La Lombardia vuole salvare le sue ricette tradizionali: arriva un marchio per i ristoranti
La Lombardia approva una legge per tutelare la cucina tipica, con un marchio dedicato ai ristoranti e nuove iniziative per valorizzare le ricette tradizionali
- La Lombardia approva una legge per valorizzare la cucina regionale con un marchio per i ristoranti, un Comitato tecnico e un Forum permanente.
- Il provvedimento promuove ricette tradizionali e prodotti locali, istituisce un Registro delle De.Co. e prevede un mese annuale dedicato alla gastronomia lombarda.
- Stanziati 1,1 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per promozione, formazione e ristorazione; requisiti e modalità del marchio saranno definiti in seguito.
Risotto giallo, casoncelli, pizzoccheri, polenta taragna: la tavola lombarda cambia da una valle all’altra e da una provincia all’altra, con ricette tramandate in famiglia e prodotti legati a territori molto riconoscibili. A fine ottobre 2026 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una legge per tutelare e promuovere questo patrimonio, con un marchio pensato per i ristoranti che tengono vive le ricette della tradizione.
- Cosa prevede la legge sulla cucina tipica lombarda
- Il marchio per i ristoranti: a chi è destinato
- Dop, Igp, Pat e De.Co.: i prodotti al centro della legge
- Il Mese della cucina tipica lombarda e il Forum
- Le risorse stanziate e i prossimi passi
Cosa prevede la legge sulla cucina tipica lombarda
Il provvedimento si intitola «Disposizioni per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda» e mette insieme più strumenti con un obiettivo comune: dare riconoscibilità alla gastronomia regionale e rafforzare il legame fra chi produce le materie prime e chi le porta in tavola. Il pilastro è il marchio regionale "Cucina Tipica Lombarda", affiancato da un Comitato tecnico, da un mese dedicato ogni anno alla cucina del territorio e da un Forum permanente.
Al Comitato tecnico regionale spetta il compito più delicato: individuare le ricette e i prodotti simbolo della tradizione e definire le linee guida per promuoverli. Ne faranno parte esperti del settore, fra cui rappresentanti dell’Unione Regionale Cuochi e dell’Accademia Italiana della Cucina, e anche le scuole di formazione saranno coinvolte nelle consultazioni.
Il marchio per i ristoranti: a chi è destinato
Il riconoscimento è rivolto agli esercizi di ristorazione che garantiscono nei menù una presenza stabile delle ricette tradizionali e un uso costante di prodotti del territorio. I locali che lo otterranno potranno esporre un logo dedicato e compariranno in un elenco pubblico, utile a chi cerca una cucina legata alla regione.
La legge riserva poi un’attenzione specifica alle realtà più piccole, come trattorie, osterie e ristoranti a conduzione familiare. Requisiti dettagliati, procedure e tempi per presentare la domanda arriveranno con i provvedimenti attuativi. Il testo approvato fissa la cornice e rimanda ai passaggi successivi la parte operativa.
Dop, Igp, Pat e De.Co.: i prodotti al centro della legge
Quando parla di prodotti del territorio, la legge fa riferimento in particolare a quattro famiglie di riconoscimenti. Le Dop (Denominazione di origine protetta) e le Igp (Indicazione geografica protetta) sono marchi europei che legano un alimento alla sua zona d’origine. I Pat, prodotti agroalimentari tradizionali, sono specialità inserite in un elenco nazionale perché lavorate con metodi consolidati nel tempo. Le De.Co., denominazioni comunali, sono invece attribuite dai singoli Comuni alle proprie specialità.
Proprio le De.Co. hanno guadagnato spazio durante l’esame in Aula: con un emendamento è nato il Registro regionale delle De.Co. lombarde, che servirà a censire e mettere in relazione le specialità riconosciute a livello comunale. La base di partenza è ampia, visto che la Lombardia conta 79 Indicazioni geografiche fra cibo e vino.
Il Mese della cucina tipica lombarda e il Forum
Ogni anno la Regione dedicherà un mese alla cucina tipica lombarda, con iniziative di promozione come sagre, degustazioni e campagne informative. L’indicazione di partenza è novembre, mentre la scelta definitiva spetta alla Giunta insieme al Comitato tecnico. Accanto al mese nasce il Forum della cucina lombarda, un tavolo di confronto permanente aperto a istituzioni, professionisti, scuole alberghiere e associazioni.
La legge guarda anche ai più giovani: tra gli indirizzi approvati c’è la diffusione della cultura gastronomica regionale nelle mense scolastiche e attraverso iniziative che mettano in dialogo generazioni diverse.
Le risorse stanziate e i prossimi passi
Per finanziare le misure sono stati stanziati 1,1 milioni di euro in tre anni: 100 mila euro per il 2026 e 500 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Le risorse andranno alla promozione dei prodotti tipici, alla qualificazione della ristorazione, al marketing territoriale, alla formazione e al passaggio generazionale nelle attività.
Sono fondi destinati alle azioni previste dalla legge e, allo stato attuale, i singoli ristoratori non possono accedervi direttamente. Durante il dibattito in Aula una parte dell’opposizione ha espresso dubbi proprio sull’entità dello stanziamento, giudicato insufficiente a fronte dell’aumento dei costi e della carenza di personale che pesano sul settore.
Per sapere come si otterrà il marchio e quali piatti entreranno fra le ricette simbolo della Lombardia bisognerà attendere il lavoro del Comitato tecnico e le delibere della Giunta.
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