Eccole: sono le città europee dove si mangia meglio (e ci sono delle italiane)
Una nuova guida ha classificato 100 città europee per la loro offerta gastronomica, tra piatti tipici, food tour, corsi di cucina e ristoranti Michelin. In cima c'è Roma, ma la mappa del gusto riserva qualche sorpresa. E l'Italia, com'era prevedibile, fa la parte del leone.
Si parte sempre più spesso per mangiare. Il turismo gastronomico è in piena espansione: secondo GetYourGuide le prenotazioni di food tour sono cresciute del 23% in un anno e c’è perfino chi, in vacanza, arriva a concedersi cinque o più pasti al giorno. C’è già un’etichetta per questi viaggiatori a caccia di sapori, sono gli snackpacker.
Invece qualcuno ha definito effetto see-food la tendenza a mangiare di più in vacanza, ovvero una parata di cibi nuovi ed esotici a cui è impossibile resistere. Sulla scia di questi dati, il portale Holidu ha passato al setaccio 100 città europee, classificandole in base a cinque parametri: numero di piatti tipici locali e nazionali, food tour e corsi di cucina disponibili e ristoranti segnalati dalla Guida Michelin nella categoria "Eat Like A Local". Ne è risultata una classifica a dir poco interessante.
Sul podio, tre città italiane
Il risultato premia l’Italia, a partire dal podio. Al primo posto c’è Roma, regina assoluta dei corsi di cucina e forte di una dozzina di piatti simbolo, dalla cacio e pepe ai supplì. Seconda è Venezia, che vanta il numero più alto di tutto lo studio di ristoranti Michelin "Eat Like A Local", smentendo la fama di città-trappola con la sua cultura dei cicchetti. Chiude il podio Napoli, prima per numero di specialità locali e patria della pizza.
Nove italiane nella top 20
Il dato più clamoroso che riguarda il nostro Paese, però, è la quantità. Delle prime venti città d’Europa, nove sono italiane, un dominio che nessun altro Paese si avvicina a eguagliare:
- Roma (1°): la regina dei corsi di cucina, dalla cacio e pepe ai supplì.
- Venezia (2°): record di ristoranti Michelin "local" e patria dei cicchetti.
- Napoli (3°): più specialità tipiche di ogni altra città, la pizza su tutte.
- Bologna (6°): la "grassa", regno di tortellini, ragù e mortadella.
- Milano (7°): risotto giallo e cotoletta, con tantissimi corsi di cucina e posti dove mangiare anche senza spendere una fortuna.
- Firenze (10°): la vera capitale europea dei food tour.
- Torino (11°): gioiello sottovalutato, tra bagna cauda e tajarin.
- Genova (16°): pesto e focaccia, con più stelle "local" di Parigi.
- Palermo (19°): la porta della grande cucina di strada siciliana.
Istanbul, Zagabria e le altre sorprese
Fuori dall’Italia, la classifica riserva diversi colpi di scena. Il più vistoso è Istanbul, quarta, che scavalca Parigi, quinta, grazie all’ampiezza sterminata del suo repertorio gastronomico, dal kebab al kunefe. Più in basso si fa notare Zagabria, autentica rivelazione dell’Europa orientale, capace di superare città ben più blasonate come Barcellona e Vienna.
Proprio Vienna conquista un primato particolare: è la città non italiana con il maggior numero di specialità tipiche. Non mancano poi i primati a sorpresa, come quello di Genova, che vanta più ristoranti Michelin "Eat Like A Local" della stessa Parigi, a conferma che la geografia del gusto non sempre coincide con quella delle grandi capitali.
Resta, sopra ogni cosa, il quadro d’insieme. In una classifica che abbraccia città da tutta Europa, dalla Turchia alla Scandinavia, è l’Italia a dettare il passo, con nove piazzamenti nei primi venti posti. Una conferma più che una sorpresa: quando si tratta di mettersi a tavola, il Vecchio Continente continua a guardare soprattutto verso di noi.
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