Mangiare porcellini d'India: tradizione gastronomica o tabù culturale?
Il cuy asado, piatto tradizionale del Perù, è uno dei cibi più divisivi del mondo. Il motivo è presto detto: sono cavie, i nostri teneri porcellini d'India, arrostite.
Paese che vai, tradizione gastronomica che trovi. Alcuni piatti fanno venire l’acquolina in bocca solo a guardarli, altri creano reazioni opposte, non solo per quel che riguarda il gusto ma anche sul piano etico. È il caso del cuy asado, ossia cavie arrosto, ricetta tipica del Perù dove non viene solo considerata una prelibatezza, ma anche un’identità storica e culturale da preservare.
Cavie arrosto: il piatto tipico del Perù
In Italia, il porcellino d’India è considerato un animale da compagnia e, come tale, non è destinato al consumo umano. In altre zone del mondo, però, non è così e le cavie fanno parte dell’alimentazione della popolazione da tempo immemore. Stiamo parlando del Perù, dove il cuy asado non è solo piatto nazionale, ma anche simbolo di identità storica e culturale.
Sembra che le antiche popolazioni Inca lo consumassero da più di 5000 anni perché considerato un animale sacro. All’epoca veniva offerto in sacrificio agli dei, era protagonista di riti religiosi ed era addirittura collegato a miracolose guarigioni. Con il passare del tempo, il porcellino d’India è diventato un elemento fondamentale per la popolazione, sia sul piano culturale che culinario, e ancora oggi lo è.
A noi può sembrare strano, se non terrificante, ma non dimentichiamo che in Italia si consumano senza alcun tipo di problemi altre bestioline che, seppur di dimensioni più grandi, trasmettono la stessa tenerezza delle cavie. Basti pensare all’agnello o il maialetto sardo: insomma, non siamo così diversi dai peruviani, non trovate?
Come si mangia il cuy asado
Quella che a noi può apparire come una semplice cavia arrosto, è un cibo che parla del passato, che i peruviani considerano orgogliosamente un alimento delle origini. Non a caso, ogni secondo venerdì di ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Cuy, occasione in cui gli abitanti rivendicano con forza le loro radici indigene.
Ogni regione ha la sua ricetta, ma a prescindere dalla preparazione tutti concordano nell’affermare che la carne è estremamente tenera. Qualcuno, ad esempio, la arrostisce e poi la ripassa al forno (cuy al horno), mentre altri la friggono e poi la cuociono nuovamente su una pietra rovente (cuy chactado). Altri ancora la usano come ingrediente di una celebre zuppa invernale, la chupe de cuy.
Generalmente, le cavie arrosto si mangiano soprattutto nelle zone di Cusco, Arequipa e Ayacucho, dove sono quasi sempre le protagoniste indiscusse di banchetti matrimoniali o battesimali, oppure degli stand delle feste patronali. Nelle città costiere, invece, si trova soltanto in occasione di celebrazioni particolari, come per l’appunto la Giornata Nazionale.
Che sapore ha?
Considerando che il porcellino d’India può raggiungere un peso di poco superiore al chilogrammo, la sua carne non può che essere tenerissima. È ricca di proteine e povera di grassi e per quanto riguarda il sapore è una via di mezzo tra il coniglio e il pollo, con un retrogusto più intenso e aromatico. Almeno, questo è quanto riferiscono coloro che hanno avuto il coraggio di assaggiare il cuy asado.
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