra i primi ingredienti; la vaniglia, se c’è, meglio che sia naturale.
Al taglio, un buon impasto si riconosce subito: alveoli irregolari, non troppo fitti, una leggera umidità. Se sembra pan brioche, qualcosa non ha funzionato nella lievitazione.
Il prezzo giusto di una buona colomba
La media delle dodici colombe testate da Altroconsumo si aggira intorno ai nove euro al chilo. I prodotti migliori stanno tra i tredici e i quattordici. I consumatori intervistati dicono di essere disposti a spendere fino a venti euro per una colomba davvero buona. Forse non servirà arrivare a tanto, dato che la classifica di quest’anno dimostra che, anche nel supermercato sotto casa, si può trovare qualcosa che vale la pena portare in tavola.