Dal mare alla tavola: gli alimenti proibiti che non puoi mangiare in Italia
In Italia, talvolta in Europa, ci sono alcuni cibi che non si possono né mangiare né tantomeno vendere o procacciarsi: sono animali, pesci e frutti di mare.
In Italia, fortunatamente, sono stati fatti notevoli passi avanti per quel che riguarda i cibi concessi e vietati. La legge, che in futuro ci aspettiamo diventi ancora più ampia e severa, ha stabilito che alcuni alimenti sono proibiti e punisce con severe sanzioni quanti non rispettano il veto. Ma, sapete quali sono i prodotti finiti in black list? Alcuni sono ‘insospettabili’.
- Perché alcuni cibi sono proibiti?
- Quali sono i cibi proibiti in Italia?
- Antiche ricette con ingredienti proibiti
Perché alcuni cibi sono proibiti?
Fino al 1950, complici le due guerre mondiali, in Italia gran parte della popolazione faceva fatica a portare in tavola un pasto decente. Quanti vivevano in campagna erano più fortunati perché potevano contare sui prodotti dell’orto, sulle erbe spontanee, su galline e altri animali. All’epoca, la caccia e la pesca non erano regolamentate come oggi e le tradizioni culinarie affondavano le radici in un passato in cui il benessere/rispetto animale era materia sconosciuta.
Fortunatamente, i tempi corrono e oggi in Italia, talvolta in Europa, ci sono cibi proibiti che non si possono né consumare né tantomeno commercializzare. Gli alimenti incriminati sono finiti in questa lista per diversi motivi, alcuni legati all’estinzione della specie, altri al mantenimento dell’ecosistema.
Il divieto, neanche a dirlo, ha dato il via a un mercato nero spesso gestito da vere e proprie organizzazioni criminali. Pensiamo, ad esempio, ai datteri di mare. Pur essendo vietati dal 1998 (non si possono pescare, vendere e mangiare), vengono commercializzati sotto banco e il prezzo va dai 40 ai 200 euro al chilo.
Quanti, in barba alla legge, si avventurano nella pesca dei datteri compiono vere e proprie distruzioni dell’ecosistema marino. Per staccarli dalla roccia servono martelli pneumatici, pinze, picconi e talvolta esplosivi. Il tutto danneggiando i fondali, la flora e la fauna marina.
Quali sono i cibi proibiti in Italia?
L’elenco dei cibi proibiti in Italia comprende sia animali che vivono nei boschi che pesci e frutti di mare. Talvolta, il veto non riguarda solo il Belpaese, ma si estende a tutta Europa. Al momento, ma ribadiamo che si spera in un inasprimento della legge, in black list ci sono:
- datteri di mare
- pettirossi
- istrice
- ghiri
- avannotti di anguilla
- peppole
- fringuelli
- cardellini
- frosoni
- novellame
Per quanto riguarda il novellame, è necessaria una precisazione. Con questo termine si indicano i giovani pesci nei primi stadi di sviluppo post-larvale, principalmente di sarde e acciughe come i rinomati bianchetti. In alcuni casi, la loro pesca è concessa, a patto che vengano rispettate regole sulla quantità, sulla taglia minima consentita e sul tipo di imbarcazione utilizzata per la cattura.
Antiche ricette con ingredienti proibiti
Anche se alcuni dei cibi inseriti nella lista vi sembrano bizzarri, sappiate che in Italia esistono ricette antiche che li prevedono. Oggi, seppur illegalmente, alcuni continuano a prepararle proprio come tradizione comanda, magari facendo ricorso al mercato nero o provvedendo personalmente a procacciarsi l’ingrediente incriminato.
Pensiamo alla celebre polenta e osei con i pettirossi, tipica della cucina veneta e lombarda. La caccia del bellissimo uccellino è vietata, ma il bracconaggio c’è sempre stato e, purtroppo, continuerà a esistere. Che dire, poi, dell’istrice? Seppur proibita, in alcune zone umbro-toscane viene preparata sottolio o come condimento per le pappardelle.
In Calabria, invece, si mangiava (parliamo volutamente al passato perché speriamo che non sia più così) il ghiro. Come? Al forno, con patate lesse e bietola. In alcune aree, si usa pure la carne di scoiattolo.
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